28 settembre 2018 ore: 11:09
Disabilità

Giornata mondiale del sordo. L'obiettivo? "Abbattere le barriere della comunicazione"

Intervista al presidente dell'Ens Giuseppe Petrucci. “La garanzia di assistenza si riduce a pochi ambiti e poche norme, spesso comuni ad altre disabilità, ma nello specifico le difficoltà per una persona sorda, come lavoratore, studente, genitore, cittadino comune, sono molte e continue”
“Le voci nascoste”, un viaggio fotografico nella sordità

“Le voci nascoste”, un viaggio fotografico nella sordità

ROMA - “Le persone sorde possono fare tutto, tranne sentire”: per Giuseppe Petrucci, presidente dell'Ens, dovrebbe essere un'ovvietà ma di fatto non lo è. Lo ribadisce quindi oggi, mentre si prepara a celebrare il 60° anniversario della Giornata mondiale del sordo, nata dal primo Congresso della World Federation of Deaf, che si tenne a Roma nel 1958. Una ricorrenza che dura più di un giorno, prevedendo iniziative dal 23 al 30 settembre in tutto il mondo e in particolare a Roma dal 27 al 29. 

petrucci ens

Qual è lo scopo di questa giornata e il messaggio che intende trasmettere? L'obiettivo generale è dare visibilità alla comunità sorda, ponendo altresì l’accento sull’impellente necessità di garantire alle persone sorde politiche finalizzate a una piena inclusione sociale, empowerment e valorizzazione umana. Persone sorde ed udenti insieme saranno unite nella partecipazione ad un’iniziativa dal forte impatto sociale e di rilevanza internazionale e le cui finalità andranno ben oltre il più diretto scopo celebrativo, per fortificare un network territoriale, finalizzato al raggiungimento del riconoscimento della Lingua dei Segni da parte dello Stato e l’abbattimento delle barriere della comunicazione. Il tema di quest’anno scelto dalla World Federation of the Deaf è “With sign language everyone is included”. Proprio pochi giorni, il 23 settembre, è stato celebrato il primo International Day of Sign Language, così come stabilito dall’Assemblea Generale delle nazioni Unite. Ogni anno il 23 settembre verrà d'ora in poi dedicato alla sensibilizzazione sullo status delle lingue dei segni e al diritto delle persone sorde di utilizzare tale lingua, nel rispetto della libertà di scelta della comunicazione di ogni cittadino. 

box Quali sono le più recenti conquiste della comunità sorda?
E’ difficile parlare di conquiste: anche la ratifica della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità Onu nel 2009 fu una conquista, ma non seguirono azioni con un reale impatto sulla vita delle persone sorde. Anche i Lea, dopo anni di mancato aggiornamento, ancora non definiscono bene la presenza o meno di protesi digitali endoauricolari né di dispositivi come smartphone e tablet come ausili per la comunicazione. Per quanto riguarda i macrotemi dell’istruzione, del lavoro ma anche della semplice fruizione del tempo libero e delle “cose normali”, occorre molto di più, a partire forse dal semplice buon senso: se ci sono informazioni veicolate attraverso l’audio, come in un sistema di allarme, queste devono essere accessibili anche visivamente. Diciamo che il divario tra quello che è il diritto riconosciuto sulla carta e ciò che avviene nella vita ordinaria è ancora molto ampio. La sordità ha un impatto soprattutto nell’accesso alla comunicazione e all’informazione, purtroppo ancora spesso inaccessibili. Pensiamo agli annunci in una stazione ferroviaria sui cambi 'last minute' di un treno, alla mancanza di servizi di assistenza scolastica strutturati e continuativi, alle difficoltà di trovare un lavoro o di fare carriera o semplicemente di frequentare un’università, all’assenza o scarsa qualità dei servizi di sottotitolazione in TV, al cinema, al teatro... Di fatto la garanzia di assistenza si riduce a pochi ambiti e poche norme, spesso comuni ad altre disabilità, ma nello specifico le difficoltà di ogni giorno per una persona sorda, come lavoratore, studente, genitore, cittadino comune, sono molte e continue.

Quali conquiste restano da fare?
Citandone solo alcune, la prima è quella di progettare sempre più secondo norme e principi del Design Universale, garantendo che risorse e servizi siano accessibili a tutti e ricordando che la fruibilità è un valore condiviso: pensiamo ai sottotitoli, che possono essere di supporto anche a stranieri, o a persone con problemi di udito insorti in età avanzata, ecc.. Nel campo dell’educazione, poi, ogni anno riscontriamo i soliti problemi di carenza dei servizi di assistenza alla comunicazione, che sono del tutto assenti o partono a scuola iniziata, disomogeneità nella formazione e nei titoli delle figure professionali che devono lavorare con gli alunni sordi. Nel mondo del lavoro, la persona sorda è ancora tra quelle più discriminate e meno assunte, per via di pregiudizi e scarsa informazione, che fanno immaginare il lavoratore sordo come isolato e impossibilitato a comunicare: di fatto non è più così da anni, grazie alle tecnologie più diffuse di messaggistica, videocomunicazione, videointerpertariato e altro le persone sorde possono comunicare tranquillamente e accedere alle informazioni, se sono messe in grado di farlo.

Cinema, musica, teatro: quanto pensate che siano accessibili e fruibili?
Si tratta di mondi ancora spesso inaccessibili, le sale sono ancora per lo più prive di sistemi di sottotitolazione e i cinema che trasmettono film in lingua originale sottotitolati chiudono o sono in crisi. Esistono oggi diversi sistemi che possono essere utilizzati per rendere accessibili film e spettacoli, anche in modo non “invasivo”: in mancanza di questi, la persona sorda riesce a partecipare solo a festival dedicati. Occorre cambiare cultura, come in altri paesi europei dove i film sono sottotitolati e non è raro trovare interpreti di lingua dei segni nei concerti. Sono state varate di recente norme sul cinema, vedremo se avranno reali ricadute positive in tal senso. 

Ritenete adeguata la rappresentazione del mondo dei sordi da parte del linguaggio cinematografico e televisivo?
In altri paesi, come negli USA, la rappresentazione della sordità da tempo è sul piccolo e grande schermo ed è normale trovare personaggi sordi segnanti e non; in Italia è ancora poco diffusa e spesso si ricorre ad attori udenti per interpretare personaggi sordi: attori che però non hanno la stessa competenza linguistica in Lis, o rischiano di veicolare immagini romantiche e stereotipate. Ma aumenta l’interesse per questi temi e anche le persone sorde si avvicinano, con grandi difficoltà, alle professioni del mondo del cinema. 

La Lis: a che punto siamo?
L’Italia, a differenza degli altri paesi Europei, non è ancora riuscita a dotarsi di una legislazione che renda operativo e tangibile quanto previsto dalla Convenzione ONU, che di fatto prevede per gli Stati che la adottano – parliamo del 2009 – il riconoscimento, promozione e diffusione della propria Lingua dei Segni. L’ENS dal 2013 ha avviato una imponente campagna, sia come input legislativo che con manifestazioni di piazza cui hanno partecipato e partecipano migliaia di persone, non solo sorde, per il riconoscimento della LIS. Dopo quattro anni di impegno, un progetto di legge trasversalmente sostenuto è stato approvato dal Senato lo scorso ottobre, sospeso poi a causa della fine della legislatura pochissimi mesi dopo. Stiamo già lavorando per porre all’attenzione della legislatura corrente il tema più generale dell’abbattimento delle barriere della comunicazione per le persone sorde e sordocieche, oltre che del riconoscimento della LIS, nell’ambito di reti di partenariato anche con altri enti e associazioni. La Giornata mondiale e le diverse attività in programma nei prossimi giorni saranno nuovo stimolo e forte azione di sensibilizzazione per tutti. 

Cosa non viene detto (e invece andrebbe detto) della sordità?
Che le persone sorde possono fare tutto tranne sentire! (cl)

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