14 ottobre 2021 ore: 17:00
Salute

Droghe, Squillaci (Fict): “Senza risposte adeguate due terzi dei consumatori problematici”

Il presidente al tavolo preparatorio della Conferenza nazionale che si terrà a Genova in novembre: necessari una riforma organica della legge 309 e linee guida nazionale per uniformare i modelli d'intervento nei territori. L'utilizzo del Budget di salute per garantire un “progetto integrato individuale”

ROMA - “I dati della relazione al Parlamento e l’esperienza quotidiana maturata nei diversi servizi territoriali, dimostrano con chiarezza l’esistenza di una forbice: tra le persone con problemi di dipendenza ‘intercettate’ e prese in carico dai servizi del pubblico e del privato sociale e gli elementi qualificanti il reale fabbisogno di un fenomeno in continua evoluzione. La conseguenza di questa doppia velocità è che oltre i due terzi dei consumatori problematici  non riescono a ricevere risposte adeguate”. Lo ha detto Luciano Squillaci, presidente della Fict,  ntervenendo al tavolo tematico “Evoluzione delle dipendenze e innovazione del sistema dei Ser.D e delle comunità terapeutiche” preparatorio della VI Conferenza nazionale sulle dipendenze - Oltre le fragilità, che si terrà a Genova in novembre.

Per Squillaci la normativa sulla quale si fonda l’intervento riabilitativo (Dpr 309/90) “è ferma a oltre 30 anni fa e la più recente L. 45/1999, anch’essa datata, per quanto per alcuni versi ‘profetica’, di fatto non ha mai trovato completa ed esaustiva applicazione”.

“Uno degli elementi di maggiore criticità in materia di percorsi riabilitativi, ha spiegato  Squillaci - riguarda la centralità della persona in relazione all’intervento terapeutico, oggi sempre più periferica rispetto al servizio e/o al luogo di cura. Negli anni il sistema di intervento si è tarato sempre più su un livello prestazionale per singola fase (prevenzione nelle sue diverse forme, presa in carico iniziale, disintossicazione, cura e riabilitazione, reinserimento sociale e lavorativo), perdendo progressivamente di vista la complessità multidisciplinare dell’intervento."

Squillaci propone una "riforma organica della Dpr 309/90 che preveda un approccio di processo di presa in carico territoriale, capace di una visione realmente globale".  In tale approccio "diviene fondamentale un’organizzazione dipartimentale, del tema delle dipendenze, specifica e non fagocitata dalla salute mentale, fortemente partecipativa ed integrata. E’ a livello di organizzazione dipartimentale che può essere proposta la necessaria sintesi riferita agli interventi riabilitativi.”

Secondo la Fict, il Budget di salute potrebbe essere lo strumento per integrare i soggetti interessati, gli  utenti e le famiglie, i servizi sociali e sanitari del territorio e al terzo settore. L’utilizzo del Budget di Salute , in area dipendenze patologiche, va inteso quale  “progetto integrato individuale”  che si avvia con la presa in carico e diagnosi iniziale e termina con il reinserimento lavorativo e sociale, all’interno del quale sono armonizzati i diversi interventi sociali e sanitari, ambulatoriali e/o residenziali, in funzione dei bisogni specifici della persona”

“In atto esiste però una situazione di fortissima eterogeneità tra i diversi territori nei modelli di intervento per le dipendenze patologiche. - conclude - Per tali motivi si impone la definizione di linee guida nazionali  che possano costituire base normativa di riferimento, ed omogeneizzare gli interventi nelle diverse regioni.”

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