26 ottobre 2021 ore: 17:14
Salute

Ecco il "pranzo ribelle" per bambini con patologie renali

Un progetto pilota porta in nove locali di Bologna cibi e piatti aproteici e ipoproteici adatti alle diete di chi è affetto da patologie renali. L'idea parte dal libro "Fagioli ribelli" di Bruno Damini

BOLOGNA - Lasagnette verdi ai funghi, pizzette da far illuminare gli occhi e il palato per la loro bontà, millefoglie di verdure o gelato con zuppetta di mela rosa romana: è un'idea nuova e diversa di alimentazione, gustosa e a supporto delle terapie dei pazienti pediatrici e degli adulti con malattia cronica renale; il tutto con la collaborazione dell'estro dei migliori chef di Bologna. Una grande novità arriva sotto le Due Torri, un progetto pilota che porta in nove tra ristoranti, pizzerie, laboratori, bar e gelaterie cibi e piatti aproteici e ipoproteici adatti alle diete di chi è affetto da patologie renali: basta prenotare i piatti o i prodotti da forno. L'anteprima del menù? Sarà servita sabato 30 all'interno degli spazi dell'associazione EtaBeta. Il progetto è elaborato da un'equipe di professionisti del policlinico Sant'Orsola che, partendo dalla ferma ipotesi di un miglioramento complessivo della qualità della vita di queste persone, punterà a dimostrarne l'efficacia scientifica da un punto di vista clinico.

Ma tutto è partito in realtà da un libro, 'I fagioli ribelli' di Bruno Damini, edito da Minerva, che racconta proprio le storie e raccoglie le testimonianze di famiglie, ragazzi, dietiste, professionisti che ogni giorno si trovano a fare i conti con una vita 'sospesa'. Ma c'è "un filo conduttore in tutti i racconti- spiega l'autore- ed è proprio la problematica alimentare. Per questo ci si è chiesti se si potessero tracciare delle linee guida per una dieta".

Da un aneddoto si è dunque sviluppato un racconto-inchiesta capace di indagare le difficoltà di rispettare un corretto regime alimentare per le persone affette da insufficienza renale, patologia anche complessa da identificare a meno che non sia congenita. In quest'ultimo caso, grazie alle più nuove tecnologie di "diagnosi prenatale- precisa Andrea Pasini, responsabile del programma di Nefrologia e Dialisi pediatrica dell'Irccs del policlinico- è possibile saperlo fin da subito". Negli altri casi è complicato rendersene conto, tanto da arrivare spesso alla sua individuazione "solo allo stadio terminale di dialisi", aggiunge il collega direttore della struttura di Nefrologia, Dialisi e Trapianto, Gaetano La Manna.

Oltre alla complessità di comunicare una dieta corretta, fondamentale nel perseguire quel miglioramento della qualità della vita auspicato, anche farla rispettare è complesso, soprattutto se si tratta di minori. È del resto una "dieta molto restrittiva- ammettono le due dietiste coinvolte nel progetto e il direttore della struttura Nutrizione, Loris Pironi- ma il lavoro con gli chef del territorio ha rappresentato una grande opportunità per entrambe le parti". In questo modo i bambini potranno mangiare piatti molto simili a quelli di genitori, amici e parenti, belli alla vista, di buon sapore ma pur sempre adatti alla rispettiva terapia. Non è difficile immaginare come spesso i bambini con patologie renali croniche si possano sentire esclusi, pensando che la loro "è l'età dei pranzi alla mensa della scuola o delle feste di compleanno con gli amici- continua Pasini-; ora l'obiettivo è quello strutturare una dieta personalizzata sul singolo individuo, non più solo finalizzata alla terapia. È importante tenere in considerazione i gusti, le preferenze e le attività dei minori".

Questo è dunque un primo passo, che vede la partecipazione della trattoria Amerigo, del locale di Aurora Mazzucchelli, del ristorante Scaccomatto, di Massimiliano Poggi con il suo locale, del ristorante Al Cambio, del forno Calzolari, della pizzeria Berberè, del Maestro pasticcere Gino Fabbri e della gelateria Scirocco di Andrea Bandiera e, infine, del caffè Terzi; ma nel futuro si vorrebbe poter vedere "anche all'interno dei supermercati un reparto dedicato loro proprio come già avviene per i celiaci", aggiunge ancora Damini.

Un'anteprima del menù sarà servita sabato 30 ottobre all'interno degli spazi dell'associazione EtaBeta, la quale sostiene il progetto alla pari del gruppo Unicredit. Lo stesso vale per l'appoggio dato dall'associazione 'Il sogno di Stefano': "Forse sembrerà un po' forte da dire- conclude il suo presidente Giovanni da Schio-, ma si cura metà con le medicine e metà con le parole. Le parole sono fondamentali per dare conforto in situazione che molto spesso sono anche molto lunghe. L'alimentazione è altrettanto importante e fondamentale". (DIRE)

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