8 maggio 2015 ore: 17:50
Economia

Equo solidale italiano, calano le vendite e il valore della produzione

Il bilancio 2015 di Agices traccia un quadro poco roseo del settore. In aumento solo i volontari e i soci. Un migliaio i dipendenti. E i clienti preferiscono ora i prodotti delle cooperative sociali italiane, bio, a "Km0"
Commercio equo - uomo con chicchi di caffè

- MILANO - Il commercio equo e solidale in Italia è in crisi. Il rapporto 2015 dell'Assemblea generale italiana delle organizzazioni del settore (Agices) registra un calo del 6% dei ricavi della vendita dei prodotti. Ed è in caduta anche il valore della produzione, attestato sui 78,4 milioni di euro, il più basso negli ultimi cinque anni. Alla vigilia della Giornata mondiale del commercio equo solidale (9 maggio), il Rapporto (basato sui dati del 2013) traccia un quadro non roseo della situazione in Italia, anche se non mancano gli aspetti positivi: i punti vendita sono saliti a 256 (dai 253 del 2012), i volontari sono ben 5mila e i soci delle botteghe sono 32.770, un record. Stabile anche il numero dei dipendenti delle organizzazioni dell'equo solidale, circa un migliaio. "Da sottolineare che ben 12 organizzazioni su 85 aderenti a Agices sono completamente gestite da volontari -si legge nel rapporto-. Ed è tornato a crescere il numero di ore di attività info-educative realizzate dai soci. L'aumento del tempo dedicato a diffondere a vari livelli il messaggio del commercio equo e solidale, nonostante le difficoltà economiche, dà voce alla fiducia dei suoi attori nell'alternativa di sostenibilità e giustizia che tale messaggio e tale pratica vogliono offrire".

Dai dati del rapporto emerge anche che il calo delle vendite c'è stato solo nei prodotti del commercio equo in senso stretto (da 74,7 milioni di euro del 2012 ai 69 milioni del 2013), mentre è in aumento il fatturato di quelli dell'economia solidale (ossia provenienti da cooperative sociali italiane, bio, a "Km0"): nel 2013 è stato pari a 5milioni di euro, circa 600mila euro in più rispetto all'anno precedente.

In Italia sono ormai 12 le regioni italiane dotate di una legge di sostegno al commercio equo: l'ultima è la Lombardia, che ad aprile ha approvato la legge 9/2015.  In Parlamento inoltre è in via di discussione una legge nazionale, che potrebbe essere promulgata in occasione della Settimana Mondiale del Commercio Equo e Solidale (in programma a Milano dal 23 al 31 maggio). La giornata mondiale del Fair Trade costituisce un'anteprima dell'evento più rilevante nella storia del commercio equo e solidale mondiale, la World Fair Trade Week.

La settimana del commercio equo e solidale si terrà infatti a Milano, dal 23 al 31 maggio, e registra una partecipazione record di produttori e rappresentati di Fair Trade da tutto il mondo: oltre 270 delegati da 55 Paesi da 5 continenti per la WFTO Conference (dal 24 al 27 maggio), 43 studi da università di tutto il mondo e oltre 150 ricercatori e operanti partecipanti al Fair Trade Symposium (dal 29 al 31 maggio), 27 ristoranti che proporranno menù ed eventi con prodotti del fair trade (Milano Fair Cuisine, dal 16 al 31 maggio), 30 espositori alla prima esposizione internazionale di moda etica e solidale in Italia (Fair&Ethical Fashion Show, dal 22 al 24 maggio), 250 stand con 160 espositori da 30 Paesi e 4 continenti alla prima fiera mondiale del commercio equo e solidale, Milano Fair City, alla Fabbrica del Vapore dal 28 al 31 maggio, per la quale si attendono almeno 25mila visitatori. (dp)

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