23 febbraio 2021 ore: 11:46
Società

Europa, 1 bambino su 10 riferisce problemi di salute mentale o sintomi come depressione o ansia

Cinque organizzazioni (ChildFund Alliance, Eurochild, Save the Children, Unicef e World Vision) hanno lanciato un sondaggio online e una consultazione con i bambini, realizzando poi un rapporto. Un bambino su cinque nell'UE che ha risposto alla consultazione riferisce di essere cresciuto infelice e di essere ansioso per il futuro

ROMA - Le opinioni di bambini, bambine e giovani potrebbero presto avere un peso maggiore nel processo decisionale a livello europeo. Un gruppo di cinque organizzazioni impegnate per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza - ChildFund Alliance, Eurochild, Save the Children, Unicef e World Vision - ha lanciato un sondaggio online e una consultazione con i bambini, realizzando poi un rapporto. “Le voci dei bambini contribuiranno a orientare la Strategia dell'UE sui diritti dei bambini e la Child Guarantee. I contributi dei bambini contribuiranno quindi direttamente a determinare e definire le priorità di entrambe le iniziative”, affermano le organizzazioni. Il sondaggio è stato avviato dalla Commissione europea, che ci ha lavorato in stretta collaborazione con le cinque organizzazioni per i diritti dei bambini.

Un clima di stress e incertezza

La pandemia da COVID-19 ha spinto bambini e giovani in Europa e oltre, verso stress e incertezza. Come rivela proprio il nuovo rapporto di ChildFund Alliance, Eurochild, Save The Children, Unicef e World Vision, un bambino su cinque nell'UE che ha risposto al sondaggio riferisce di essere cresciuto infelice e di essere ansioso per il futuro.
Per il rapporto, "La nostra Europa. I nostri diritti. Il nostro futuro", sono stati coinvolti più di 10 mila bambini e giovani tra gli 11 e i 17 anni all'interno e fuori dall'Europa.

Le conseguenze sui bambini

L’indagine ha rivelato altri risultati importanti: circa 1 bambino su 10, consultato per il rapporto, riferisce di vivere con problemi di salute mentale o sintomi come depressione o ansia. Le ragazze coinvolte sono risultate molto più a rischio dei ragazzi, e i bambini più grandi hanno riportato maggiori problemi rispetto ai bambini più piccoli; un terzo dei bambini coinvolti nella consultazione ha vissuto discriminazione o esclusione; questa percentuale è salita al 50% quando sono stati consultati bambini con disabilità, bambini migranti, di minoranze etniche o ragazzi/e che si identificano come LGBTQ+.
Ed ancora: tre quarti dei bambini consultati si sentono felici a scuola, ma l'80% dei 17enni intervistati ritiene che la formazione ricevuta non li prepari bene per il loro futuro. La maggior parte dei ragazzi e delle ragazze coinvolte vorrebbe fare dei cambiamenti nella propria vita scolastica: il 62% degli intervistati vorrebbe avere meno compiti a casa e il 57% vorrebbe avere lezioni più interessanti. Quasi un terzo degli intervistati vorrebbe influenzare il contenuto dei programmi scolastici, con più attività sportive (33%), approfondimenti sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (31%) e più materie artistiche (31%). Ad ogni modo, quasi tutti gli intervistati hanno sentito parlare dei diritti dei bambini.
Infine, l'88% dei bambini e dei giovani consultati erano consapevoli del cambiamento climatico e del suo impatto sulla loro comunità, l'8% più o meno consapevoli e il 4% non erano sicuri.

"Questa consultazione con i bambini è una svolta per noi della Commissione europea e un passo importante verso una maggiore partecipazione dei bambini. I bambini sono esperti sulle questioni che li riguardano e questa consultazione dimostra ancora una volta che i bambini sono già attori importanti qui ed ora - ha dichiarato la vicepresidente della Commissione europea, Dubravka Šuica -. Il nostro ruolo è quello di permettere e dare a tutti loro la possibilità di continuare a percorrere la strada che li porterà a diventare i leader di domani. Pertanto, la partecipazione, l'uguaglianza e l'inclusione sono i principi guida sia per la Strategia dell'UE sui diritti dei bambini che per la Child Guarantee nel 2021. Dobbiamo e vogliamo garantire che tutti i bambini abbiano un uguale inizio di vita e prosperino in questo mondo, liberi dalla paura e dal bisogno".

"Questo è di per sé un rapporto storico, poiché è la prima volta che così tanti bambini e giovani possono influenzare e determinare direttamente la politica dell'UE. Non potrebbe arrivare in un momento più importante, dato che i bambini stanno affrontando gli impatti psicologici e pratici della pandemia da COVID-19, dovendo adattarsi a una nuova realtà per gli anni a venire. Poiché si tratta del loro futuro, le loro opinioni devono emergere nelle decisioni prese dall'UE", hanno dichiarato i rappresentanti di ChildFund Alliance, Eurochild, Save the Children, Unicef e World Vision.
Nicolas Schmit, Commissario europeo per il lavoro e i diritti sociali, ha aggiunto: "Mentre affrontiamo le conseguenze socio-economiche della pandemia da Covid-19, non vogliamo semplicemente proteggere i nostri bambini, ma anche investire su di loro, in modo che abbiano il miglior inizio di vita possibile e possano crescere bene. E chi meglio dei bambini stessi può parlarci delle difficoltà che stanno affrontando? Accolgo calorosamente lo spirito di questa consultazione e sono grato alle migliaia di bambini che ci hanno dato il loro contributo. Le vostre voci vengono ascoltate".

"Come responsabili politici, dobbiamo assicurarci che le nostre strategie possano basarsi sull'esperienza personale di tutti i cittadini - ha dichiarato Didier Reynders, Commissario europeo per la Giustizia -. La costruzione di una strategia globale per i diritti dei bambini deve includere tutte le aree rilevanti, dalla salute (compresa la salute mentale), all'inclusione sociale, all'istruzione, alla giustizia a misura di bambino, ai bambini coinvolti nelle migrazioni e alla partecipazione al processo democratico.  È estremamente importante ascoltare i bambini, sentire le loro voci su questi argomenti - ecco perché questa consultazione è così preziosa e contribuirà a sostenere la strategia dell'UE sui diritti dei bambini".

"I bambini sono cittadini a pieno titolo e titolari di diritti. È di fondamentale importanza dare ai bambini una voce e riconoscere che possono dire la loro riguardo alla definizione del futuro dell'Europa. Sono estremamente lieto che l'imminente prima strategia globale dell'UE sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza li metta al centro e questa consultazione è un passo importante nella giusta direzione. Come politici, è nostra responsabilità dare a tutti i bambini una reale possibilità di raggiungere il loro pieno potenziale e crescere bene in tutti i contesti, senza lasciare nessuno indietro", ha dichiarato David Lega, membro del Parlamento Europeo e co-presidente dell'intergruppo del Parlamento europeo sui diritti dell’infanzia.
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