12 dicembre 2019 ore: 13:18
Economia

Due milioni di lavoratori domestici in Italia, 6 su 10 in nero. In aumento gli italiani

Rapporto Domina-Fondazione Moressa. Negli ultimi sei anni il numero di lavoratori domestici regolari è diminuito del 15,2%. Tutte le componenti di origine straniera hanno subito un calo, mentre la componente italiana ha registrato un +29,6%. Quasi la metà dei lavoratori domestici si concentra al Nord. Spesi dalle famiglie circa 15 miliardi. Le proposte

ROMA - Secondo i dati Inps, sono 859 mila i lavoratori domestici regolari in Italia (53% colf, 47% badanti). Tuttavia, con un tasso di irregolarità del 58%, è possibile calcolare un numero complessivo di 2 milioni di lavoratori. Ad essi si possono ricondurre 18,8 miliardi di euro di Valore Aggiunto, pari all’1,2% del PIL italiano.  Questi i risultati emersi dalla presentazione del Rapporto Annuale sul Lavoro Domestico 2019 pubblicato da Domina (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico, firmataria del CCNL sulla disciplina del lavoro domestico), realizzato dall’Osservatorio Nazionale Domina sul lavoro domestico in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa e presentato oggi presso il Senato della Repubblica. Il rapporto è pubblicato con il patrocinio del Ministero del Lavoro, dell’Ufficio ILO per l’Italia e San Marino, dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana e della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

In aumento gli italiani

Oltre il 40% dei lavoratori domestici viene dall’Est Europa. La seconda componente è quella italiana, con il 28,6% del totale (246 mila lavoratori). Seguono Filippine (8%), Sud America (6,8%) e Asia orientale (5,4%). Negli ultimi sei anni il numero di lavoratori domestici regolari è diminuito del 15,2%. Tutte le componenti di origine straniera hanno subito un calo, mentre la componente italiana ha registrato un +29,6%, passando da 190 mila a 246 mila unità. A livello territoriale, quasi la metà dei lavoratori domestici si concentra al Nord. In relazione alla popolazione residente, invece, l’incidenza maggiore si riscontra nel Centro (20,3 ogni mille abitanti, contro una media nazionale del 14,2 per mille).

Le famiglie spendono quasi 15 miliardi

Quasi la metà dei lavoratori domestici riceve meno di 6 mila euro annui, sono molti i lavoratori che lavorano poche ore a settimana. Per gli 859 mila lavoratori domestici regolari, le famiglie italiane hanno speso nel 2018 oltre 7 miliardi di euro: 5,7 miliardi per le retribuzioni, 976 milioni di contributi previdenziali e 421 milioni di TFR. Considerando anche gli irregolari, la spesa delle famiglie raggiunge 14,9 miliardi. “La gestione ‘in famiglia’ consente allo Stato di risparmiare quasi 10 miliardi di euro: di tanto aumenterebbe la spesa pubblica se gli anziani accuditi in casa fossero affidati a strutture pubbliche”, è scritto nel Rapporto. Dal punto di vista fiscale, i lavoratori regolari garantiscono un gettito di 1,4 miliardi di euro. Una eventuale regolarizzazione dei lavoratori non in regola porterebbe alle casse dello Stato altri 2 miliardi di euro, oltre a maggiori tutele per lavoratori e famiglie.

Fabbisogno in aumento

Le dinamiche demografiche evidenziano un progressivo invecchiamento della popolazione: se nel 1981 i bambini (0-14 anni) erano oltre il 20% della popolazione e gli anziani (over 64) circa il 13%, oggi questo rapporto si è invertito, con gli anziani che rappresentano il 22,6% della popolazione. “L’incidenza degli anziani è destinata ad aumentare, raggiungendo il 26,9% nel 2030 e il 33,8% nel 2055. Di conseguenza, le badanti passeranno da 402 mila del 2018 a 685 mila nel 2055 (+70%)”, si afferma.

Tutelare le famiglie e garantire ul lavoro dignitoso: le proposte Domina

Per tutelare le famiglie e per garantire un lavoro dignitoso a tutti i lavoratori domestici è necessario applicare misure di emersione del lavoro irregolare. Per questo la prima proposta DOMINA propone incentivi fiscali alle famiglie, con una deducibilità del 15% della retribuzione per i domestici e del 30% della retribuzione per le Badanti. Anche la seconda proposta Domina ha lo scopo di contrastare l’evasione fiscale: si tratta di facilitare all’Agenzia delle Entrate l’accesso al dato retributivo relativo alle dichiarazioni di assunzioni che le famiglie rilasciano all’INPS. In questo modo l’Agenzia delle Entrate può inviare direttamente al lavoratore la relativa dichiarazione precompilata, consentendo allo Stato di recuperare una buona percentuale dell’evasione relativa a questo settore: sono molti infatti i lavoratori domestici che eludono le dichiarazioni dei redditi. La terza proposta DOMINA pone l’attenzione sulla difficoltà di regolarizzare i lavoratori extra-comunitari senza permesso di soggiorno già presenti nel territorio. “L’adozione di permessi di soggiorno temporanei legati al contratto di lavoro domestico consentirebbe un’ulteriore emersione di forme irregolari di lavoro. La regolarizzazione dei lavoratori in nero e l’intensificazione dei controlli, parallelamente alla realizzazione di politiche attente alle esigenze delle famiglie, sono alcune delle sfide da affrontare in un settore destinato ad avere un peso crescente nel nostro paese. Perché rinunciare a un possibile aumento delle entrate contributive e fiscali?”.

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