9 gennaio 2014 ore: 16:37
Giustizia

Droghe, i garanti: detenzione di lieve entità diventi reato autonomo

E' quanto chiede il Coordinamento Garanti e il Comitato Tre leggi. Per il Garante dei detenuti della Toscana, i fatti di lieve entità riguardano il 40 per cento dei detenuti per droga. “Con fattispecie autonoma, conseguenze positive sugli ingressi in carcere”
Davide Monteleone/Contrasto Droghe: ragazzo con dose di droga

Droghe: ragazzo con dose di droga

ROMA – Rendere la detenzione di stupefacenti di lieve entità un reato autonomo e non un’attenuante. Questa la richiesta lanciata oggi dal Coordinamento dei Garanti dei detenuti e dal Comitato Tre Leggi durante la conferenza stampa tenutasi presso la Camera dei deputati a Roma in cui sono stati elencati alcuni emendamenti proposti al decreto Cancellieri. Secondo Franco Corleone, Garante dei detenuti della Toscana, ad oggi “a causa della violazione dell'art 73 sulla detenzione di sostanze stupefacenti, vi è la percentuale più grossa di ingressi e presenze in carcere  - ha spiegato -. Si parla di oltre 28 mila ingressi e 30 mila presenti e di questi, circa il 40 per cento, e in alcuni istituti anche di più, si tratta di fatti di lieve entità. Rendere questa come fattispecie autonoma avrebbe conseguenze positive sugli ingressi in carcere”.

Per Corleone, quindi, occorre rivedere quanto previsto dal decreto carceri sul tema. “Perché ci sia un effetto di non ingresso in carcere occorre che la pena sia adeguata – ha aggiunto Corleone -. Il decreto abbassa la pena per i fatti di lieve entità che oggi sono da uno a sei anni fino a uno a cinque. È troppo poco, perché rischia di non avere effetti positivi e di avere in realtà anche effetti negativi. Noi presentiamo un emendamento che è quello suggerito dalla Commissione ministeriale di studio in tema di ordinamento penitenziario e misure alternative guidata da Glauco Giostra, che su questo punto prevede una pena da sei mesi a tre anni. Non è possibile che ci sia una Commissione del ministro che approvi un testo, mentre l’ufficio legislativo presenta un testo con una soluzione completamente diversa”.

Per Daniele Farina, deputato di Sinistra ecologia e libertà e membro della Commissione Giustizia della Camera, occorrerebbe un passo in più e cioè “tornare a differenziare le sostanze stupefacenti e a porre diverse penalità. Mi riferisco a quelle che con vulgata impropria si chiamano droghe leggere e pesanti, ma ho seri dubbi che in questo decreto ci sia spazio per questa verità”. Sulla Fini Giovanardi, però, ha aggiunto Corleone, si attende il verdetto della Corte Costituzionale atteso per il 12 febbraio, chiamata a decidere sulla incostituzionalità della Fini Giovanardi. Per Stefano Anastasia, presidente della Società della Ragione, tuttavia, il decreto attuale non è poi da buttare. “Non è tutto quello che vogliamo o che è necessario – ha affermato -, ma è un passo nella direzione giusta. Al Parlamento chiediamo più coraggio di quanto ne ha avuto il governo. Il decreto carceri è positivo, ma bisogna fare di più e correggerlo per renderlo più efficace”. (ga)

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