11 novembre 2021 ore: 12:22
Salute

Edilizia, in Toscana +23% delle denunce di infortunio nei cantieri

I sindacati: 1.877 denunce di infortunio tra gennaio e settembre 2021 nel settore delle costruzioni. Il  23,3% in più rispetto al 2020. Domani a Roma la  manifestazione nazionale per la sicurezza sul lavoro indetta dai sindacati delle costruzioni: Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil

FIRENZE - In Toscana, nel settore delle costruzioni, tra gennaio e settembre ci sono state 1.877 denunce di infortunio sul lavoro (dati Inail). Si tratta del 23,3% in più rispetto al 2020 per "un aumento non giustificato dal fermo di parte del settore edile nel lockdown", attaccano i confederali regionali che domani saranno a Roma alla manifestazione nazionale per la sicurezza sul lavoro indetta dai sindacati delle costruzioni: Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.

"Oggi si registra un aumento del lavoro nel settore edile, tanto che spesso non si trovano né lavoratori da assumere, tantomeno qualificati, né macchinari e strumenti come gru e ponteggi da affittare. L'attenzione alla sicurezza sul lavoro, gli investimenti in prevenzione e controllo, sono stati considerati un costo nel periodo di crisi e oggi rischiano di essere visti come un 'orpello' che rallenta la rincorsa al lavoro e ai ritmi esagerati che stiamo tenendo a scapito di formazione, prevenzione e rispetto delle regole", dicono i segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil della Toscana, Roberto Colangelo, Simona Riccio e Giulia Bartoli.

"Va anche evidenziato il fatto che, in un dato aggregato dei vari settori pubblicato dall'Inail, gli infortuni si concentrano sempre di più nelle fasce di età medio alte comprese fra i 45 e i 64 anni". In questo, proseguono i sindacalisti, "l'edilizia non fa eccezione. Anzi, proprio per questo, oltre al drammatico e non più rinviabile tema della sicurezza sul lavoro vi è legato quello sulle pensioni e la garanzia", perché "a 60 anni non si può stare sui ponteggi o sulle gru, occorre per questo una pensione anticipata per gli edili e per tutti quei settori più a rischio". Occorre "una sorta di super Ape Social che permetta un'uscita anticipata accessibile per i lavoratori edili anche considerando, per la natura del lavoro svolto, periodi contributivi non coperti". Dai sindacati la richiesta poi di investimenti su formazione e informazione, "l'utilizzo della tecnologia per la prevenzione" e "l'inserimento nel codice penale di una aggravante per infortunio mortale sul lavoro".

Secondo Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil della Toscana infine "l'introduzione della patente a punti, che consenta di penalizzare quelle imprese irregolari e che non rispettano le norme su salute e sicurezza, contrattuali, favorendo invece quelle serie a tutela della dignità, dei diritti dei lavoratori e della qualità del mercato, permetterebbe di qualificare il settore e renderlo più sicuro, regolare e proiettato verso le sfide che non può perdere".

(DIRE)
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