5 luglio 2016 ore: 18:09
Società

Egitto, Noury (Amnesty): stop alle armi e chiarezza su software sorveglianza

"Anche qualora in questo momento a Il Cairo ci fossero persone che possano raccontare quanto accaduto a Giulio, non hanno nessun interesse a farlo". Lo ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce nazionale di Amnesty International Italia, riferen...

Roma - "Anche qualora in questo momento a Il Cairo ci fossero persone che possano raccontare quanto accaduto a Giulio, non hanno nessun interesse a farlo". Lo ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce nazionale di Amnesty International Italia, riferendosi alle numerose violazioni delle liberta' e dei diritti umani da parte del governo del Paese.

Per questo Noury ammette l'eventualita' di una riapertura dell'ambasciata italiana in Egitto, ma con il solo scopo di "farne un luogo sicuro dove le persone che hanno qualcosa da raccontare lo possano fare". La proposta arriva durante la conferenza stampa che si e' svolta oggi a Montecitorio nell'ambito della campagna che chiede verita' sul caso del ricercatore torturato e ucciso a Il Cairo nei giorni a cavallo tra gennaio e febbraio scorsi.

Per il portavoce e' necessario anche "sospendere tutte le forniture di armi, non solo quelle relative ad accordi di cooperazione internazionale, quindi gratuite, ma anche quelle frutto di transazioni commerciali", oltre che "fare chiarezza sui software di sorveglianza" che l'Italia fornisce all'Egitto. Questi ultimi, per l'attivista egiziano Abdelrahman Al-Mansour, presente all'incontro, potrebbero essere "gli stessi che hanno intercettato le comunicazioni di Giulio Regeni".

(DIRE)

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