28 maggio 2016 ore: 10:07
Non profit

“Le terre attraverso il mare”: a Torino il Festival dell’accoglienza

Parte stasera la nuova edizione della rassegna multiculturale di danza, teatro e storytelling, promossa dal Gruppo Abele, che da tre anni porta a Torino i temi dell’accoglienza e dell’integrazione. Tra gli ospiti, il regista Andrea Segre, che presenterà due documentari su migrazioni e respingimenti dalla Libia
Mama Africa. Danza al festival interculturale

TORINO - La scorso anno era l’atrio di una stazione ferroviaria, quella di Porta Susa, eletto a spazio scenico in quanto simbolo per eccellenza del viaggio. Stavolta invece sarà la sede del Gruppo Abele, a sua volta scelta come simbolo d’accoglienza: è lì che stasera prenderà il via la terza edizione de “Le terre attraverso il mare”, festival multiculturale di danza, teatro, folklore e arti figurative che per due giorni l’anno porta negli spazi urbani di Torino le storie di chi arriva in Italia attraversando il Mediterraneo. A organizzarlo,  ancora una volta, sarà il Gruppo Abele con la collaborazione del Museo nazionale del Cinema e il patrocinio di Comune e Regione;  mentre a volere la kermesse, fin dalla prima edizione, è stato il progetto Nomis, sigla che sta per “Nuove opportunità per minori stranieri”.

E ai minori, in effetti, sarà dedicato ampio spazio all’interno della rassegna: domani (domenica 29), alle 18.30, gli adolescentireclutati in due istituti per le arti grafiche, nei Centri territoriali che si occupano di formazione degli stranieri e nei progetti educativi di strada del progetto Nomis presenteranno una serie di video sul tema dell’accoglienza, realizzati sotto la direzione di Franco Carapelle della compagnia “Teatro e società”. Il nome dell’evento è “Le parole che non ho”, e a commentare il filmati, oltre all’assessore regionale all’integrazione Monica Cerutti, ci saranno il documentarista Andrea Segre e Matteo Zulian in arte Alp King, rapper che tre anni fa si fece conoscere in un tour anti-pizzo organizzato proprio con il Gruppo Abele. 

Ancora Andrea Segre sarà protagonista dell’evento conclusivo della rassegna: alle 21 di domenica, presso lo spazio “Binaria” di via Sestriere, presenterà “Come un uomo sulla terra” e “Mare chiuso”, due mediometraggi incentrati sul tema dell’immigrazione. Il primo - realizzato nel 2008 in co-regia con Dagmawi Yimer e Riccardo Biadene - narra la storia di un giovane studente etiope che, a causa della repressione politica nel suo paese, cerca di arrivare in Italia attraversando la Libia, dove conoscerà, oltre alle violenze dei contrabbandieri, i soprusi e la brutalità della polizia libica. Quella di “Mare Chiuso”, invece, sarà la Libia dell’accordo sull’immigrazione tra Berlusconi e Gheddafi (2009): realizzato durante la rivoluzione del 2011, Segre vi ha raccolto le testimonianze di alcuni dei rifugiati che negli anni precedenti erano stati respinti nelle acque libiche dalla Guardia costiera italiana, tornando quindi nelle mani di torturatori, e carcerieri di regime fino alla nuova fuga, avvenuta allo scoppio della guerra.

Sempre domenica, tra le 15 e le 20, andrà poi in scena l’ormai tradizionale pomeriggio di performance, testimonianze e riti tradizionali: ad esibirsi, quest’anno, saranno uomini e donne provenienti da Cina, Italia, Marocco, Perù e Romania, che all’interno della “Fabbrica delle E” di corso Trapani coinvolgeranno il pubblico in un percorso scandito da narrazioni, rappresentazioni, allestimenti e rituali di ospitalità delle rispettive culture. Performance ed esibizioni saranno curate  dal gruppo folkloristico rumeno “Sezatoarea” di Torino, delle associazioni “Fratellanza Italia-Marocco”,  dal corpo di ballo “Perù arte e cultura” e dal laboratorio artistico dei Semilleros; mentre una piccola rassegna di testimonianze dal titolo “Perché ho attraversato il mare” vedrà protagonisti i migranti arrivati da Camerun, Guinea, Mali, Pakistan e Somalia. Oltre ad Amnesty international e Oxfam, sui temi dell’accoglienza interverranno poi la senatrice Nerina Dirindin, il presidente del Centro di cultura albanese Benko Gijata, il vicepresidente del gruppo Abele Leopoldo Grosso e il presidente della Consulta cittadini immigrati di Torino, Amir Younes. 

Alle 21 di stasera, invece, a dare il via alla kermesse sarà “L’Italia che accoglie”, conferenza- spettacolo sulle buone pratiche di accoglienza che  - tra canzoni, danze e improvvisazioni teatrali - vedrà protagonisti gli amministratori e i cittadini che negli ultimi anni hanno aperto le porte di case e paesi a profughi e stranieri “sapendo che il bene di chi è accolto è un bene per chi accoglie”. Anche in questo caso, l’evento avrà luogo negli spazi di Binaria (via sestriere 34), centro commensale del Gruppo Abele che, ad eccezione del pomeriggio di domenica 29, ospiterà tutti gli appuntamenti della rassegna. (ams)

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