31 gennaio 2019 ore: 11:05
Società

Eurispes: oltre 6 italiani su 10 vogliono restare in Europa

Rapporto Italia 2019. Solo il 14,2% vorrebbe uscirne definitivamente. La maggioranza degli italiani vuole che l'euro continui ad essere la moneta corrente: 53,1%. Per quanto riguarda il futuro 4 su 10 pensano che l'Europa resisterà
Europa "puzzle"

Roma - Quasi la metà dei cittadini (49,5%) rimane su una posizione equilibrata, affermando che per l'Italia far parte dell'Unione europea comporta vantaggi e svantaggi. Quasi uno su cinque (19,2%) pensa invece che per l'Italia far parte dell'Unione rappresenti un valore aggiunto, mentre il 13,4% crede sia uno svantaggio. Il 17,9% non ha voluto prendere una decisione. Oltre sei italiani su dieci (60,9%) ritengono che il nostro Paese debba restare in Europa (+12,1% rispetto all'indagine del 2017), solo il 14,2% vorrebbe uscirne definitivamente (-7,3% rispetto al 2017); ben un quarto non sa orientarsi (24,9%). E' quanto si legge nel Rapporto Italia 2019 dell'Eurispes.

Per quanto riguarda l'uscita dall'euro vince il fronte del "no". La maggioranza degli italiani vuole che l'euro continui ad essere la moneta corrente (53,1%), solo il 23,9% vorrebbe che l'Italia uscisse dalla moneta unica; molti (23,9%) non hanno saputo rispondere. Quasi quattro intervistati su dieci (39,2%) ritengono che l'Italia debba rispettare una regola imposta dall'Europa anche se va contro gli interessi del Paese, ma, nello stesso tempo, credono che si debba impegnare affinché possa essere modificata. Il 20,5% suggerisce di non rispettare regole che ledono i nostri interessi e il 12,4% afferma che, anche se non condivisa, una regola va comunque rispettata. Il 27,9% non sa rispondere.

Per quanto riguarda il futuro 4 su 10 pensano che l'Europa resisterà. Per quasi quattro cittadini su dieci (39,3%), infatti, l'Unione europea resisterà nonostante le difficoltà, il 19,3% è convinto che dopo la Brexit un altro paese membro uscirà dall'Unione, il 16,3% crede che l'Europa unita non sia destinata a durare; il 24,1% non si esprime.

"Che la costruzione europea mostri più di qualche crepa è di fronte agli occhi di tutti - spiega però il Presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara - . Così come è evidente che la stessa sopravvivenza dell'Europa sia strettamente legata alla sua capacità di ritornare allo spirito e ai valori indicati dai padri fondatori e a prendere atto dei cambiamenti epocali che sono intervenuti dopo Maastricht. Il sogno sembra essersi interrotto a metà e, in attesa, ci è stata propinata una Europa della burocrazia, delle lobbies, delle banche, della finanza e una moneta senza Stato, incoerente e troppo debole nella costruzione di quel modello di 'economia sociale di mercato' che avrebbe dovuto qualificare quello europeo rispetto ai principali modelli di sviluppo esistenti nel mondo". (DIRE)

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