13 febbraio 2018 ore: 16:31
Economia

Elezioni, appello ai sindaci per i senza dimora: “Non negare il diritto di voto”

Le associazioni Fiopsd e Avvocato di strada chiedono di inserire chi vive in strada nel registro della popolazione residente, istituendo, in caso di assenza di domicilio, una via fittizia. Sono circa 200 le città italiane che prevedono questa possibilità
Senza dimora di spalle

ROMA – “Chiediamo ai sindaci italiani di farsi garanti del diritto di voto di tutte le persone che vivono in strada e di concedere la residenza alle persone che ne faranno richiesta e che hanno i requisiti per ottenerla”. E’ l’appello lanciato dalla Federazione Italiana per le Persone Senza Dimora, Fio.Psd e dall’associazione Avvocato di strada Onlus, che da oltre 30 anni lottano al fianco delle persone senza dimora. A meno di un mese dalle elezioni l’obiettivo delle due associazioni è sensibilizzare i comuni italiani affinchè provvedano a registrare chi vive in strada nel registro della popolazione residente, istituendo, in caso di assenza di domicilio o residenza, una via fittizia. Una possibilità, quest’ultima, stabilita da una circolare Istat del 1992 ma che ancora molti municipi negano. 

Fio.Psd e Avvocato di strada spiegano: “In Italia si perde il diritto di voto per incapacità civile, per effetto di una sentenza penale irrevocabile, per particolari casi di indegnità morale. E, anche se non è scritto in Costituzione, se si vive per strada. Il 4 marzo decine di migliaia di persone, colpevoli unicamente di essere povere, saranno escluse dal partecipare alle votazioni, un momento fondamentale per la vita democratica del paese” 

“Non consentire alle persone di votare negando loro la residenza anagrafica - sottolinea Antonio Mumolo, presidente dell’Associazione Avvocato di strada - è senz’altro una palese violazione dei loro diritti costituzionali ma è anche un modo per certificare il più totale disinteresse verso persone che vivono in una situazione di estrema povertà e che in base alla legge avrebbero comunque diritto alla residenza. Senza contare poi che chi non ha la residenza non può curarsi, non ha diritto ad una pensione e in molti casi non ha neanche diritto ad essere preso in carico dai servizi sociali”. 

"Per evidenziare questa lacuna e per cercare di invertire questa rotta - dice Cristina Avonto, presidente della Fio.Psd - abbiamo pensato di realizzare il primo censimento nazionale delle vie Fittizie ad oggi attive in circa 200 città italiane. Si tratta di un elenco in continua evoluzione e che mettiamo a disposizione di tutte le istituzioni pubbliche e della collettività”. Oltre ad una attenzione ai diritti, l’invito delle associazioni ai futuri parlamentari è a fare proprie le istanze delle persone più deboli pensando a politiche strutturali che possano combattere davvero la povertà e dare continuità a quello che è stato messo in campo finora – conclude Cristina Avonto - Si tratta misure strutturali, che necessitano di tempo per dare i primi risultati, che richiedono la pazienza di mettere insieme un nuovo sistema di risposte efficaci. Ricominciare con un sistema diverso adesso, solo perché frutto del lavoro dei precedenti governi, sarebbe un gravissimo atto di irresponsabilità verso le persone che sono in condizioni di povertà estrema e di bisogno. La povertà estrema è un delitto contro l'umanità, va affrontata con attenzione, silenzio e grande lavoro perché in un paese cosiddetto civile non si può pensare che ancora la gente muoia per strada, di povertà e indifferenza”. 

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