27 settembre 2021 ore: 11:05
Welfare

Elezioni Bologna, le proposte dell’Alleanza cooperative: sistemi di welfare innovativi e “lavoro buono”

Potenziare la dimensione territoriale e domiciliare dei servizi socio-sanitari; predisporre un piano casa all’altezza; realizzare Patti educativi di comunità; puntare su inclusione e formazione. Sono le indicazioni che Aci fornisce ai candidati sindaci del capoluogo emiliano-romagnolo
Mani, puzzle, terzo settore, welfare, solidarietà, volontariato

BOLOGNA - Indicazioni che mirano a coniugare sviluppo economico e sociale, tenendo presenti le esigenze di riconversione del sistema produttivo, senza dimenticare le povertà e le fragilità che – acuite dalla pandemia – indeboliscono il tessuto sociale. È la visione che Aci Bologna, l’Alleanza delle cooperative italiane di Bologna che riunisce le rappresentanze territoriali delle tre storiche centrali cooperative (Agci, Confcooperative, Legacoop), presenta alla città in vista del voto. “La cooperazione bolognese – spiegano – si concentra su mutualismo e prossimità declinati attraverso proposte di welfare abitativo e di rigenerazione urbana. Da sempre è tra gli attori principali della società civile ed economica di Bologna e mira alla realizzazione di beni e servizi che riguardano la vita delle persone e delle comunità in cui opera e delle quali si sente responsabile. È depositaria di una visione della società e del mercato che vuole mettere a disposizione del territorio, delle istituzioni e di coloro che si candidano ad amministrarle per i prossimi anni”.

La visione dalla quale muove l’Alleanza delle Cooperative bolognesi parte dalla presa in carico delle difficoltà economiche e sociali determinate dal Covid: “Per guardare al futuro di Bologna è necessario partire dalla cura delle ferite e dalla ricucitura degli strappi prodotti dalla pandemia”. Le indicazioni fornite ai candidati vertono su diversi temi, a partire dalla necessità di co-programmare e co-progettare sistemi di welfare innovativi, capaci di fornire risposte ai cambiamenti sociali. In particolare, si richiede di estendere il principio di sussidiarietà nella gestione, promuovere il valore della prossimità nella filiera dei servizi sanitari e sociosanitari, potenziandone la dimensione territoriale e domiciliare; di realizzare Patti educativi di comunità a contrasto delle povertà educative. “Tra i bisogni sociali emergenti, si ritiene prioritario quello abitativo e necessaria la predisposizione di un piano casa all’altezza delle aspettative della città e della sua attrattività”.

Tema trasversale, quello della sostenibilità, declinato nel complesso delle sue dimensioni (economica, ambientale, sociale, istituzionale), in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. C’è poi l’ampio capitolo sul lavoro. “I valori e le pratiche della Cooperazione indicano la strada per la costruzione di un mercato del lavoro più inclusivo, che favorisca l’occupazione delle donne e dei giovani e sia capace di agevolare l’emersione di nuove competenze e di opportunità che, come il Workers Buyout, permettano di affrontare le crisi aziendali mettendo al centro l’iniziativa dei lavoratori”. Inclusione e lavoro di qualità, il “lavoro buono”, da promuovere attraverso esperienze di “lavoro sociale” che introducano nel mercato schemi orientati alla creazione di valore condiviso, oltre a sostenere le filiere cooperative che generano opportunità occupazionali di qualità. Imprescindibile, spiega Aci, il tema della formazione. L’Alleanza fa notare come le transizioni in corso (digitale ed ecologica) impongano un impegno particolare nella rigenerazione delle competenze e nella maturazione di nuove professionalità. “I percorsi formativi volti ad agevolare la trasformazione del mercato del lavoro non potranno che partire dalle scuole per giungere fino alla riqualificazione professionale”.

Welfare, sostenibilità, lavoro, innovazione: “In ordine a una crescita complessiva dell’ecosistema dell’innovazione, si ritiene centrale favorire le connessioni tra Università, centri di ricerca e imprese che costituiscono il tessuto economico cittadino e metropolitano”. Sempre sul fronte digitale, questa volta in chiave tecnologica, Aci considera strategico promuovere Bologna come cuore della Data Valley: “Per una gestione virtuosa delle reti digitali e delle nuove tecnologie sarà necessario prevedere – oltre che la loro estensione a tutto il territorio comunale – una governance inclusiva, orientata al mutualismo digitale e capace di rivolgere gli strumenti tecnologici verso il bene comune”.

Ulteriore tema, la mobilità: “Non va dimenticato che Bologna e la sua area metropolitana costituiscono un grande snodo di mobilità e logistico nazionale e internazionale: applicare il principio della sostenibilità non può quindi che passare dallo sviluppo di un piano di mobilità integrata sostenibile. In questa prospettiva, Aci Bologna chiede che sia garantito lo sviluppo di reti intermodali nella logica della tutela ambientale e favorendo l’interconnessione tra aeroporto, stazione ferroviaria e autostazione.

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