22 giugno 2015 ore: 12:55
Immigrazione

Emergenza immigrati, il sindaco di Calais attacca la Gran Bretagna

Secondo la prima cittadina Natacha Buchart oltre Manica non si è speso "nemmeno un soldo" per l'emergenza immigrazione. Dai microfoni di FranceInfo chiede al suo paese di aprire un conflitto diplomatico con Londra perché si allarghi la responsabilità dell'accoglienza
Profughi a Calais. Baraccopoli

MILANO - Non c'è solo il muro diplomatico a Ventimiglia a spaccare l'Europa. C'è n'è un altro, più a Nord, tra Calais, Francia, e l'Inghilterra. Il sindaco Natacha Bouchart, eletta nel 2008 al primo mandato con l'Ump, invoca ai microfoni di FranceInfo "un incidente diplomatico" con la Gran Bretagna per il modo in cui oltre Manica ci si è occupati della questione immigrati. "Non possiamo più essere ostaggio dell'Inghilterra", dice la prima cittadina francese: i britannici devono scegliere se stare dentro i confini delle regole europee oppure no. E Parigi deve far pesare le mancate risposte sull'accoglienza dei migranti in un tavolo istituzionale. Le fa eco Xavier Bertrand, candidato sempre Ump alle regionali per la regione Nord-Passo di Calais-Piccardia, che sottolinea come "l'Europa non possa essere à la carte dell'Inghilterra", non possa essere un menu da scegliere.

- Bouchart insiste che gli inglesi non hanno dato "nemmeno un soldo" per i migranti eppure "si onorano di essere parte dell'Europa". Lo scorso 20 settembre il ministro dell'Interno francese Bernard Cazeneuve aveva stretto un accordo con l'omologa inglese Theresa May per un finanziamento di 15 milioni di euro in tre anni destinato da Londra per "mettere in sicurezza il porto di Calais", "migliorare i controlli e fluidificare i traffici" e "proteggere le persone vulnerabili", aveva detto nell'occasione il ministro.

I numeri intanto denotano chiaramente un forte aumento della presenza di immigrati a Calais diretti a Dover. I dati raccolti da FranceInfo fino al 21 maggio dimostrano che i migranti tracciati al Porto di Calais sono passati dai 2.474 del 2013 ai 6.948 del 2015. Ancora maggiore l'aumento delle presenze di irregolari nel tunnel sotto la Manica: da 1.045 a 10.208. Anche al Porto di Dunquerke sono aumentate le presenze: da 598 due anni fa, a 1.014 dei primi 5 mesi del 2015.

A Calais, almeno dal 2008, i cittadini convivono con quella che chiamano "la giungla": una bidonville diffusa dove si nascondono i migranti. Dall'inizio di aprile, Comune e Governo hanno aperto il Camp Jules Ferry, un centro d'accoglienza dove i migranti diretti in Inghilterra possono fare una doccia e mangiare. Il flusso di migranti che transita da Calais è misto: da migranti economici di ex colonie francesi fino a profughi afghani, siriani o eritrei. Secondo le cifre ufficiali sono 3 mila ora i profughi a Calais. (lb)

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