11 marzo 2019 ore: 15:18
Non profit

Ethiopian. Paolo Dieci, testimone della “cittadinanza globale”

Il ricordo di Paolo Dieci e delle altre vittime dell’incidente aereo in Etiopia nelle parole dell’Associazione delle ong italiane (Aoi) e di Arci Culture solidali. Miraglia (Arcs): “Il valore delle attività di cooperazione e solidarietà internazionale e in difesa dei diritti era il fondamento della vita per molte tra le vittime”
Paolo Dieci

ROMA - “Ha sempre sostenuto la visione del ruolo centrale della solidarietà e della cooperazione internazionale del nostro Paese nel contesto mondiale”. L’Associazione delle ong italiane (Aoi), a nome delle organizzazioni socie, ricorda così Paolo Dieci, presidente di Link2007 deceduto ieri nello schianto del volo della Ethiopian Airlines a pochi chilometri da Addis Abeba in cui hanno perso la vita 157 persone, tra cui otto italiani. Una testimonianza preziosa, quella di Paolo Dieci, che “ha sempre ribadito la sua convinzione che in nessun tempo e luogo può esservi pace senza sviluppo - spiega una nota dell’Aoi -. Per spiegare questo ha scelto di essere un testimone convinto e tenace del ruolo dell’educazione alla cittadinanza globale come cambiamento di paradigma di lettura, interpretazione e narrazione del tema dello sviluppo negato alla maggior parte dei Paesi di questo pianeta”. L’organizzazione ricorda inoltre, “il cammino comune intrapreso con Paolo Dieci da presidente di Link2007 e con le colleghe e i colleghi di Cini - spiega una nota dell’organizzazione -: abbiamo ottenuto la riforma della politica e del sistema della cooperazione internazionale con la legge 125 nel 2014, dopo decenni di tentativi, come abbiamo affrontato la sfida umanitaria e culturale dei flussi migratori, per l’affermazione della giustizia sociale, dei diritti umani”.

È la stessa portavoce dell’Associazione delle ong italiane, Silvia Stilli, a ricordare la figura di Paolo Dieci. “Ha sempre saputo parlare con autorevolezza alle giovani generazioni che lo ascoltavano a Pavia, Nairobi, Betlemme, Roma, nelle Università - spiega Stilli -, miscelando l’attenta e aggiornata conoscenza dei temi con la capacità di affascinare il pubblico per la ricchezza di note di esperienza. Non c’è mai stata da parte sua traccia di presunzione di certezza assoluta nel confronto. Al contrario, pacatamente, da sincero non violento, ha sempre ascoltato le ragioni degli altri e mediato i conflitti. Lucido anche nei momenti difficili, preoccupato della deriva intollerante e discriminatoria che emerge in Italia ed in Europa. Un vero democratico, un soggetto solidale. Lo ricorderò sempre per la nostra storia di solidarietà condivisa in zone di emergenza come nelle guerre nei Balcani negli anni’90, prima ancora che come portavoce di rappresentanze associative. Ho perso un caro amico.”

Il ricordo di Arci Culture Solidali (Arcs), attraverso un messaggio del suo presidente Filippo Miraglia, va anche alle altre vittime del disastro aereo. “Il valore delle attività di cooperazione e solidarietà internazionale e in difesa dei diritti - scrive Miraglia in una nota - era il fondamento della vita per molte tra le vittime dell’incidente dell’Ethiopian Airlines”. Per Miraglia, “chi ieri è scomparso nei cieli etiopi ha testimoniato la perseveranza del cuore e della ragione sul populismo e la menzogna - aggiunge il presidente di Arcs -. Noi dobbiamo continuare sulla medesima strada”. Secondo Filippo Miraglia, infatti, “non ci sono governi e media in grado di ostacolare e cancellare chi agisce per l’aiuto umanitario e la giustizia globale. Oggi l’attacco alle Ong vuole negare il valore dell’azione solidale, mettendo in discussione la loro autorevolezza conquistata in anni di progetti, iniziative e campagne di educazione alla cittadinanza globale. Ma nessuna campagna diffamatoria può fermare chi è animato da sete di giustizia e lotta contro le disuguaglianze proponendo modelli di sviluppo in grado di sconfiggere fame, malattie, povertà e le conseguenze dei cambiamenti climatici, aiutando le popolazioni colpite dai conflitti, assistendo e accogliendo chi fugge dalla violenza nell’affermazione della pace”.

© Copyright Redattore Sociale