5 febbraio 2016 ore: 12:01
Salute

Epilessia, sono bambini i piu' colpiti: il 70% dei casi entro i 12 anni

I dati del Bambino gesù di Roma. Nei due terzi dei casi, infatti, la malattia si manifesta prima della puberta'. Il 30% di tutte le epilessie e' resistente ai farmaci L'pspedale pediatrico romano aderisce alla giornata mondiale dell'8 febbraio con iniziative di informazione e sensibilizzazione
Epilessia. Ragazzo in visita

Roma - Sono i bambini i piu' colpiti dall'epilessia. Nei due terzi dei casi, infatti, la malattia si manifesta prima della puberta'. Il 30% di tutte le epilessie e' resistente ai farmaci: di queste solo il 10-15% puo' essere trattata con la chirurgia. In questo caso, prima si interviene piu' alta e' la possibilita' di guarigione. L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu' aderisce alla giornata mondiale dell'8 febbraio con iniziative di informazione e sensibilizzazione.

OPEN DAY E WORKSHOP NELLA SEDE DI SAN PAOLO. Rispondendo all'appello della Lice (Lega Italiana Contro l'Epilessia), lunedi' 8 febbraio 2016, preso la sede di San Paolo (viale di San Paolo, 15 - Roma) l'Ospedale promuove l'Open Day dell'epilessia: dalle 9 alle 16 un team di neurologi del dipartimento di Neuroscienze sara' a disposizione per consulti specialistici gratuiti. Si puo' accedere senza prenotazione e senza impegnativa. Alle 10:30 e alle 15:00 appuntamento con gli workshop pratici, rivolti principalmente agli insegnanti e agli operatori scolastici, sulla gestione delle crisi degli studenti affetti da epilessia: quali sono le manovre utili, come somministrare la terapia farmacologica d'urgenza, cosa non fare o cosa e' addirittura dannoso. I due appuntamenti, a cura del gruppo infermieristico di Neuroscienze e Neuroriabilitazione del Bambino Gesu', saranno introdotti dal direttore del dipartimento, Federico Vigevano. "Le persone affette da epilessia ancora oggi sono vittime di pregiudizi e limitazioni in vari ambiti della loro esistenza- sottolinea il prof. Vigevano- Esclusi i casi particolarmente complessi e invalidanti, ciascuno di loro puo' invece vivere una vita regolare nella societa', a scuola, a lavoro, nel tempo libero. E' per questo motivo che discriminazione ed emarginazione vanno combattute con ogni iniziativa di informazione, formazione e sensibilizzazione possibile".

Cosi' in un comunicato l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu'.

E ancora:

 

LA CHIRURGIA DELL'EPILESSIA: CON L'INTERVENTO PRECOCE ALTA POSSIBILITA' DI GUARIGIONE. L'epilessia e' una malattia neurologica dovuta sia ad una predisposizione genetica, sia a lesioni cerebrali. Colpisce mediamente l'1% della popolazione. Si manifesta con crisi di vario tipo nei primi anni di vita (entro i 12 anni nel 70% dei casi) con conseguenze negative sullo sviluppo psicomotorio e ricadute sul piano sociale. Un terzo dei pazienti resiste al trattamento con i farmaci e di questi il 10-15% riporta una lesione cerebrale operabile. La chirurgia dell'epilessia e' indicata, infatti, solo quando l'area epilettogena (zona del cervello responsabile delle crisi) e' circoscritta e la sua asportazione non causa deficit neurologici. Dal 2010 ad oggi, all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu' sono stati eseguiti piu' di 100 interventi chirurgici con una percentuale di successo pari al 70%. Vale a dire che 7 bambini su 10 sono guariti completamente. Quanto piu' l'intervento e' precoce, tanto piu' alta e' la possibilita' che la malattia scompaia del tutto. "Accertata l'idoneita' all'approccio chirurgico e' necessario intervenire il prima possibile- spiega Nicola Specchio, responsabile di Neurochirurgia dell'Epilessia al Bambino Gesu'- Infatti, minore e' il tempo di esposizione alle crisi, minore e' il rischio che il bambino riporti danni cerebrali poi trattabili con maggiori difficolta'". I bambini candidati alla neurochirurgia vengono sottoposti a un iter pre-operatorio per la definizione dell'area da asportare con l'ausilio di sofisticati e prolungati esami video-Eeg (elettroencefalogramma). Al Bambino Gesu' e' stata perfezionata la tecnica del Wada Test in ambito pediatrico che consente di individuare con precisione le aree cerebrali coinvolte nel linguaggio e nel movimento. Questo test agevola la rimozione delle lesioni cerebrali riducendo al minimo il margine d'errore in fase di intervento, continua l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu'.

Infine:

 

LE ALTERNATIVE ALLA CHIRURGIA: STIMOLATORE DEL NERVO VAGO E DIETA CHETOGENa. Nei casi farmacoresistenti e non operabili (ad esempio quando l'area epilettogena e' troppo estesa) si puo' ricorrere all'impianto dello stimolatore del nervo vago, una specie di pace-maker che viene applicato sottocute nella zona dello sterno e collegato con un sottilissimo cavo al nervo vago all'altezza del collo. La stimolazione del nervo fa diminuire la tendenza ad avere crisi. La percentuale di successo e' di circa il 30-40%. Per ridurre le convulsioni che non possono essere controllate ne' con i farmaci ne' con la chirurgia, si e' rivelata utile anche la dieta chetogena. Si tratta di un regime alimentare che comporta una iperproduzione di chetoni e si fonda sull'impiego di un'alta percentuale di grassi (fino all'80%), anziche' di carboidrati e proteine, come fonte principale di energia. Nell'esperienza dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu', la somministrazione della dieta chetogena e' risultata efficace nel 60% dei casi.

 

L'EPILESSIA AL BAMBINO GESU'. All'ospedale Pediatrico Bambino Gesu' ogni anno vengono effettuati oltre 500 ricoveri per epilessia, pari a circa il 50% delle attivita' dell'unita' Operativa Complessa di Neurologia. 2300 le giornate di Day Hospital e 1700 le visite ambulatoriali. I piccoli pazienti sottoposti a intervento chirurgico nel corso del 2015 sono stati 25. Al Bambino Gesu' infine e' possibile accedere a sperimentazioni cliniche con farmaci ancora non in commercio per diverse forme di epilessia, conclude l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu'.

(DIRE)

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