26 maggio 2014 ore: 14:42
Immigrazione

Europee, "il nuovo Parlamento rischia di non essere più garante dei diritti umani"

Lo dichiara Chiara Favilli, professore alla Lumsa e associato ad Asgi. Colpa dell'affermazione dell'ultradestra. Difficile che cambi il Regolamento Dublino e Frontex rimarrà un caposaldo della politica sull'immigrazione
Elezioni europee

MILANO - "Il nuovo Parlamento europeo rischia di non essere più il paladino dei diritti umani che è stata in questi anni". È la preoccupazione di Chiara Favilli, professore associato di Diritto dell'Unione europea all'università Lumsa di Roma e socio di Asgi (Associazione studi giuridici per l'immigrazione). L'immigrazione è stata uno dei temi chiave di questa campagna elettorale e il forte successo dell'ultradestra in tutta l'Unione è un campanello d'allarme. Favilli allontana dall'orizzonte le speranze di chi vorrebbe delle modifiche del Regolamento Dublino, la legge che stabilisce, ad esempio, che il primo Paese d'arrivo in Europa è quello dove i migranti possono chiedere asilo e dove devono restare quando lo ottengono. Dato il quadro politico, "è più difficile – sostiene Favilli - pensare che si possa arrivare a modifica del testo". Qualche cambiamento, però, sarebbe almeno auspicabile, nota Favilli: "Non c'è dubbio che molti migranti che arrivano qui vorrebbero andarsene altrove in Europa". Per questo quando qualcuno si vede riconosciuto lo status di richiedente, "non si capisce perché non debba poter soggiornare in un Paese diverso da dove ha fatto domanda", visto che le politiche sull'immigrazione vengono sempre più gestite a livello nazionale.

Rimarranno inascoltate anche le richieste delle organizzazioni umanitarie di modificare Frontex: "La missione si discute, Frontex è considerata essenziale", aggiunge Favilli. Finora era stato proprio il Parlamento a pretendere che l'agenzia di pattugliamento delle frontiere rispettasse un preciso regolamento stilato a difesa dei diritti umani e la stessa istituzione ha prodotto testi a tutela del soccorso in mare dei migranti. Con il nuovo volto del Parlamento, "cambieranno anche le dinamiche tra istituzioni europee", continua la docente della Lumsa. La fine della legislatura europea ha coinciso anche l'esaurirsi del Programma di Stoccolma, l'agenda politica europea in materia di giustizia, libertà e sicurezza per il periodo 2010-2014. Quando sarà scelto dal Parlamento il nuovo presidente della Commissione europea, allora sarà chiara anche la direzione in cui andrà l'Unione.

Che cosa può ottenere l'Italia da queste modifiche? Per Favilli il nostro Paese "è più credibile in Europa" e "può ottenere maggiore solidarietà finanziaria". "Noi possiamo ribadire – precisa Favilli - che il controllo frontiere marittime è più difficile e pericoloso rispetto agli altri, e chiedere di conseguenza che Mare Nostrum venga mantenuta e cofinanziata". (lb)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news