18 novembre 2016 ore: 14:07
Giustizia

Carceri minorili, la garante dell’Emilia Romagna: “Andrebbero chiusi”

In occasione del bilancio del suo mandato (in scadenza il 23 novembre), Desi Bruno ha insistito sulla situazione del Pratello di Bologna, già denunciata dalla garante comunale: 25 i detenuti, compresi quelli di Firenze, in gran parte maggiorenni. In Italia sono poco più di 100. “È ora di passare oltre”
Giustizia minorile. Ragazzo con jeans 2

BOLOGNA – “Considerati i numeri bassissimi, saremmo pronti per chiudere gli istituti penali minorili”. Lo ha detto Desi Bruno, garante delle persone private della libertà personale della Regione Emilia-Romagna, in occasione della presentazione del bilancio del suo mandato, in scadenza il prossimo 23 novembre. Sono poco più di 100 i detenuti presenti negli istituti minorili d’Italia, a Bologna nel carcere del Pratello sono 25 (su 22 posti regolamentari) compresi quelli provenienti dall’istituto di Firenze attualmente in ristrutturazione. “Chiuderli ovviamente non significa ‘liberi tutti’ ma pensare ad altre soluzioni – ha chiarito Desi Bruno – come le comunità di accoglienza o i domiciliari. Siamo più avanti di altri Paesi e credo che siamo davvero pronti per superare una pagina poco gratificante come quella delle carceri minorili”. 

Tra i detenuti presenti al minorile, tra l’altro, “i minori sono pochissimi”. Per effetto di una normativa del 2014 scontano la pena nel carcere minorile anche le persone tra i 18 e i 25 anni che hanno commesso il reato quando erano minori. “Si tratta di una commistione che non è positiva e non sta dando effetti positivi – ha sottolineato la garante – e con questo non voglio dire di mandare i 18enni tra gli adulti ma di cercare di differenziare i percorsi perché il rischio di soprusi è alto”. La stessa cosa è stata detta ieri, in occasione dell’inaugurazione del nuovo Teatro del Pratello, dal presidente del Tribunale dei minori di Bologna, Giuseppe Spadaro, “tenere insieme 14enni e 25enni non va bene: se si realizzasse un carcere di dimensioni ridotte sulla falsariga delle comunità, forse il problema si risolverebbe”.  

Desi Bruno ha ricordato, inoltre, “che i lavori di ristrutturazione al carcere minorile di Bologna vanno avanti da 13 anni e non sono ancora conclusi, il secondo piano è inagibile mentre se venisse sistemato aumenterebbero i posti e ancora non è stato terminato il campo da calcio” e ha sottolineato la situazione del Tribunale dei Minori, adiacente al carcere, “assolutamente fatiscente e impraticabile dove non ci sono stanze in cui ascoltare i bambini, per gli avvocati o in cui garatire un po’ di privacy”. Lo stesso Spadaro ieri aveva parlato del Tribunale come di “una topaia in cui manca la metà del personale amministrativo, i solai cadono e con un’aula in cui l’imputato non può essere distanziato dai testimoni”. (lp)

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