8 settembre 2022 ore: 11:02
Immigrazione

Elezioni. Dall’Unhcr 12 proposte su protezione e asilo. “L’Italia mantenga un ruolo guida”

Rafforzare l’impegno internazionale, garantire il corretto impiego delle risorse, assicurare i soccorsi in mare, istituire un’agenzia per l’asilo, ecc… L’Agenzia Onu per i Rifugiati ha pubblicato oggi 12 proposte su aspetti rilevanti per la protezione dei rifugiati in Italia che sono state consegnate ai leader delle forze politiche in vista delle elezioni 25 settembre
Corridoi universitari, studenti rifugiati somali - Foto Unhcr

ROMA - L’Agenzia Onu per i Rifugiati (Unhcr) ha pubblicato oggi 12 proposte su aspetti rilevanti per la protezione dei rifugiati in Italia che sono state consegnate ai leader delle forze politiche in vista delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre.
“L’Italia ha da sempre svolto un ruolo fondamentale nel fornire sostegno alle persone costrette a fuggire dal proprio Paese a causa di guerre, violenze, persecuzioni e violazioni di diritti umani – afferma l’Unhcr -. Lo ha fatto sia con l’impegno a favore di coloro che giungono in Europa in cerca di protezione, sia tramite il contributo strategico nei processi multilaterali in materia di asilo e il sostegno ai Paesi che ospitano oltre l’80% dei rifugiati e sfollati interni nel mondo”.

Le 12 proposte riguardano aree che l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati considera “prioritarie” per sostenere i diritti fondamentali dei rifugiati e richiedenti asilo e sviluppare soluzioni durature che garantiscano un futuro migliore per sé e per le loro comunità.
L’Unhcr sottolinea di aver “tradizionalmente cooperato in modo proficuo con le istituzioni italiane e con la società civile su questi temi” e che “continuerà a impegnarsi per sostenere il Governo italiano nel rispondere alle crisi umanitarie, nel gestire i flussi migratori e migliorare la protezione dei rifugiati nel Paese e all’estero”.

Le raccomandazioni dell’Unhcr

Rafforzare l’impegno internazionale nell’affrontare le cause profonde delle migrazioni forzate. “Il sostegno ai Paesi fragili e la risposta tempestiva a crisi umanitarie sempre più complesse, aggravate dagli effetti dell’emergenza climatica, costituiscono elementi fondamentali per la prevenzione dei conflitti e la protezione delle popolazioni vulnerabili – afferma l’Unhcr -. La chiave per rafforzare la gestione globale delle migrazioni forzate sta nell’affrontarne le cause profonde e nel sostenere le comunità ospitanti nell’accoglienza dei rifugiati. L’Italia, grazie agli interventi umanitari e di cooperazione allo sviluppo, alla partecipazione e al rilevante contributo fornito nei processi multilaterali internazionali come il Patto Globale sui Rifugiati, è un partner fondamentale dell’Unhcr e un importante attore globale. Nei prossimi anni, è fondamentale che l’Italia mantenga un ruolo di primo piano nell’affrontare le cause profonde e nel rispondere alle migrazioni forzate e rafforzi il coinvolgimento di tutti gli attori rilevanti nella promozione dello sviluppo e della pace”.

Promuovere la cooperazione e la solidarietà europea in materia di asilo. “L’accordo sul Patto Ue sulla migrazione e l’asilo e la promozione di un sistema comune europeo di asilo, basato sulla condivisione delle responsabilità e sulla solidarietà tra gli Stati membri, faciliterebbero una gestione strutturata dei flussi migratori e dei sistemi di asilo in Europa e potrebbero attenuare la pressione sugli Stati in prima linea – precisa l’Alto Commissariato -. Consentirebbero inoltre agli Stati di adempiere agli obblighi internazionali e di offrire protezione e soluzioni durevoli a chi fugge da guerre e persecuzioni. Come si è visto nel contesto della crisi ucraina, il dovere degli Stati di garantire l’accesso al territorio e a misure di protezione può essere realizzato in modo pragmatico ed efficiente. In questo contesto, l’Italia ha un ruolo strategico da svolgere e l’Unhcr continuerà a offrire la propria competenza tecnica al Governo italiano”.

Garantire il corretto impiego delle risorse destinate all’asilo migliorando la governance e la pianificazione. “Standard di protezione più elevati e un utilizzo responsabile dei fondi pubblici possono essere garantiti con una pianificazione tempestiva, un coordinamento efficace di tutti gli attori del sistema d’asilo e un monitoraggio regolare. In Italia – si afferma -, numerosi attori istituzionali, nazionali e locali, contribuiscono a fornire protezione e a creare soluzioni durevoli per i richiedenti asilo e i rifugiati durante tutte le fasi dell’asilo. Una gestione efficace dal punto di vista dei costi può essere garantita rafforzando i fora istituzionali, quali il Tavolo Nazionale di coordinamento e i Tavoli regionali, nel compito di pianificare e coordinare le attività, coinvolgendo la società civile e le organizzazioni di rifugiati”.

Assicurare il soccorso in mare e l’accesso al territorio per salvare vite umane. “Il salvataggio in mare è un imperativo umanitario, e un dovere morale e legale che gli Stati devono rispettare – sottolinea l’Unhcr -. L’Italia ha una forte tradizione nel salvataggio in mare e nel garantire lo sbarco sicuro e l’accesso al territorio alle persone in fuga dalle persecuzioni. Il rispetto di questa tradizione, saldamente radicata nel diritto internazionale, non pregiudica in alcun modo la legittima prerogativa degli Stati di adottare misure di controllo delle frontiere, nel rispetto dei bisogni di protezione, e del dovere di contrastare il traffico e la tratta di esseri umani. L’Unhcr è pronto a sostenere il Governo nell’individuazione di modalità e soluzioni per gestire efficacemente i flussi migratori misti”.

Mantenere un ruolo guida nei canali legali e sicuri per i rifugiati. Continua l’Alto Commissariato: “L’Italia è all’avanguardia e sta guadagnando consensi a livello internazionale grazie alla realizzazione di molteplici e innovativi percorsi d’ingresso legali e sicuri per i rifugiati, che coinvolgono un’ampia gamma di attori della società civile. Garantire vie di accesso sicure costituisce un efficace strumento di mitigazione del rischio che i rifugiati intraprendano viaggi pericolosi alla ricerca di un luogo sicuro, e di contrasto alle organizzazioni dedite al traffico e alla tratta di esseri umani. I programmi di ammissione umanitaria e i corridoi universitari sono ottimi modelli che altri Paesi mirano a replicare. Con oltre due milioni di rifugiati che, secondo le stime dell’Unhcr, hanno urgente bisogno di essere reinsediati dai Paesi di primo asilo, l’Italia ha un ruolo centrale nel contribuire a definire la strategia globale dei percorsi legali e sicuri per i rifugiati, con il sostegno dell’Unhcr e di altri attori”.

Fare dell’accoglienza un trampolino di lancio per l’integrazione. “L’accesso tempestivo all’accoglienza, il miglioramento dei servizi per i più vulnerabili e la promozione dell’autonomia dei richiedenti asilo e dei rifugiati possono essere raggiunti attraverso un sistema di accoglienza unico e monitorato, che faccia sempre maggiore affidamento sui servizi locali orientati a promuovere l’autonomia dei rifugiati. Sulla base dei risultati ottenuti dal sistema S.A.I. negli ultimi vent’anni, un impegno più ampio e sistematico dei Comuni in tutto il Paese dovrebbe essere incluso in qualsiasi agenda politica sull’accoglienza. L’Unhcr continuerà a sostenere il Governo e i rifugiati con una pluralità di programmi volti all’inclusione, tra i quali attività con rifugiati volontari, community-matching, l’accoglienza in famiglia e il supporto all’inserimento lavorativo, in collaborazione con la società civile e il settore privato”.

Proteggere e prendersi cura dei più vulnerabili. “Dal momento dell’arrivo e durante tutta la procedura di asilo è essenziale proteggere le persone più vulnerabili, compresi i minori non accompagnati e separati, le persone sopravvissute alla violenza di genere o alla tortura, le persone con disabilità, gli anziani e altri individui a rischio. In coordinamento con le autorità competenti, l’Unhcr continuerà a fornire il proprio sostegno per colmare le lacune e costruire un sistema che risponda alle esigenze specifiche delle persone in condizione di vulnerabilità, garantendone l’identificazione immediata, l’invio a servizi di accoglienza adeguati e tutelanti, nonché un’integrazione che sia sensibile ai bisogni di protezione dei singoli. È necessario inoltre aumentare la capacità di accoglienza dedicata alle persone vulnerabili. In linea con l’interesse superiore del minore, le soluzioni di accoglienza devono essere riformate con l’obiettivo di sviluppare le buone pratiche disponibili a livello internazionale per la minore età, come le famiglie affidatarie”.

Istituire un’agenzia per l’asilo per rafforzare l’integrità del sistema e l’efficienza delle procedure. “Per quasi 20 anni, l’Unhcr ha sostenuto l’Italia nello sviluppo del sistema di determinazione dello status di rifugiato. “Oggi la procedura di prima istanza può essere considerata una buona pratica – afferma l’Alto Commissariato -. Per garantire la sostenibilità e l’integrità del sistema di asilo, l’Unhcr raccomanda la creazione di un’autorità amministrativa indipendente, con competenza sulla procedura di riconoscimento della protezione internazionale e risorse dedicate. L’Unhcr continuerà a fornire sostegno negli ambiti cruciali del sistema di determinazione dello status di rifugiato, anche proponendo misure per garantire una registrazione tempestiva e rendere più rapido l’esame delle domande in modo da evitare arretrati”.

Creare un sistema per l’integrazione è un bene per i rifugiati e per il Paese. “Rimuovere gli ostacoli legali e amministrativi e introdurre percorsi agevolati per l’integrazione dei rifugiati è fondamentale per evitarne l’emarginazione e può fornire un apporto positivo all’economia del Paese – continua l’Unhcr -. In Italia, dove la richiesta di manodopera è in aumento e l’età media della popolazione è in crescita, i richiedenti asilo e i rifugiati portano competenze e capacità, contribuendo a colmare questo divario. Molte aziende stanno assumendo rifugiati e alcuni Comuni stanno creando centri di servizi unici per l’integrazione con l’aiuto dell’Unhcr. Tuttavia, è necessario uno sforzo concertato per rimuovere gli impedimenti amministrativi all’inclusione socioeconomica, mobilitare i Comuni di tutta Italia per l’integrazione e per facilitare l’accesso ai servizi sociali e all’assistenza. L’Unhcr offre la propria esperienza a supporto di questi processi, anche per il coinvolgimento del settore privato e per l’analisi delle competenze dei rifugiati rispetto ai bisogni del mercato del lavoro”.

Affrontare gli ostacoli che impediscono il rimpatrio delle persone che non necessitano di protezione. “Stabilire un sistema tempestivo ed efficace per il rimpatrio delle persone che non necessitano di protezione internazionale o di altre forme di protezione è essenziale per garantire il funzionamento e l’integrità del sistema di asilo e la gestione efficace dei flussi migratori. L’Unhcr considera i ritorni volontari assistiti l’opzione da preferire nell’attuazione delle politiche di rimpatrio e raccomanda una revisione dei programmi esistenti. Un sistema di rimpatri efficace richiede solidi accordi e relazioni diplomatiche con i Paesi d’origine, che l’Unhcr potrebbe facilitare, una stretta collaborazione a livello europeo, e misure sostenibili di reintegrazione nel Paese d’origine. L’Unhcr ribadisce la sua consolidata posizione secondo cui la detenzione amministrativa dei richiedenti asilo dovrebbe essere utilizzata come extrema ratio e in linea con gli standard internazionali”.

Coinvolgere i rifugiati nella ricerca di soluzioni per il loro futuro. “Nella vita pubblica, nei processi di accoglienza e integrazione, i richiedenti asilo e i rifugiati, se coinvolti, possono contribuire con conoscenze, competenze e soluzioni rilevanti. Si incoraggia pertanto l’adozione di misure per favorire la partecipazione dei rifugiati nelle decisioni che riguardano la loro vita a livello nazionale e locale. Tale sforzo garantirebbe risultati concreti, costi ridotti e comunità più coese”.

Mantenere una narrazione equilibrata e obiettiva in materia di flussi migratori forzati. “Il dibattito pubblico su questioni umanitarie delicate come l’asilo e la condizione dei rifugiati dovrebbe essere basato sui fatti, promuovere l’empatia verso chi è stato costretto a lasciare il proprio Paese e contribuire all’identificazione di soluzioni – conclude l’Unhcr -. Per favorire un clima di inclusione, l’Unhcr sottolinea l’importanza cruciale di un dibattito pubblico equilibrato, obiettivo e costruttivo. In un mondo in cui ogni anno scoppiano nuovi conflitti e quelli esistenti si intensificano, le migrazioni forzate sono destinate a proseguire; è quindi nell’interesse di tutti i Paesi promuovere una narrativa che favorisca la coesistenza, il dialogo e la valorizzazione delle diversità tra le comunità, oggi e negli anni a venire. La Carta di Roma, codice deontologico sviluppato per la stampa, può essere utilizzata come guida: Codice deontologico - Associazione Carta di Roma”.
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