30 settembre 2013 ore: 14:42
Welfare

Effetto crisi. Femminicidio, omofobia, nuovo Isee: ecco le misure a rischio

Le sorti incerte dell’esecutivo rischiano di far saltare alcuni provvedimenti sulle questioni sociali. La conversione in legge del decreto sulla violenza di genere deve avvenire entro il 15 ottobre, ma ha già subito diversi rinvii. Mentre il nuovo Isee attende l’ok definitivo in Cdm
Augusto Casasoli/A3/Contrasto Enrico Letta

ROMA – Introduzione del nuovo Isee, contrasto alla violenza sulle donne e all’omofobia, sostegno per l’inclusione attiva, ius soli. Sono questi soltanto alcuni dei temi che potrebbero saltare a causa della crisi di governo che si è aperta in questi giorni, dopo le dimissioni dei ministri del Popolo della libertà. In attesa di mercoledì prossimo, quando il presidente del Consiglio Letta si presenterà alle Camere per chiedere la fiducia e si chiariranno così le sorti del governo, facciamo un punto sui provvedimenti a rischio.

Sulla questione della violenza di genere un nuovo rinvio è stato annunciato già stamattina. La seduta congiunta delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia sul decreto legge contro la violenza sulle donne prevista per oggi è stata infatti sconvocata, a causa di una riunione del gruppo Pdl. Il decreto legge è stato approvato lo scorso 8 agosto dal Consiglio dei ministri, ma la conversione in legge deve avvenire entro il 15 ottobre. Il testo, dopo un rinvio della scorsa settimana, doveva approvare in aula il prossimo 2 ottobre, proprio il giorno in cui si deciderà il futuro dell’esecutivo Pd-Pdl. I continui ritardi di questi ultimi giorni, hanno comunque già messo a rischio la conversione in legge: anche se il percorso fosse lineare al Senato rimarrebbero pochissimi giorni utili per esaminare il testo.

Meno incerte, ma comunque a rischio, le sorti dell’introduzione del nuovo Isee, il cui lungo e travagliato iter sembrava ormai giunto all’ultimo giro di boa. Al decreto che regolamenta la situazione economica delle famiglie italiane, manca infatti soltanto l’ok definitivo in Consiglio dei ministri, ma con le dimissioni degli esponenti del Popolo della libertà, l’approvazione (finora condivisa da tutte le forze politiche) potrebbe comunque saltare. L’introduzione effettiva del nuovo strumento di valutazione era prevista per febbraio 2014, ma dati gli ultimi sviluppi dal ministero delle Politiche sociali preferiscono non commentare in attesa del voto di fiducia.

Potrebbero invece non vedere la luce altri provvedimenti di competenza parlamentare, come il contestato disegno di legge per il contrasto all’omofobia e alla transfobia. Approvato alla Camera il 19 settembre scorso è fermo alla prima lettura in Senato. Ma i tempi incerti della legislatura potrebbero lasciarlo lettera morta. Molto lontana anche la possibilità di riformare la legge per la cittadinanza introducendo  lo ius soli anchenel nostro paese. La discussione in Commissione affari costituzionali delle 20 proposte di legge tra Camera e Senato è, infatti, appena cominciata. Stessa sorte anche per il cinque per mille, la cui stabilizzazione potrebbe allontanarsi. E sembra destinata a restare sul piano della progettualità anche l’introduzione di un sostegno per  l’inclusione attiva (Sia). Il ministro Enrico Giovannini aveva annunciato di voler tentare l’introduzione della misura di contrasto alla povertà nella legge di stabilità, ma la somma da stanziare, rendeva difficile il percorso della misura già in condizioni di normalità, oggi alla luce dei nuovi scenari sembra un’eventualità quasi impossibile. (ec)

 

 

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