29 maggio 2013 ore: 16:28
Non profit

Emilia-Romagna, “la scuola ha superato la fase critica post sisma”

Il vice direttore dell’Ufficio scolastico regionale Versari presenta in Provveditorato a Bologna il bilancio di gestione dell’ultimo anno di emergenza: “Investimenti in tecnologie rendono le scuole di questi territori le più rinnovate d’Italia”

BOLOGNA – L’emergenza post terremoto in Emilia, per quanto riguarda il settore scolastico, si può dire positivamente superata. Lo sostiene, Stefano Versari, vice direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna. Investimenti in tecnologie da utilizzare nelle classi, personale aggiuntivo per le situazioni più complicate e significative azioni di solidarietà promosse da partner privati e pubblici, sia a livello locale che nazionale: questi sono i fattori che hanno contribuito a rimediare ai danni fatti dal sisma del maggio 2012, e che portano Versari a dipingere un quadro piuttosto incoraggiante dello status del mondo della scuola nelle zone terremotate emiliane. Degli esempi? Nelle aule delle scuole danneggiate c’è attualmente la più alta presenza di lavagne interattive multimediali (Lim) della regione, numeri che rendono queste terre dei veri e propri “prototipi” per una più ampia sperimentazione nazionale, sull’uso delle tecnologie ai fini didattici. Versari sottolinea come l’aspetto innovativo dal punto di vista multimediale “è forse il meno noto, nel complesso delle politiche della fase di ricostruzione sul territorio”, ma l’assegnazione a ogni scuola di questi strumenti “non ha paragoni nel resto d’Italia”. Nel bilancio della gestione dell’emergenza spicca il milione abbondante di euro speso per laboratori e dotazioni informatiche, al quale si devono aggiungere circa 220 mila euro per il Piano nazionale “Azione Lim”, 480 mila euro per il Piano “Azione classi 2.0” e 500 mila euro per quello “Azione scuola 2.0”, per un totale di circa 2,3 milioni di euro spesi in innovazione tecnologica nelle classi.
 
Per spiegare meglio l’opinione del vice direttore dell’Ufficio scolastico, è però ancor più importante parlare delle risorse umane impiegate quest’anno nell’emergenza e non previste per l’anno prossimo: nel 2012/2013 l’Ufficio scolastico ha dovuto utilizzare 287 unità aggiuntive tra docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata). Nello specifico, 129 insegnanti e 158 Ata, per una spesa complessiva di 8,4 milioni di euro in un anno. Bene, secondo le previsioni per il 2013/2014 non ci sarà bisogno di personale ausiliario e solo in qualche caso potrebbe esserci bisogno dei docenti aggiuntivi. Ciò, prosegue Versari, ci fa capire quanto “l’emergenza sia ormai superata, anche se da qui a settembre potrebbe venire fuori qualche altra situazione specifica per la quale potrà essere necessario del personale in più”. Tuttavia, lo slancio positivo del vice direttore non vuole certo essere un modo per lasciar intendere che le priorità nella fase di ricostruzione da adesso possono essere altre. Anzi, Versari descrive la scuola come “unico polo di aggregazione per la cittadinanza in molti dei Comuni colpiti dal sisma, un luogo fisico che è diventato traino per molte coscienze ferite”. Ecco perché “l’emergenza è superata ma non conclusa – aggiunge - e la scuola deve continuare a essere un punto di riferimento per queste comunità, accompagnandole verso un lungo ritorno alla normalità”. E per rendere meglio l’idea, Versari porta ad esempio quanto scritto da una bambina che frequenta la quinta elementare nel cratere che, riferendosi alla scuola, parla di “una speranza che si è alzata”. (giovanni baiano)

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