21 ottobre 2014 ore: 14:57
Immigrazione

Europa, sì alla commissione Junker. Cittadinanza ad Avramopoulos

Dopo mesi di trattative e settimane di audizioni, domani il voto a Strasburgo. Al commissario greco Avramopoulos, già responsabile già per affari interni e immigrazione, andrà anche la delega alla cittadinanza, tolta all'ungherese Tibor Navracsics
Jean-Claude Junker

Jean-Claude Junker.

Jean-Claude Junker.
Jean-Claude Junker

BRUXELLES - Ci siamo, dopo mesi di trattative e negoziati e settimane di audizioni, tutto è pronto per il voto, domani a Strasburgo, con cui il Parlamento Europeo approverà con tutta probabilità la commissione Juncker. Per quanto riguarda i commissari designati che si occuperanno di politiche sociali, non c’è stata nessuna bocciatura da parte degli eurodeputati, ma c’è sicuramente chi ha fatto meglio e chi ha rischiato di più di non farcela.

Fra quelli che hanno sudato freddo c’è stato l’ungherese Tibor Navracsics, il cui portafoglio sarà quello all’educazione, ai giovani ma non più alla cittadinanza. I parlamentari gli hanno infatti rinfacciato l’appartenenza a un partito, Fidesz, e a un governo, quello antiliberale di Orban, che ha voluto mettere il bavaglio ai media e poi, richiamato dall’Ue, ha dovuto fare parziale marcia indietro.

Tibor Navracsics
Tibor Navracsics

L’assemblea non ha chiesto la testa di Navracsics (l’unico scalpo che l’europarlamento ha chiesto e ottenuto è stato infatti quello della slovena Bratusek, scelta in un primo tempo da Juncker per occuparsi di politiche energetiche e costretta a fare un passo indietro in favore della sua connazionale Violeta Bulc), ma appunto solo un ridimensionamento del suo portafoglio togliendogli la delega alla cittadinanza.

Proprio a proposito di quest’ultima delega, sembra dovrà essere assegnata al greco Dimitris Avramopoulos, responsabile già per affari interni e immigrazione. E’ strano però, si sussurra nei corridoi di Bruxelles, che un tale rimpasto di incarichi avvenga senza che Avramopoulos sia stato sentito dagli eurodeputati, almeno con uno scambio di vedute se non con una nuova audizione in materia di cittadinanza.
Per l’immigrazione, invece, Avramopoulos se l’è cavata molto bene, ricevendo una lettera con commenti positivi da parte delle commissioni parlamentari di fronte alle quali ha parlato e sorprendendo un po’ tutti fra gli addetti ai lavori per le sue idee chiare e la sua preparazione.

Dimitris Avramopoulos
Dimitris Avramopoulos

Ad aver fornito una buona performance è stata anche la belga Marianne Thyssen, con delega all’occupazione e agli affari sociali, che ha delineato con chiarezza la sua idea di un’Europa che ponga l’attenzione non solo sui numeri ma anche sulle persone, parlando di necessità di inclusione sociale anche ad esempio per i disabili, di lotta alla povertà e di investimenti per creare nuovi posti di lavoro.

E’ andata un po’ peggio alla ceca Vera Jourova, nuova commissaria designata alla Giustizia, alla Parità di Genere e ai Diritti dei Consumatori, molto vaga nella sua audizione tanto che i parlamentari le hanno inviato una quarantina di domande scritte a cui ha dovuto rispondere prima che il suo mandato fosse approvato.
Ad aver fatto molto bene, invece sono stati i vicepresidenti Frans Timmermans e Mogherini, che non hanno avuto alcun problema nel loro passaggio parlamentare, dimostrandosi preparati rispettivamente sulle relazioni esterne dell’UE e sul dialogo sociale.
Insomma, nonostante qualche mugugno da parte di alcuni parlamentari (soprattutto socialisti spagnoli), sembra proprio che il nuovo esecutivo avrà il semaforo verde domani e potrà insediarsi, come previsto, dal primo novembre, anche se il rischio di dover posporre il passaggio di consegne fra Barroso e Juncker è stato serio. (Maurizio Molinari)

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