11 novembre 2022 ore: 17:40
Ambiente

Ecomondo 2022, Rete Onu: "Abiti usati, il riutilizzo è la scelta più ecologica"

Si è chiusa oggi a Rimini la Fiera Ecomondo 2022: fra i temi oggetto di attenzione quello degli abiti usati e dei rifiuti tessili. La rete degli operatori dell'usato sottolinea l'importanza di dare priorità al riutilizzo, opzione anche economicamente più conveniente: "Ma sui rifiuti tessili manca dialogo con tutta la filiera"
ROMA – Si è conclusa oggi a Rimini la fiera Ecomondo 2022, dove una molteplicità di stakeholder ha discusso e parlato anche del tema dei rifiuti tessili e degli abiti usati. “Alcuni dei recuperatori, titolari di impianti di selezione e trattamento rifiuti - commenta Alessandro Stillo, presidente di Rete ONU, rete degli operatori dell'usato - hanno sottolineato l'importanza di dare la priorità al riutilizzo, che è l'opzione più ecologica ed economicamente più conveniente. Questo è ottimo, occorre però una visione di tutta la filiera, il cui ultimo anello, quello a contatto con il consumatore, è rappresentato da aziende che scommettono sul riutilizzo e mettono concretamente in moto la macchina del riuso".

“Il materiale selezionato dagli impianti – sottolinea Alessandro Giuliani, portavoce di Rete ONU - infatti torna in circolo proprio grazie ad ambulanti, negozianti, aziende e cooperative che in tutta Italia si occupano di questo settore con cura, competenza e professionalità. Parlare anche di loro vuol dire dare la massima trasparenza a tutta la filiera”. Un altro tema importante sul quale Giuliani invita a mettere l'accento è “la prevenzione dei rifiuti tessili, operata da negozi in conto terzi, negozi dell'usato tradizionali e venditori di altro genere che raccolgono selettivamente gli abiti usati in base a logistiche diverse da quelle del rifiuto”.
 
Commenta la chiusura di Ecomondo anche Karin Bolin, rappresentante del comparto tessili di Rete ONU: “Più dell’85% del tessile post consumo, ad oggi, non entra nella filiera del recupero. Il settore si appresta ad affrontare nuove sfide generate dagli input normativi europei che puntano ad una reale circolarità del comparto. Per affrontare al meglio questa fase sarà necessario mettere a sistema le competenze di ciascun soggetto operante lungo la filiera: brand, distributori, enti pubblici, multiservizi, raccoglitori, selezionatori e così via. In linea con i principi dell’economia circolare, sarebbe paradossale – conclude Bolin - non valorizzare il knowhow sviluppato in oltre vent’anni dal comparto del tessile post consumo”.
© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news