17 ottobre 2017 ore: 14:07
Disabilità

Persone disabili, Anmic: “Il dovere di garantire i diritti”

L’organizzazione ha indetto una conferenza stampa per mettere in evidenza lo stato di perenne emergenza e incertezza che impedisce ai cittadini disabili (circa 4 milioni) di vivere i propri diritti fondamentali, dall’assistenza alla discriminazione, dal lavoro all’inclusione scolastica
Disabile in carrozzina

ROMA – “E’ sempre emergenza disabili nel nostro Paese. Fra assistenza insufficiente e del tutto inadeguata alla grave non autosufficienza, il moltiplicarsi di episodi di discriminazione plateale  che rimangono impuniti, il lavoro troppo spesso negato e l’inclusione nella scuola ancora “a ostacoli”, la vita quotidiana dei circa 4 milioni di cittadini con disabilità non sembra affatto migliorare. Anzi”. Il quadro di Anmic, Associazione nazionale mutilati e invalidi civili, è chiaro, ad esso l’organizzazione aggiunge che “le consuete difficoltà si associano ormai a crescente sfiducia e rassegnazione”. Infatti “la crisi economica, sommata all’attuale delicata fase politica di fatto pre-elettorale (che tende a rimandare ad un incerto futuro l’impegno per realizzare politiche più incisive in favore dei disabili), allontanano  la ricerca di soluzioni concrete in tempi certi, definiti”. Per questo l’associazione – che conta oltre 150mila iscritti - ha indetto una conferenza stampa, per il 25 ottobre 2017 alle ore 11 presso la sala Cristallo dell’Hotel Nazionale, in piazza  Montecitorio 131: per parlare dei tanti, troppi diritti fondamentali rimasti nel cassetto, per “denunciare le troppe criticità”. “Oggi più che mai – sostiene Anmic - occorre alzare la voce, ricordare pubblicamente che i diritti che assicurano pari opportunità e piena cittadinanza, benché in parte già stabiliti dalla nostra normativa ma finora mai garantiti davvero, non possono più attendere”.  

Dice il presidente Anmic Nazaro Pagano: “Vogliamo ricordare alle istituzioni, alla politica  e alla pubblica opinione il dovere di far applicare anzitutto le leggi già esistenti a tutela dei cittadini più svantaggiati che nel nostro Paese rischiano di rimanere vuoti principi, parole al vento. Nel settore dell’assistenza, solo per fare un drammatico esempio, tante difficoltà nascono anche dal caos applicativo Stato - Regioni. Perché legiferare non basta, se poi le leggi nazionali restano inapplicate in quanto sotto-finanziate, oppure perché la loro attuazione viene demandata a Regioni inadempienti, o che non possono spendere in servizi perché  vincolate ai limiti di bilancio e di rientro dal deficit pubblico. Una delle tante contraddizioni italiane che caratterizzano la normativa già approvata in materia di disabilità e che occorre affrontare”.

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