17 luglio 2019 ore: 11:55
Società

E’ morto Andrea Camilleri, voce sempre vicina agli ultimi

Lo scrittore si è spento all’età di 93 anni. Protagonista della cultura italiana, negli ultimi anni aveva spesso preso posizione a favore di migranti, contro la politica dell’attuale governo. Il ricordo dell’Unhcr: “Non ha fatto mancare il suo instancabile appoggio alla causa dei rifugiati e al principio del salvataggio in mare"
Dire Andrea Camilleri

Lo scrittore Andrea Camilleri

ROMA - E’ morto Andrea Camilleri. Lo scrittore siciliano, “papà di Montalbano” si è spento all’età di 93 anni a Roma. La Asl Roma 1 in una nota ha comunicato che lo scrittore è deceduto “alle ore 8.20 del 17 luglio 2019 presso l’ospedale Santo Spirito. Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali. Per volontà del maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio”. Camilleri era stato ricoverato il 17 giugno, un mese fa per un arresto cardio-respiratorio. Le sue condizioni sono sempre state critiche. Nei vari bollettini medici di queste settimane era spiegato che il paziente si trovava “presso il centro di Rianimazione con supporto respiratorio meccanico e farmacologico al circolo” e una “sedazione farmacologica di protezione”.

Lo scrittore siciliano, nato a Porto Empedolce nel 1925, è stato uno dei protagonisti della cultura italiana. I suoi romanzi hanno venduto oltre 30 milioni di copie e sono stati tradotti in ben 120 lingue. La grande notorietà arriva tra il 1992 e il 1994 con la pubblicazione de ‘La forma dell’acqua’, primo romanzo dedicato a Montalbano. Da lì in poi un crescendo inarrestabile di vendite e successi, che lo porta a scrivere più di trenta libri sulla saga (alcuni, compresa la fine di Montalbano, sono inediti), ma in totale sono oltre cento le opere dello scrittore siciliano. In ognuna di esse Camilleri ha saputo infondere lo spirito e i colori della sua isola, prendendo spunto sia dall’attualità, sia da fatti realmente accaduti del passato.

Per settant’anni Camilleri è stato regista teatrale e sceneggiatore. Nel 1949 entra nell’Accademia di Arte drammatica Silvio d’Amico di Roma e realizza diverse opere, ispirandosi a Pirandello. Sono gli anni in cui conosce la moglie Rosetta, dalla quale avrà tre figlie. “Rosetta è stata la spina dorsale della mia esistenza” ha dichiarato più volte Camilleri. Nel 1957 il debutto in Rai, mentre negli anni Settanta ottiene il ruolo di insegnante di regia all’Accademia di Arte drammatica. La passione per la scrittura, però, lo porta a pubblicare, nel 1987, ‘Il corso delle cose’, con cui ottiene un discreto riscontro di pubblico. Poi arriverà il vero e grande successo con il commissario Montalbano.Nelle ultime interviste Camilleri ha dichiarato: “Ho avuto una vita fortunata. Non ho rimpianti e non ho paura di niente, neanche della morte”. A Roma stava preparando uno spettacolo si sarebbe dovuto tenere il 15 luglio alle Terme di Caracalla, dove avrebbe raccontato la sua Autodifesa di Caino. “Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano”, diceva. 

Negli ultimi anni si è spesso schierato pubblicamente a favore degli ultimi, in particolare dei migranti e aveva preso posizione contro la politica dell’attuale Governo e in particolare del ministro dell’Interno Matteo Salvini. "Ci tengo da cittadino italiano, a dire questa frase: Non in nome mio" - aveva detto,  in occasione dello sgombero del gennaio scorso nel Cara di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, definendolo "persecutorio, cioè a dire che stiamo entrando in un regime di violenza e di prepotenza". Camilleri ha anche sottolineato la necessità di "tenere aperti i porti a tutti, mai chiusi, mentre si perseguitano anche coloro che ormai sono italiani perfettamente integrati. Questa è un'ossessione, rendetevene conto. Mi rifiuto di essere un cittadino italiano complice di questa nazista volgarità". 

Tra le tante voci che oggi ricordano lo scrittore scomparso, l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime profondo cordoglio per la perdita “dell’amico e maestro Andrea Camilleri, sempre dalla parte di chi è costretto a fuggire da guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti umani”. “Si è costantemente messo a disposizione dell’Unhcr, con cui ha collaborato a numerose iniziative culturali e di sensibilizzazione, contribuendo con il suo immenso valore, la sua onestà intellettuale e la sua umanità”, si legge nella nota. Dal 2007 al 2010 è stato Presidente di giuria del Premio 'PER MARE - Al coraggio di chi salva vite umane', assegnato a chi, spesso a rischio della propria vita, ha scelto di soccorrere i rifugiati e migranti vittime di naufragi, nato dalla collaborazione tra l’Unhcr ed il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.

In questi ultimi anni non ha fatto mancare il suo instancabile appoggio alla causa dei rifugiati e al principio del salvataggio in mare, sostenendo fra le altre cose la campagna #withrefugees, lanciata in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato per contrastare il clima di intolleranza e incoraggiare la solidarietà con i rifugiati - aggiunge l’Alto Commissariato -.Ci mancheranno immensamente il suo sostegno, le sue parole e la sua saggezza, fonte d'ispirazione per tutti noi all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Grazie Maestro per gli anni spesi al nostro fianco in difesa dei diritti dei rifugiati". (ec)

 






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