18 maggio 2014 ore: 12:17
Welfare

Elezioni, gli assistenti sociali: “Proteggere minori, anziani e immigrati”

In una lettera aperta il consiglio piemontese dell’Ordine rivolge una serie di richieste ai candidati. "Non si può pensare di costruire modelli di welfare che abbiano come unico obiettivo il fronteggiamento dell’emergenza"
elezioni europee, bandiere strasburgo

TORINO - Investire in politiche sociali per battere sul tempo la crisi. Da questo assunto partono le richieste che l’Ordine piemontese degli assistenti sociali ha rivolto ai candidati regionali alle elezioni. Un “grido d’aiuto” che nasce dalla constatazione di come la depressione economica abbia eroso i confini dei gruppi sociali vulnerabili. I quali, come recita una lettera aperta, “si sono allargati fino a includere nuove fasce di popolazione che rappresentano le  cosiddette nuove povertà: uomini e donne che grazie ai loro progetti di vita credevano di essere al riparo dal rischio povertà”.

box “Non si può pensare – continua il testo - di costruire modelli di welfare che abbiano come unico obiettivo il fronteggiamento dell’emergenza; occorre invece pensare nuovi modelli che sappiano proiettarsi nel futuro e che siano così flessibili da mettere in campo azioni capaci di  adattarsi ai velocissimi mutamenti sociali”.

Tre sono i punti chiave sui quali, secondo gli assistenti sociali, dovrebbe concentrarsi l’attenzione. In primo luogo c’è la tutela dell’infanzia, che deve passare anche attraverso “politiche per le famiglie e per gli adulti”. E che deve essere implementata soprattutto in un’ottica di prevenzione del disagio,  visto che, come recita l’appello, “la spesa pubblica necessaria a rimediare alle conseguenze della povertà infantile e dell'esclusione sociale è generalmente più importante di quella richiesta per interventi precoci”.

La chiave, dunque, è rafforzare i minori in vista delle difficoltà che dovranno incontrare da adulti. Il che deve tradursi in un supporto al nucleo familiare che passi attraverso  “misure di supporto all'inserimento professionale dei genitori; sostegno finanziario adeguato e accesso a servizi essenziali per il futuro dei minori, come un'istruzione prescolare, l'assistenza sanitaria, servizi nel settore degli alloggi e servizi sociali”. 

Per quanto riguarda il sostegno agli anziani, invece, l’accento è posto soprattutto sulla domiciliarità, uno dei comparti che più hanno risentito del piano di rientro sanitario sottoscritto dall’ultima giunta  regionale. Ma sono anche altri i temi caldi che riguardano la terza età: come il crescente costo della vita, utenze incluse “che sta ingenerando comportamenti di risparmio sull’acquisto degli alimenti con ripercussioni sul piano della salute”. E, ancora, i maltrattamenti subiti dagli anziani ad opera delle persone che di loro dovrebbero prendersi cura, oltre  alle truffe e ai raggiri ai quali sono sempre più esposti.

Terzo e ultimo punto nell’appello è il sostegno alle politiche per l’immigrazione. “Gli immigrati – sottolineano i rappresentati dell’Ordine - sono una presenza importante per il Piemonte: contribuiscono con il 10 per cento circa al Pil regionale.  In quest’ottica, dunque, assumono grande valore “l’integrazione sociale e le pari opportunità alle persone immigrate”, che passano attraverso “la tutela del diritto  alla salute; la partecipazione alla vita pubblica e la protezione delle fasce più deboli, come minori, vittime di tratta, richiedenti asilo politico e rifugiati politici”. Oltre, naturalmente “al contrasto di ogni forma di discriminazione, razzismo e xenofobia” (ams).

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