12 maggio 2022 ore: 11:08
Società

Economia sociale, Forum terzo settore agli eurodeputati: “Siamo realtà virtuose, chiediamo norme giuste”

Il Forum ha incontrato i rappresentanti italiani nel Parlamento Ue. La portavoce, Teresa Pallucchi: “Chiediamo che si porti a termine la riforma iniziata ormai diversi anni fa in Italia, e per la quale è necessario il via libera della Commissione Ue relativamente al regime fiscale. Senza queste norme si creerà un’ulteriore penalizzazione delle realtà più virtuose che operano nel nostro tessuto economico e sociale”
vanessa pallucchi forum terzo settore portavoce

ROMA – “Il Piano europeo d’azione sull’Economia sociale varato dalla Commissione Ue rappresenta la cornice ideale nella quale sviluppare ulteriormente e diffondere in Europa le positive esperienze del Terzo settore italiano. L’obiettivo è rafforzare un modello di economia, proprio del Terzo settore, basato sulla centralità della persona, del territorio, della comunità, ma per farlo è cruciale che le istituzioni riconoscano e valorizzino il ruolo insostituibile di questa realtà”. Così Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Nazionale Terzo Settore, che ha incontrato, insieme a una delegazione del Forum, rappresentanti italiani nel Parlamento Ue per parlare di Economia sociale e Terzo settore in Europa.

“Chiediamo, ancora una volta, che si porti a termine, con norme giuste e inclusive, la riforma iniziata ormai diversi anni fa in Italia, e per la quale è necessario il via libera della Commissione Ue relativamente al regime fiscale. Senza queste norme, si creerà un’ulteriore ingiustificabile penalizzazione delle realtà più virtuose che operano nel nostro tessuto economico e sociale. Ricordiamo inoltre – prosegue la portavoce - che il Terzo settore italiano attende ancora i ristori previsti durante la pandemia dal Governo, e che la norma inserita nell’ultima legge di Bilancio che estende il regime di partita Iva anche alle associazioni piccole e piccolissime rischia di farle scomparire per sempre”.

“Il Terzo settore parla un linguaggio europeo e può contribuire a rendere l’Italia protagonista di una nuova visione di Europa: ci aspettiamo che le nostre richieste di ascolto e di coinvolgimento da parte delle istituzioni europee siano accolte positivamente” conclude Pallucchi.

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