5 settembre 2016 ore: 11:31
Disabilità

Sostegno: oltre 140 mila posti da assegnare, ma solo 96 mila “di diritto”

L’analisi di Anief. Solo 96 mila i posti assegnati “di diritto”. Nelle regioni dove non è sufficiente il numero di docenti specializzati, le regioni stanno disponendo quelle cattedre in modo autonomo. L’esempio virtuoso della Puglia
Sostegno scolastico. Ragazzina fa i compiti

ROMA – Aumenta il bisogno di sostegno scolastico, ma non cresce il numero di insegnanti incaricati in modo stabile: secondo i dati diffusi dalla rivista “Tuttoscuola”, infatti, se lo scorso anno i posti di sostegno da assegnare erano 128.927, “quest’anno arriveremo ad oltre 140 mila posti da assegnare, ma solo 96.238 risultano in organico di diritto”.

Di fronte a questi numeri, in mancanza di una politica di stabilizzazione, il sostegno diventa “merce di scambio” nella collocazione dei 45 mila posti in organico a livello nazionale, da anni affidati ai supplenti annuali. Le regioni, infatti, stanno disponendo quelle cattedre in modo autonomo: vi sono delle giunte, come Sicilia, Sardegna, Lombardia ed Emilia Romagna dove, in mancanza di docenti specializzati nell’insegnamento agli alunni disabili, di ruolo o precari, i posti vengono dati in assegnazione provvisoria ai colleghi di ruolo trasferiti su ambiti lontani. La Puglia, esempio virtuoso, ha fatto sapere in queste ore che non si allineerà: i posti liberi di sostegno “saranno assegnati solo ai docenti che hanno l'abilitazione relativa”

La decisione è giunta, spiega Orizzonte Scuola, dopo “l'incontro tra i sindacati della scuola e Anna Cammalleri, direttore generale dell'Ufficio Scolastico pugliese, per dirimere le conciliazioni. In questa occasione, è stato comunicato il netto rifiuto della regione ad assumere la stessa iniziativa di Sicilia e Sardegna. Sono più di tremila le cattedre sul sostegno in Puglia: a Taranto sono 593, a Brindisi 338, a Lecce 595, a Bari 1128, a Foggia 547, che possono arrivare ad assegnazioni provvisoria e poi ai precari delle GaE, sempre e comunque specializzati”. 

Secondo Anief, è giunta l’ora di mettere ordine sulla questione: “il tempo dell’attesa è scaduto perché a pagarne le conseguenze continuano ad essere gli alunni disabili e le loro famiglie – si legge in una nota - Tutto ciò deriva dalla pessima norma, introdotta dall’ex ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, con la Legge 128/2013, che ha introdotto il limite massimo del 70 per cento dell’organico di diritto rispetto ai posti vacanti. Non è un caso se nei giorni scorsi la Sicilia, con apposita Nota dell’Usr, ha disposto, a fronte di 15.275 posti totali di sostegno da distribuire per nove province siciliane, solo 10.669 posti in organico di diritto e 4.606 su organico di fatto (a Palermo quasi 2mila posti e a Catania 1.176). E la stessa proporzione hanno applicato le altre regioni”. 

“Se si vuole risolvere il problema una volta per tutte - dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – occorre cancellare quella legge: bisogna finirla con i posti del sostegno in deroga. L’opportunità per farlo c’è: basta dare attuazione alla sentenza della Consulta n. 80/2010 che, annullando i commi 413 e 414 dell’art. 2 della Legge 244/2007, ha chiesto al Parlamento di superare il vincolo del 70% di posti di diritto. Avere un docente su tre che ogni anno cambia, a chi giova? Quest’anno si è andati oltre, assegnando i posti a personale di ruolo non specializzato, dopo che ai colleghi con il titolo di sostegno è stato negato il trasferimento”.

“Noi, come sindacato – continua Pacifico - non possiamo fare altro che rivolgerci ai tribunali dove i giudici, seppure a distanza di mesi, continuano a produrre migliaia di sentenze a favore della collocazione di quei posti in organico di diritto, con tanto di cospicui risarcimenti a favore delle famiglie e a danno del Miur. La questione, però, va risolta alla radice, equiparando il sostegno alle discipline curricolari: non possono continuare a essere i ricorsi in tribunale la soluzione al problema. Non è possibile che senza il sindacato, gli alunni disabili, con le famiglie e gli stessi docenti specializzati debbano essere danneggiati”. 

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