30 novembre 2021 ore: 17:10
Economia

Equo compenso, Gazzi: “Le prime a non rispettarlo sono le pubbliche amministrazioni”

Il presidente degli assistenti sociali in audizione presso la Commissione Giustizia del Senato, dove è in discussione il ddl in materia di equo compenso per i professionisti. “Bandi a zero o sottocosto per eludere la trasparenza nelle selezioni”

ROMA - “Riteniamo riprovevole o quantomeno eticamente scorretto che siano, per prime, le pubbliche amministrazioni, a cominciare dagli enti locali, a mettere in campo bandi a zero o al massimo ribasso per professionisti impegnati nei servizi socio-sanitari. Chiediamo quindi di ampliare immediatamente e per legge i soggetti tenuti a rispettare l’equo compenso”. Così Gianmario Gazzi, presidente dell’Ordine degli assistenti sociali, intervenendo in audizione presso la Commissione Giustizia del Senato dov’è in discussione il Ddl in materia di equo compenso per i professionisti. 

“Assistiamo a bandi per servizi a tutela dei minorenni o a tutela di categorie fragili per i quali si invitano i professionisti a lavorare senza alcun compenso o per 4000 euro lordi al massimo ribasso per otto mesi di lavoro - ha spiegato -. A pagarne le conseguenze sono spesso i giovani che, nella speranza di ottenere un lavoro futuro, accettano tutto. Il più delle volte, però si tratta di manovre elusive per non dover fare delle vere e proprie selezioni che tengano conto del valore di chi viene assunto. Insomma, si prende una persona gratis e poi si fanno collaborazioni che prevedano proprio una persona che abbia la caratteristica di aver già lavorato con l’ente”. 

“Chiediamo che s’intervenga immediatamente – ha concluso - e che venga bloccato sul nascere qualsiasi tentativo di sfruttamento o di discredito della professione che va a danno dei più fragili che hanno bisogno e di chi, come noi, li dovrebbe aiutare”.
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