27 agosto 2015 ore: 13:33
Economia

Caporalato, Cisl e Cgil: dal governo segnale importante. Ora azioni concrete

Positivo il bilancio del vertice voluto dal ministro delle Politiche agricole Martina per contrastare il fenomeno. Mininni (Flai Cgil): “E’ la volta buona, ma non possiamo pensare che si risolva tutto in una settimana”. Sbarra (Cisl): “Rafforzare cabina di regia sui territori”
Migranti. Caporalato. campo di pomodori

ROMA – Dal governo un segnale importante, ma quella contro il caporalato sarà una battaglia vittoriosa solo se verrà potenziata e sostenuta nel tempo. È questo il commento dei rappresentanti sindacali di Cgil e Cisl che hanno partecipato al vertice convocato oggi dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, per affrontare il tema del caporalato in agricoltura. “Siamo soddisfatti perché una cosa del genere non era mai stata fatta prima – ha commentato a caldo Giovanni Mininni, segretario nazionale della Flai Cgil -. I ministri hanno parlato di un piano di azione che la cabina di regia deve mettere in campo in due settimane”. Positiva anche l’apertura del governo a tutte le realtà impegnate sui territori. “I ministri non vogliono fare un piano da soli e ce l’hanno detto – ha aggiunto Mininni -: lo vogliono fare con la partecipazione di tutti gli attori sociali del settore agricolo. Per la prima volta, nella cabina di regia che è sotto il coordinamento dell’Inps, anche i sindacati saranno presenti e possono proporre azioni che la cabina di regia dovrà individuare e che saranno le questioni che il governo dovrà affrontare politicamente con delle azioni concrete”.

Tempi certi, quindi, per le prime mosse del governo, ma per Mininni non servono azioni spot ed emergenziali. “Non servono leggi nuove e leggi d’emergenza – ha aggiunto -, oggi abbiamo detto che è necessario consolidare alcune leggi che già ci sono e allargarne il raggio d’azione”. Positivo, inoltre, il percorso avviato dal ministero delle Politiche agricole insieme a quello della Giustizia per mettere in campo anche ulteriori azioni contro le aziende che si avvalgono del caporalato. “Il ministro Martina ce lo ha detto – ha aggiunto Mininni -: col ministro Orlando stanno valutando la possibilità di estendere il reato mafioso, la possibilità di sequestrare i beni a queste imprese e anche di aggredirle da un punto di vista delle risorse che arrivano dall’Europa come finanziamento per la loro attività imprenditoriale. Noi aggiungiamo anche le agevolazioni contributive che alcuni hanno”. Per Mininni, quindi, si tratta della “volta buona per attaccare e aggredire un fenomeno molto radicato e non possiamo pensare che tutto si risolva in una settimana – ha concluso -, con una riunione come quella di stamattina. È una battaglia anche culturale”.

Per Luigi Sbarra, segretario confederale Cisl e commissario nazionale della Fai-Cisl, l’impegno assunto dal governo oggi è un “primo segnale positivo”. “Ovviamente è da verificare con il passare delle settimane – ha aggiunto Sbarra -. Il fatto che il ministro Martina abbia scandito che questa cabina di regia dovrà essere immediatamente operativa ed entro quindici giorni e si deve dare un piano di azione con alcune priorità e con alcune declinazioni concrete ed efficaci è un segnale importante. Tuttavia, la cabina di regia deve essere rafforzata con maggiori poteri, funzioni e soprattutto con una infrastruttura che preveda una articolazione territoriale, perché il vero obiettivo è quello di presidiare i territori. Soprattutto quelli che vivono questa condizione di emergenza”. Importante, inoltre, per Sbarra che il governo confermi “la volontà di rafforzare, inasprire ed estendere il reato penale addirittura con la confisca dei beni che secondo noi è uno strumento importante perché ha dato buoni frutti già nell’azione di contrasto della criminalità organizzata”. Per Sbarra, però, non serve soltanto potenziare la capacità di controlli, verifiche e di inasprimento delle sanzioni e delle pene. “La sola attività di repressione non basta – ha aggiunto -. Serve agganciarla a misure di premialità per le imprese regolari, ad ulteriori sanzioni per tutto ciò che è illegalità e soprattutto ad un rinnovato protagonismo di tutti gli attori, considerato che si tratta di un fenomeno storico con radici profondissime e che merita una strategia strutturate e permanente di medio e lungo periodo”.(ga) 

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