15 gennaio 2015 ore: 15:01
Ambiente

Ecomafia, 24 gli arrestati in Lombardia per i reati ambientali. Più che in Calabria

Rapporto di Legambiente. È il ciclo illegale dei rifiuti il settore criminale più sviluppato in Lombardia. Ora tutta l'attenzione è puntata su Expo: già 66 aziende hanno ricevuto un'interdittiva antimafia dalla Prefettura.
Ecomafie. Disastro ambientale

MILANO – La Lombardia è la terza regione d'Italia per numero di arresti per reati ambientali: 24 persone (su 160 totali). Più che in Calabria, per dare un punto di riferimento. Il numero indica che il fenomeno è sempre più importante e che magistratura e forze dell'ordine stanno lavorando bene per contrastarlo. Ecco uno dei risultati più significativi del Rapporto Ecomafia 2014 (i dati sono riferiti al 2013) presentato al comune di Milano da Legambiente. Nel complesso, sono stati 1.268 i reati contro l'ambiente commessi in Lombardia, 1.085 le persone denunciate e 339 i sequestri. Il 47% dei reati ambientali è ancora concentrato tra Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (nel 2012 era il 45,7%).

Il ciclo illegale del cemento. Nel comparto delle ecomafie, il ciclo illegale del cemento è quello che più si arresta a livello nazionale: le infrazioni calano del 13% in un anno. La Lombardia con 265 infrazioni accertate (il 4,8% del totale) resta al primo posto nel Nord Italia. Tra le 341 persone denunciate non si trovano solo mafiosi, osservano gli esperti di Legambiente: c'è un network che comprende "imprenditoria ecocriminale", che popola la zona grigia che non è affiliata ma collabora e fa affari con gruppi criminali. L'abusivismo edilizio è il primo settore: se una casa è costruita senza seguire le regole, costa 66 mila euro in media, contro i 155 mila di una in regola. Motivo per il quale anche le amministrazioni locale più volte chiudono un occhio. L'esempio più eclatante è l'ecomostro di Golasecca, in provincia di Varese: nell'area dell'intervento edilizio, 11.600 metri quadri sotto vincolo ambientale, sono stati realizzati 24 appartamenti non autorizzati, spogliatoi di una palestra, campi da calcetto.

Appalti truccati ed Expo 2015. Dagli appartamenti dell'università di Pavia, al comune di Sondrio: sono numerose le indagini che hanno riguardato appalti truccati in Lombardia. Expo spa è dove tutti i riflettori sono puntati. Come ricorda anche il presidente del Comitato antimafia David Gentili, sono 66 le imprese che hanno ricevuto un'interdittiva antimafia che volevano entrare nei cantieri di Expo. Il punto dolente sono ancora i protocolli di legalità: su 53 Paesi che costruiranno un Padiglione, solo sei li hanno sottoscritti.

Il ciclo illegale dei rifiuti. La Lombardia è quarta nella classifica delle infrazioni accertate nel ciclo dei rifiuti: 448, il 7,8% del totale nazionale. Ci lavorano le procure di Milano, Bergamo, Brescia, Busto Arsizio, Lodi, Monza, Pavia e Voghera. E tutti gli arrestati in inchieste sulle ecomafie in Lombardia avevano affari nel settore dei rifiuti. Sono in totale 66 le inchieste in cui è coinvolta, anche parzialmente, la Lombardia e 20 quelli solo lombarde. Bergamo è la provincia più colpita: da sola pesa il 2,2% delle inchieste sui rifiuti nazionali, il doppio dello scorso anno. Tra le indagini più importanti ci sono state Fly Hole, chiusasi con 8 ordinanze di custodia cautelare e due aziende dal valore di 3 milioni di euro sequestrate. Secondo le attività investigative, i camion che movimentano i rifiuti, come quelli per la terra, sono quasi nella totalità in mano ai "padroncini" calabresi. La procura di Milano nel 2014 ha coordinato anche un'altra importante inchiesta, Black Smoke, che ha svelato il malaffare delle bonifiche nella zona dell'ex Sisas di Pioltello, dove sorgeva un'azienda che trattava materiale chimico altamente inquinante.

Zoomafia e archeomafia. In Lombardia nel 2013 Legambiente ha riscontrato casi di bracconaggio e trafficol illegale di cuccioli di animale, smerciati dall'Est Europa. In particolare è Brescia la provincia più colpita. La città è anche nota per casi di maltrattamento di animali. Altro settore in crescita quello delle macellazioni abusive e della carne "dopata". La provincia di Mantova è dove il fenomeno si è sviluppato di più. In Lombardia ci sono stati anche 85 furti di opere d'arte. Il valore economico complessivo, sul piano nazionale, è di 150 milione di euro. (lb)

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