25 giugno 2014 ore: 16:09
Salute

Droghe, Corleone: “Relazione al Parlamento strumentalizza dati su consumi”

Libro bianco su Fini Giovanardi. Non convincono i dati presentati nelle relazioni riguardo gli incidenti stradali e i controlli sul lavoro. “Sugli incidenti stradali, per droghe illegali solo 22 morti. Sul lavoro, 211 positivi su 88 mila test”
Droghe: spaccio

ROMA – Relazione al Parlamento sulle droghe e sulle tossicodipendenza sotto attacco. A pochi giorni dalla fine di giugno, mese in cui deve essere presentata la relazione firmata dal Dipartimento politiche antidroga, è scontro sui contenuti, soprattutto quelli creati dal Dpa guidato da Giovanni Serpelloni e che oggi è ancora in attesa di una nomina da parte del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. A innescare la polemica Franco Corleone, coordinatore dei garanti dei detenuti e curatore del Libro bianco sulla Fini Giovanardi presentato oggi a Roma da Società della Ragione, Antigone, Cnca e Forum droghe. “”La relazione del governo strumentalizza o deforma i dati scientifici sui consumi – ha affermato Corleone -, non dice chiaramente che il carcere è sovraffollato per la politica sulle droghe e ci dimostra che i tossicodipendenti restano in carcere e non ottengono misure alternative”.

Ma oltre ai dati sul carcere contenuti nel Libro bianco (vedi lanci precedenti), ci sono altre due questioni che non hanno convinto appieno i curatori del dossier. La prima riguarda gli incidenti stradali correlati all’uso delle droghe. “I dati sui morti negli incidenti stradali dovuti o in relazione reale o presunta con il consumo di droghe illegali hanno percentuali risibili – ha affermato Corleone -. Si arriva al 3-4 per cento. Dai dati ufficiali viene fuori che le migliaia di morti che ci sono nelle strade italiane sono dovute ai sobri e che per droghe illegali solo 22 morti. Mentre per alcol sono 100. Una relazione dovrebbe far ragionare sul significato di questi fatti”. Secondo quanto riportato nel libro bianco, infatti, “la relazione al parlamento riporta i dati Istat del 2011. I morti collegati all’uso di alcol e droghe sono stati 144 e 9.567 i feriti – si legge nel dossier -. Solo il 3-4 per cento del totale degli incidenti che sfiora i 4 mila morti e i 300 mila feriti. La responsabilità dell’uso di sole droghe illegali, in assenza di alcol, è in relazione a 22 morti e 1.472 feriti. In conclusione, la sperimentazione voluta dal Dipartimento antidroga in 29 comuni ha confermato la positività per droghe illegali dell’1,9 per cento, senza peraltro poter dire una parola certa circa le abilità o non abilità alla guida di questi positivi”.

L’altra questione riguarda i controlli sui luoghi di lavoro. Secondo quanto riporta il Libro bianco, i testi ai lavoratori per le mansioni cosiddette a rischio “si rivelano uno strumento di controllo sociale e di minaccia di licenziamento – spiega il testo -.  Un apparato costoso per le aziende e per i lavoratori, al fine di pescare il classico ago nel pagliaio, infatti, aumenta il numero globale dei soggetti esaminati (54.138 nel 2009 e 88 mila nel 2012) e si abbassa il numero dei positivi (649, pari all’1,2 per cento nel 2009, 211, cioè lo 0,23 per cento nel 2012). Rimane costante, oltre il 60 per cento la percentuale dei consumatori di cannabis. A giudizio degli operatori dei Sert sono in maggioranza coloro che hanno una diagnosi di consumo sporadico”. Per Corleone, “tutta questa operazione ha dei costi, perché le aziende hanno speso nel 2012 oltre 5 milioni di euro per i test di primo livello, mentre i lavoratori pagano i test più costosi del secondo livello. Costi notevoli per imprese e lavoratori per far venir fuori che non c’è un problema di sicurezza, ma il problema di colpire la pecora nera e stigmatizzare uno stile di vita”.(ga)

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