12 maggio 2017 ore: 12:28
Non profit

G7 di Taormina, ActionAid: "Migrazioni e accoglienza, dal vertice escano impegni concreti"

Mancano ormai pochi giorni al G7 di Taormina, che, per la sesta volta, sarà a presidenza italiana. Per ActionAid, in cima alla lista delle priorità del Vertice ci dovrebbero essere le migrazioni e l’accoglienza dei rifugiati, identificate come urgenze per l’Italia e per l’Unione Europea nel suo complesso
Migranti. Nigeriani in attesa di accoglienza

ROMA - Mancano ormai pochi giorni al G7 di Taormina, che, per la sesta volta, sarà a presidenza italiana. “Dal Summit de L’Aquila nel 2009, stiamo vivendo un momento di grande instabilità – afferma ActionAid in una nota -. Il 26 e il 27 maggio i riflettori saranno dunque puntati sui sette Capi di Stato e di governo (sei dei quali non parteciparono al G8 del 2009) che saranno chiamati a imprimere un cambio di velocità per dare una risposta di sistema ed efficace alle tante sfide che interessano il pianeta: 800 milioni di persone al mondo che soffrono la fame; 65 milioni di persone in fuga da guerre, violenza, carestie; la tutela dell’ambiente e il raggiungimento della parità di genere”.
Per affrontare queste problematiche a viso aperto, ActionAid ha organizzato a Roma, presso il Tempio di Adriano, l’evento dal titolo “L’Italia e il G7 come essere protagonista del nuovo scenario globale”, per ribadire che la strada da percorrere è quella indicata dai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Dichiara Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid Italia: “L’Italia farà da padrona di casa a Taormina, ma ci aspettiamo che si spinga ben oltre questo ruolo e che con coraggio non rinunci a tornare protagonista di un nuovo scenario globale. Con la Presidenza del Vertice il nostro Paese ha l’occasione di giocare un ruolo importante, contribuendo a ricostruire un clima di fiducia e mettendo in chiaro quelli che sono gli elementi irrinunciabili della convivenza sostenibile tra le nazioni. Per noi questo ruolo si snoda su tre versanti: dare un segnale forte sulla questione delle migrazioni; dare sostanza e concretezza all’Agenda 2030 e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per diminuire diseguaglianze sociali e povertà, promuovendo lo sviluppo agricolo soprattutto in Africa; restituire un ruolo forte alla cooperazione internazionale investendo maggiori risorse”.

Per ActionAid, in cima alla lista delle priorità del Vertice ci dovrebbero essere le migrazioni e l’accoglienza dei rifugiati, identificate come urgenze per l’Italia e per l’Unione Europea nel suo complesso. “I leader del G7 riuniti al centro del Mediterraneo dovranno dare una risposta concreta al fenomeno delle migrazioni, diventato da tempo strutturale e non più emergenziale”. ActionAid chiede che vengano trovate delle soluzioni nei Paesi di accoglienza e origine, nel pieno rispetto dei diritti umani; “il principio fondamentale rimane che la mobilità umana e l’accesso a pari opportunità siano garantite a tutti gli individui”.

La sicurezza alimentare è un altro dei temi per il quale il G7 di Taormina è chiamato a un cambio di passo. “Se l’obiettivo di dimezzare la percentuale di persone colpite dalla fame è stato raggiunto – continua l’organizzazione -, l’Africa è l’unica regione dove il numero di affamati è aumentato rispetto al biennio 1990-1992. È per questo necessario un New Deal agricolo e un cambio di prospettiva che metta al centro i piccoli agricoltori e in particolare le donne, oltre a strumenti trasparenti per misurare gli impegni dei Paesi donatori e il loro impatto sulla sicurezza alimentare. Anche il nostro Paese dovrebbe fare la propria parte, promuovendo una nuova visione degli investimenti in agricoltura: ad oggi l’aiuto pubblico di aiuti destinati a questo settore rappresenta solo il 10%”.

Altro tema trasversale alle questioni dello sviluppo, e che non potrà mancare nell’agenda del summit, sarà quello dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment delle donne. ActionAid ritiene, in particolare, che l’Italia “debba insistere con forza sul lavoro di cura come prerequisito per ridurre il divario di genere nel lavoro retribuito, anche perché - in termini di disuguaglianza in campo economico - è uno dei Paesi che è rimasto più indietro”.
“Sul versante della cooperazione, il quadro è più positivo, l’Italia ha fatto registrare alcuni passi avanti: nell’ultimo anno è cresciuta la quota del Prodotto Nazionale Lordo italiano destinato agli aiuti per i Paesi in via di Sviluppo fino a raggiungere lo 0,26%. Nonostante l’incremento, l’Italia è il terzultimo Paese donatore del G7  - al pari del Canada - seguita da Giappone (0,2%) e Usa (0,18%). Tra i 29 Paesi donatori monitorati dall’OCSE, l’Italia si colloca invece al 16esimo posto. Ben il 34% dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo è però utilizzato per assistere i rifugiati sul proprio territorio. Al netto di questa spesa, il rapporto APS/PNL italiano scende allo 0.17%, all’ultimo posto tra i Paesi G7 insieme agli Usa”.

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