26 giugno 2014 ore: 15:08
Salute

Droghe, comunità e associazioni a Renzi: "E’ ora di prendere decisioni"

Con una lettera aperta inviata al presidente del Consiglio, Cnca, Antigone, Forum droghe e La Società della ragione chiedono un incontro “nei tempi più brevi possibili”. “Semestre europeo decisivo, in Europa veniamo rappresentati da dati non attendibili”
Davide Monteleone/Contrasto Due ragazzi in comunità per tossicodipendenti

Due ragazzi in comunità per tossicodipendenti

ROMA – “Caro Renzi, sulle droghe ora bisogna decidere”. In occasione della Giornata mondiale sulle droghe, il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca), insieme a Antigone, Forum droghe e La Società della ragione manda una lettera aperta al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per chiedere un incontro “nei tempi più brevi possibili” per affrontare questioni urgenti sul tema, come il futuro del Dipartimento politiche antidroga. L’invito a Renzi è stato rilanciato durante l’incontro tenutosi questa mattina a Roma, presso la sede della Regione Toscana, dagli stessi autori della lettera aperta. Un incontro, quello di oggi, per fare il punto su quelle che saranno le nuove sfide da affrontare nel dopo Serpelloni e Fini-Giovanardi. “Dopo anni abbiamo ottenuto la cancellazione della Fini Giovanardi – ha ricordato Riccardo De Facci del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza -, ma stiamo ereditando un impegno ben più alto. Ora è come se non avessimo più il nemico, ma da scrivere il futuro”.

Al presidente del Consiglio le diverse organizzazioni pongono alcune priorità su cui intervenire. Prima questione da affrontare quella della credibilità a livello europeo, a pochi giorni del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea. “Non può più essere che in Europa veniamo rappresentati da dati che non sono ufficiali – ha affermato De Facci durante l’incontro -. Fino ad oggi il nostro Dipartimento antidroga ha mandato in Europa dati ritenuti non affidabili. Il semestre europeo è decisivo e il problema è che parte la prossima settimana. Un rappresentante tecnico dovrà andare all’osservatorio europeo e rischiamo di mandare il cavalier servente di qualcuno che abbiamo voluto in tutti i modi mandare via. Serpelloni non è uno scienziato, ma uno pseudoscienziato al servizio delle ideologie politiche di Giovanardi”. Secondo i firmatari della leggera inviata a Renzi, la funzione di coordinamento affidata al Dipartimento antidroga deve poter “essere esercitata assai più efficacemente attraverso l'istituzione, presso la presidenza del Consiglio, di un organismo a cui partecipino i principali rappresentanti dei servizi pubblici e del terzo settore in un rapporto continuo con i ministeri competenti e le Regioni”. Un dipartimento che nei prossimi mesi possa anche essere riformato, auspica De Facci, “non monocratico e che vada a scrivere politiche nuove”.

Seconda urgenza quella di congelare i fondi assegnati dal Dipartimento nazionale politiche antidroga a fine 2013. Secondo le organizzazioni promotrici dell’appello a Renzi, si tratterebbe di circa 15 milioni di euro che al momento sono sotto esame presso la Corte dei Conti. Fondi da bloccare “finché non verrà ridefinita la sede di coordinamento delle politiche antidroga – spiegano i firmatari della lettera -. Questo per evitare che vadano dispersi o sprecati fondi che dovrebbero essere messi a disposizione della ridefinizione del sistema di intervento sulla base di criteri nuovi e condivisi”. Terza punto da affrontare in tempi stretti quello dell’ “audit” finanziato dal Dipartimento politiche antidroga con fondi residui del 2013. “L'11 luglio prossimo a Roma è previsto il primo incontro aperto di tale iniziativa – spiegano le organizzazioni  -. Se questo appuntamento non verrà annullato, il Cnca e altri soggetti del settore solleciteranno un'iscrizione in massa dei propri operatori a tale evento per farlo fallire”. L’intento dell’audit, spiegano il Cnca, è quello di creare una piattaforma online “con il quale si vorrebbero sostituire, illegittimamente, le conferenze nazionali sulle droghe, aperte a tutti gli operatori e che il governo dovrebbe organizzare per legge ogni tre anni”. 

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