26 settembre 2016 ore: 12:33
Società

Droga, prostitute, violenza: “vi racconto il degrado di uno degli angoli di via Padova”

In una lunga lettera, una cittadina racconta quel che vede di giorno e di notte in piazzetta Mosso. "Ogni volta che mi affaccio alla finestra devo constatare che lo spazio pubblico dei giardinetti è utilizzato in modo inaccettabile". Anche se non mancano episodi sorprendenti, come l'anziana signora che alle 5 del mattino ripulisce tutto
Quartiere di Via Padova a Milano

MILANO - Il degrado visto dalla finestra, in una delle vie più multietniche di Milano: via Padova. Sui social network così come nelle chiacchiere tra genitori fuori dalle scuole, oppure negli incontri di chi è impegnato nelle associazioni c'è preoccupazione per la crescente invivibilità del quartiere. Uno degli angoli più bui è piazzetta Mosso, uno spelacchiato giardino all'incrocio di via Padova con le vie Mosso e Arquà, alle spalle del Parco Trotter. Un'inquilina di uno dei palazzi intorno alla piazzetta ha scritto una lettera, che è stata letta durante un'affollata assemblea al Ligera (storico locale enoteca), convocata per cercare di trovare il modo di affrontare la situazione. Redattore sociale la rilancia, perché oltre a contenere una descrizione senza sconti di quel che succede ogni giorno e notte, esprime anche il forte desiderio che gli spazi pubblici tornino ad essere un bene di tutti. 

"Il mio punto di osservazione su piazzetta Mosso è impietoso: ogni volta che mi affaccio alla finestra devo constatare che lo spazio pubblico dei giardinetti è utilizzato in modo inaccettabile -scrive-. E quello che vedo conferma quello che sperimento per strada tutti i giorni. Succede che il fatto che la piazzetta sia frequentata da molte persone, invece di essere un valore per il circondario, è diventato un fattore di degrado grave che è persino difficile definire… Perché sconcerta". In quei pochi metri quadrati dei giardinetti ci si prostituisce, ci si droga, ci si ubriaca.

"Più e più volte è capitato che affacciandomi vedessi persone impegnate a defecare, nascoste alla vista dei compagni da un basso cespuglio ma perfettamente visibili dalla strada oltre che da casa mia (ovviamente anche il prodotto delle imprescindibili urgenze fisiche resta in vista). Ho visto approcci sessuali più o meno completi. Ho assistito a bevute colossali (probabilmente completate da altre sostanze) finite con persone collassate e ambulanze, oppure sfociate in violenza. Ho ascoltato risate e urla festose, esibite ad un volume altissimo in grado di impedire di dormire. Ho visto e sentito liti a base di spintoni, bottiglie rotte, inseguimenti. Ho visto allestire ristorantini all’aperto aperti tutta la notte. Ho assistito al passaggio notturno di soldi (droga, altri traffici?), al via vai dei clienti delle prostitute, all’ultima birra dopo la discoteca sotto il sole del mattino…".

Nei giardini di piazzetta Mosso scorre una vita dolente, povera e emarginata. "In questo contesto fa tenerezza il sonno sulle panchine di chi non ha un posto migliore… -scrive l'inquilina-. Solo una volta, in uno strano risveglio alle 5 del mattino, ho visto una cosa bella: una signora (di solito vende cibo) con in mano la scopa e impegnata a ripulire il caos di rifiuti che abitualmente alla mattina ritroviamo tutto intorno e dentro i giardini".

Via Padova nel 2010 è stata al centro delle cronache nazionali per l'omicidio di un giovane egiziano, dal quale scaturirono ore di violenza e protesta da parte di un gruppo di giovani. L'allora giunta Moratti istituì una specie di coprifuoco, imponendo la chiusura serale degli esercizi pubblici. Negli anni seguenti la situazione sembrava migliorata, grazie anche all'impegno delle circa 70 associazioni della zona, che hanno dato vita, tra le tante iniziative, alle festa di via Padova. Ora sembra che si stia tornando ai giorni cupi del 2009. Tanto che in piazzetta Mosso il degrado regna sia di notte che di giorno. "Vengo alla strada, dove le esperienze sono grottesche, vi racconto solo le ultime dove sono intervenuta direttamente -scrive l'inquilina-. Lite con bottiglie rotte tra una prostituta travestita e un cliente, sono le quattro del pomeriggio; mi avvicino e le chiedo chi raccoglierà i cocci delle bottiglie – lei risponde che qualcuno lo farà, verranno gli spazzini; rispondo che dovrebbe farlo lei – lei comincia ad urlare e mi dice con aria spavalda di chiamare la polizia; rispondo che sto parlando con lei e la polizia non c’entra… - per tutta risposta lei si toglie la maglia e mi mostra il seno!; a questo punto la conversazione si è un po’ arenata…".

"Piove, un'anziana prostituta ha allestito un rifugio sui gradini del negozio di fianco al portone e dorme; la custode mi dice che ha già provato a chiederle di andarsene e i proprietari del negozio hanno chiamato l’ambulanza, ma siccome la donna addormentata sta bene i paramedici sono andati via; mi avvicino per dirle io stessa che non si può dormire lì e lei risponde urlando, intanto altre persone si avvicinano; poi arriviamo a più miti consigli, le chiedo se posso darle una mano a trovare un’altra sistemazione ma lei è convinta di avere diritto di stare dove sta…".

"In conclusione, piazzetta Mosso è un luogo pubblico di illegalità. Occupato da persone che comunicano con i fatti e provocatoriamente di averlo fatto proprio e di non avere alcuna considerazione per gli altri che vivono nelle vicinanze.  In primis, quello che chiedo è che si rispettino le regole e gli spazi del vivere comune. Ma devo dire che mi fa riflettere la tolleranza totale per le attività di prostituzione e spaccio che sono visibilmente in corso tutti i giorni a tutte le ore. Mi chiedo: come mai la polizia non fa nulla? Mi viene un sospetto un po’ persecutorio: non è che le istituzioni hanno deciso di relegare qui, in piazzetta Mosso, questo pezzo di umanità complicata, forse sofferente ma anche violenta e prepotente?".

All'incontro al Ligera era presente anche Mirko Mazzali, consigliere comunale che ha la delega del Sindaco alle periferie. Ha proposto di fare una nuova assemblea, proprio in piazzetta Mosso: "La sicurezza non è solo una questione di forze dell'ordine, ma deve essere partecipata. Dobbiamo riappropriarci degli spazi pubblici degradati". L'appuntamento è per la fine di ottobre. (dp)

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