26 dicembre 2018 ore: 13:05
Società

Terremoto a Catania, la paura di una città

Dieci feriti per la scossa avvenuta nella notte fra Natale e Santo Stefano: il prefetto apre scuole e palestre comunali per accogliere chi non vuole tornare in casa. A Zaffarana Etnea troppe crepe nei muri della casa di riposo: gli anziani rifiutano di rientrarci
CATANIA - Violenta scossa di terremoto a Catania e provincia. Un sisma di magnitudo 4.8, con epicentro a 2 km a nord di Viagrande, è stato avvertito alle 3.19 dalla popolazione. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a solo 1 km di profondità. Si tratta della scossa più violenta da quando è cominciata, il 24 dicembre, l'eruzione dell'Etna. Sei i comuni più colpiti: Fleri, una frazione di Zafferana Etnea, Santa Venerina dove sono caduti calcinacci dalla facciata della chiesa principale Santa Maria del Carmelo in Bongiardo, Zafferana Etnea e nell'Acese. A Pennisi, frazione di Acireale, sono crollati il campanile e la statua di sant'Emidio (il santo protettore dai terremoti) nella chiesa di Santa Maria del Carmelo. Dieci feriti lievi ricoverati in ospedale, una donna in più gravi condizioni.
 
A Zafferana Etnea una casa di riposo per anziani è stata abbandonata dai suoi ospiti: la struttura presenta infatti delle lesioni e gli anziani si rifiutano di rientrarvi. Il prefetto di Catania Claudio Sammartino ha fatto aprire scuole e palestre comunali per accogliere le persone che non possono o non vogliono rientrare nella propria casa, perché inagibile o per paura. L’assistenza è stata delegata alla Croce rossa. 
 
Per un sopralluogo nelle zone colpite dal terremoto si   sono alzati in volo elicotteri della Marina militare, della   Guardia costiera, di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e   Vigili del fuoco. Il prefetto di Catania ha disposto per il   sistema di sorveglianza e di messa in sicurezza un massiccio   dispositivo di intervento con tutti gli uomini a disposizione, in   coordinamento con il Dipartimento nazionale della protezione   civile e quelli regionale e comunali. 
 
 Molta gente, soprattutto famiglie con bambini piccoli, per   la paura si è riversata in strada anche perché alla forte scossa   delle 3.19 ne sono seguite altre due di minore entità: alle   3.51 a 6 km da Ragalna di magnitudo 2.5 e alle ore 4 a 2 km   da Zafferana Etnea di magnitudo 2.7.
 
 Nelle ultime ore l’Etna ha fatto registrare un’ulteriore   impennata dei valori dei tremori dei suoi condotti magmatici interni, segnale della presenza di grande "energia" e di magma in movimento che spinge sulle pareti dell’edificio vulcanico. Dalla mezzanotte sono state 11 le scosse di terremoto (considerando solo quelle di magnitudo non inferiore a 2) registrate nella zona etnea. Tra le più rilevanti, oltre a quella di magnitudo 4.8 delle 3.19, una di magnitudo 3.3 all'1.09 con epicentro 4 chilometri a nord di Aci Sant'Antonio. Quasi tutti gli eventi sismici hanno avuto ipocentro a una profondità molto bassa, anche meno di un chilometro. L’eruzione e l'attività sismica sull'Etna al momento non hanno alcun impatto sull'attività dell’aeroporto internazionale di Catania, che è pienamente operativo.
 
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