5 aprile 2017 ore: 11:17
Disabilità

Ecco il contratto per amministrare i fondi delle persone disabili

La legge sul "Dopo di noi" individua fra gli strumenti con i quali i genitori possono garantire un futuro certo ai propri figli con disabilità anche quello dei fondi speciali composti da beni sottoposti a vincolo. Un compito che può essere attuato da apposite società fiduciarie
Persona con disabilità visita museo
ROMA - Un nuovo modello contrattuale, appositamente studiato per la fattispecie dei genitori di persone con grave disabilità (o più in generale delle famiglie o di chi ne ha la tutela) che vogliono lasciare loro una serie di beni sfruttando la possibilità, offerta dalla nuova legge sul Dopo di Noi, di utilizzare lo strumento di fondi speciali ad utilizzo vincolato. E’ questa la novità emersa dal convegno di studio organizzato nella Sala Longhi della sede di Unioncamere da Assofiduciaria in collaborazione con l’Istituto Luigi Sturzo, tenutosi ieri a Roma, e incentrato proprio sul ruolo delle società fiduciarie nell’ambito di applicazione della legge n.112/2016, appunto la Dopo di Noi. 
 
La nuova disciplina individua, infatti, quattro diversi strumenti idonei a proteggere gli interessi dei soggetti con disabilità grave: le polizze di assicurazione; il trust; i vincoli di destinazione di cui l’art. 2645-ter del codice civile e, infine, i “fondi speciali, composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario” (art. 1, c. 3, l.n. 112/2016).
 
Le società fiduciarie intendono appunto assumere il compito di amministrare i fondi speciali destinati a garantire i bisogni specifici delle persone con disabilità grave che restino prive  del sostegno familiare. I fondi speciali sono a loro volta costituiti da beni che le famiglie intendono lasciare al disabile e sono quindi sottoposti a un vincolo di destinazione, oltre ad essere disciplinati con contratto di affidamento fiduciario. La legge Dopo di noi introduce questo contratto, ma non lo disciplina. 
 
Per questo, Assofiduciaria ha elaborato un nuovo modello contrattuale per l’amministrazione fiduciaria dei fondi speciali, così da permettere ai potenziali affidanti (le famiglie dei disabili o chi ne ha la tutela) di rivolgersi alle società fiduciarie, che rappresentano oggi nel nostro Paese gli unici soggetti abilitati a svolgere attività fiduciaria e di amministrazione di beni per conto terzi in forma imprenditoriale. Il contratto, interamente disciplinato dal diritto italiano, prevede un’autonomia decisionale ristretta in capo alla società fiduciaria e fonda invece il fulcro decisionale sui “garanti” - sia per le attività economico-giuridiche che per le attività medico-sanitarie - che avranno la responsabilità delle scelte nell’interesse del disabile privo di sostegno familiare. La società fiduciaria, nel ruolo di amministratore istituzionale che per legge le è riservato, vigilerà invece sulla conformità delle indicazioni dei garanti al programma individuato nel contratto, inteso come l’insieme delle finalità disposte dalla famiglia del disabile.
 
“Vi è la necessità – ha affermato il presidente di Assofiduciaria Michele Cattaneo –  di valutare attentamente, nell’ambito di un confronto aperto, le realtà dei vari strumenti giuridici messi a disposizione dalla legge. Le fiduciarie si candidano al ruolo di amministratori di patrimoni – ha concluso il Presidente Cattaneo – perché sono istituzioni autorizzate, trasparenti, soggette alla legge italiana, operanti all’interno dell’ordinamento italiano e soggette in qualunque momento della loro operatività al vaglio del giudice italiano. Sono quindi i soggetti più trasparenti nell’ambito di un’operatività che per il contesto in cui nasce necessita appunto della più assoluta trasparenza”.
 
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