26 maggio 2014 ore: 15:45
Società

Elezioni, Kyenge: “Vogliamo costruire un’Europa aperta e senza paura”

Quasi 100 mila preferenze per l’ex ministra per l’Integrazione del Governo Letta che vola a Bruxelles, dove si troverà con tanti colleghi europei anti-immigrati. Ma lei dice: “Non mi tiro indietro di fronte alle sfide”. Tra le sue priorità, giovani, donne e il salario minimo garantito
Rs Ministro Kienge

Ministro Kienge

BOLOGNA – Con quasi 100 mila preferenze l’ex ministra per l’Integrazione del Governo Letta, Cécile Kyenge è stata eletta al Parlamento europeo nelle fila del Partito democratico. “Un risultato importante”, dice lei a poche ore dalla chiusura dello spoglio delle schede per le Europee e dopo aver ringraziato i suoi elettori su Twitter. “Una vittoria significativa perché esprime la voce del popolo, di quella maggioranza silenziosa che si è espressa e ci ha consegnato una grande responsabilità, quella di disegnare gli orizzonti della nuova Europa”, continua la neo europarlamentare. Una grande sfida, non senza ostacoli. Se, infatti, in Italia i partiti euroscettici e più dichiaratamente xenofobi hanno ottenuto percentuali trascurabili – “gli italiani hanno visto nel Pd il partito della speranza che ha saputo riconoscere cosa non va e fare proposte per il futuro, mentre dall’altra parte c’era la disperazione, la paura e nessuna proposta concreta” – non è andata così in altri Paesi, come ad esempio in Francia e in Ungheria, dove si sono affermate le estreme destre e i partiti nazionalisti. Ma il fatto di trovarsi in un Parlamento con una forte presenza di deputati contrari a un’Europa attenta ai deboli e aperta verso gli immigrati non spaventa Kyenge. “Non mi tiro indietro di fronte alle sfide – dice – Nessuno ha diritto di cancellare anni di storia, di pace e di democrazia in Europa – afferma – Quella che vogliamo costruire è un Europa aperta, accogliente e che non ha paura di incontrarsi con altre culture”.

Giovani, donne e cittadinanza europea. Sono queste le priorità su cui intende lavorare Cécile Kyenge al Parlamento europeo: “Bisogna triplicare i fondi per combattere la disoccupazione giovanile,  garantire diritti e rappresentanza alle donne e investire su progetti di conciliazione tra tempi di cura e di lavoro e poi lavorare per il salario minimo garantito”. E poi l’immigrazione deve tornare nell’agenda europea. “Non solo con una politica estera forte per gestire i flussi e il diritto di asilo ma anche sul fronte della cooperazione internazionale”, spiega Kyenge che aggiunge: “Le frontiere del Sud non sono solo dell’Italia ma dell’Europa, se passa questa idea allora si può lavorare a cascata su tutto il resto, a partire dalla modifica del Regolamento di Dublino”. Obiettivo? “Costruire un’Europa dei popoli in cui al centro ci sono le persone”. (lp)

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