31 luglio 2014 ore: 11:49
Salute

Droghe, comunità contro i progetti del Dpa: “Sono inutili, bloccate i fondi”

Il Cnca lancia l’allarme su tre ricerche riguardanti i consumi di stupefacenti, assegnate “velocissimamente” dal dipartimento politiche antidroga a fine 2013. De Facci: “Sono un doppione di indagini già condotte dal Cnr. Uno spreco da evitare”
Davide Monteleone/Contrasto Due ragazzi in comunità per tossicodipendenti

Due ragazzi in comunità per tossicodipendenti

ROMA – Più di tre mesi senza capo dipartimento alle Politiche antidroga, ma l’impronta di colui che lo ha guidato negli ultimi anni, il medico veronese Giovanni Serpelloni, continua ad essere molto presente sulla produzione di dati rispetto al consumo di droghe in Italia. L’ultimo atto della gestione Serpelloni del Dpa, infatti, riguarda l’affidamento degli ultimi progetti, tra cui anche quelli utilizzati dal dipartimento per rilevare i consumi e fortemente criticati dalle associazioni e dagli operatori del mondo delle dipendenze.

Si tratta dei progetti Gps-Dpa 2014 per la realizzazione di una indagine sul consumo di sostanze psicotrope nella popolazione generale 18-64 anni e gioco d’azzardo nella popolazione 18-79 anni, finanziato per un totale di 212 mila euro; il progetto Sps-Dpa sul consumo di sostanze psicotrope sul gioco d’azzardo nella popolazione studentesca 15–19 anni, finanziato con 132 mila euro; infine il progetto Pdu-Dpa 2014 per stimare i consumatori con bisogno di trattamento, a cui vanno circa 100 mila euro. Tre progetti che rientrano tra quelli che il dipartimento ha assegnato a fine 2013, i quali secondo il Cnca (Coordinamento delle comunità di accoglienza) ammontano complessivamente a circa 15 milioni di euro, fermi, al momento presso la Corte dei Conti.

L’affidamento delle ricerche sui consumi non convince gli esperti e il mondo delle comunità. Il Dipartimento politiche antidroga, guidato da Serpelloni, infatti, ha affidato la realizzazione delle ricerche all’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna. A sua volta, però, l’università di Bologna ha messo a bando le stesse ricerche. Per il progetto Gps Dpa 2014, nell’elenco degli ammessi al colloquio compare solo Fabio Vittadello, che poi risulta vincitore del bando. Vittadello, però, non è un nome nuovo alla gestione Serpelloni. Per l’ex capo dipartimento aveva già realizzato ricerche in merito al consumo di sostanze psicotrope tra i giovani e nella popolazione generale. Il suo nome, inoltre, rientra tra i fondatori del Consorzio universitario di economia e management, Cueim, ente a cui Serpelloni ha affidato diversi progetti di ricerca.

Riguardo allo studio dei consumi tra i giovani, dal sito dell’Università di Bologna si nota come il progetto Sps Dpa 2014, messo a bando dall’università, viene vinto da Paolo Vian, che nella pagina del progetto dell’università di Bologna risulta essere l’unico ammesso al colloquio. Il nome di Vian, neanche in questo caso risulta essere nuovo, ma è socio amministratore della Società Explora di Fabio Vittadello. Il secondo incarico del progetto, inoltre, è stato affidato a Ermanno Ancona, anche in questo caso unico nome che compare tra gli ammessi al colloquio. Neppure Ermanno Ancona è nuovo alla gestione Serpelloni del Dpa: è infatti il proprietario della società informatica AWB con sede a Verona a cui Serpelloni ha affidato la realizzazione di diversi siti internet. C’è poi la stima dei consumatori con bisogno di trattamento, la Pdu Dpa 2014, che l’università di Bologna ha affidato a Bruno Genetti, unico tra gli ammessi ai colloqui. Genetti, insieme agli altri vincitori dei bandi compare tante altre volte tra le carte del Dipartimento guidato da Serpelloni e viene indicato come “esperto statistico del Dipartimento Politiche Antidroga – Cueim”, ma è anche socio della Società Explora, di Fabio Vittadello.

Per il Cnca, il governo è ancora in tempo per bloccare i progetti e i relativi finanziamenti. “Da quel che ci risulta è stata fatta una velocissima assegnazione formale dal dipartimento agli enti che dovrebbero sviluppare i progetti – spiega Riccardo De Facci, vice presidente del Cnca –, ma non c’è ancora stata un’assegnazione economica, perchè come ogni altro progetto deve esserci un’approvazione della Corte dei Conti. Da quel che ci risulta la Corte dei conti non ha ancora sbloccato questi fondi, che fanno parte di quei circa 15 milioni assegnati crediamo su un residuo di bilancio del 2013 e velocissimamente assegnati tra novembre e dicembre dal vecchio dipartimento. Siamo ancora in tempo per bloccare questi fondi”. Per De Facci, le ricerche vanno bloccate non solo perché occorre dare una svolta alla gestione del Dpa, ma anche per un risparmio economico. “Si tratta di progetti che tendono a sostituire replicandole sia la ricerca Ipsad che la ricerca Espad già realizzate dal Cnr – aggiunge De Facci –. Questo tipo di impostazione sta finanziando ancora abbondantemente ricerche e materiali che vanno in direzione diversa, ci sembra, da quanto dichiarato dal governo. In un momento di spending review vogliamo che questi fondi vengano bloccati e si trovino criteri più trasparenti per essere assegnati”.

Gli appelli delle comunità e degli operatori del mondo delle dipendenze, però, ad oggi sembrano cadere nel vuoto. Mentre dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non arriva ancora una risposta ufficiale alla lettera inviata dal Cnca per chiedere un cambio di rotta nelle politiche antidroga, va avanti senza sosta anche il progetto D-Audit voluto ancora una volta da Serpelloni. Un progetto che, oltre a costare 435 mila euro (anche questi sarebbero ancora fermi al vaglio della Corte dei conti) secondo il Cnca “dichiara nei suoi obiettivi la quasi inutilità delle conferenze nazionali perché ideologiche ed a eccessivo influenzamento politico e la sua proposta di sostituzione con un piattaforma informatica di rilevazione e sintesi che il progetto Audit dovrebbe garantire”.

Nonostante le richieste di sospensione del progetto, la prima riunione organizzata dall’università di Bologna lo scorso 11 luglio si è tenuta regolarmente. “È stata fatta senza la presenza di tutti i coordinamenti regionali delle comunità, il Cnca ha ufficialmente disertato – racconta De Facci -. Sappiamo che alcuni gruppi erano presenti, ma in questo momento ci sembra che non siano rappresentativi del sistema. Neanche la Federserd non era presente. La gran parte del movimento nazionale pubblico e privato su questi temi non si è presentato all’incontro”. Da qualche giorno, intanto, al Dipartimento politiche antidroga è arrivato il nuovo direttore generale, Patrizia De Rose, da cui il mondo delle dipendenze attende ancora una formale convocazione. (ga)

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