Expo e immigrazione, vertice in Prefettura a Milano e incontro Alfano-Avramopoulos
MILANO - Sarà una settimana cruciale per l'immigrazione. Gli obiettivi dichiarati dal Governo sono prevenire tragedie come il naufragio di domenica 19 aprile e garantire per i profughi un sistema degno. Ovviamente cercando una sponda dall'Europa, finora silente. A Milano, i confronti sul tema migrazione cominciano oggi con la riunione in Prefettura del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza, a cui siedono Ministero dell'Interno, Comune, Prefettura e Regione. Tema centrale, la sicurezza in Expo, ma ampio spazio sarà dedicato anche all'immigrazione. Inoltre il 24 aprile a Milano verrà in visita il commissario europeo all'Immigrazione Dimitri Avramopoulos per incontrare Angelino Alfano. "Di fatto nei mesi passati si è creato un corridoio umanitario. Ora serve che lo si formalizzi", auspica l'assessore alla Sicurezza del Comune Marco Granelli, riferendosi al periodo tra ottobre 2013 e agosto 2014, quando a Milano i profughi arrivavano sempre senza fotosegnalamento e potevano proseguire il viaggio verso il Nord Europa senza rischi di rientrare nei respingimenti previsti dal Regolamento Dublino.
A Palazzo Marino sperano in cambiamenti positivi: "Serve che Ministero e Regione Lombardia contribuiscano all'accoglienza – commenta Granelli -. Il Viminale deve impegnarsi a gestire il flusso migratorio con un Piano d'emergenza nazionale e il governatore Maroni deve smettere di voltare lo sguardo altrove quando si parla di migranti". Il dialogo più difficoltoso pare proprio quello con il presidente della Regione, che ha dichiarato nei giorni scorsi di non volersi sobbarcare altri profughi in Lombardia: "Quand'era ministro ce li ha mandati, invece – replica Granelli –. Basta utilizzare le tragedie per biechi scopi elettorali". Al contrario, qualche segnale positivo pare giungere dal Governo: "Bene che Renzi abbia parlato di Mediterraneo con Obama", dice Granelli.
Il flusso di persone che transita nel capoluogo lombardo ora è costante e in controllo: 400 persone circa, con arrivi di al massimo 450 persone al giorno. Il sistema prevede il trasporto via navetta, a partire dalle 11, da stazione Centrale all'ex Cie di via Corelli. "L'accoglienza sul mezzanino non era dignitosa per gli stessi profughi – continua Granelli -. L'hub di via Corelli deve potenziare ciò che di buone è stato fatto con i volontari al mezzanino. Il terzo settore nostro non è quello di Mafia Capitale, deve essere l'asse portante del sistema, non un elemento gregario". I volontari in Stazione continuano a girare alla ricerca di profughi in difficoltà, anche se non possono più fare base al mezzanino.
Il Naga, associazione che non rientra nel sistema costruito dal Comune ma che continua indipendentemente ad accogliere e curare i profughi, esprime rassegnazione in merito ad un possibile cambio di rotta: "Neppure il più grande naufragio delle recenti migrazioni nel Mediterraneo – scrive in una nota - segnerà un cambio di rotta delle politiche europee sull'immigrazione, nessuna soluzione strutturale verrà trovata, perché, diciamo la verità: di questi morti non importa niente a nessuno". Il testo prosegue poi con un elenco di capri espiatori per deviare l'attenzione dal problema delle politiche inadeguate: "i trafficanti, gli scafisti, l'instabilità della Libia, ecc ecc ecc... Forse verrà messo in atto qualche dispositivo emergenziale finito il quale le morti riprenderanno". Le soluzioni cercate finora però sono inutili: "?La verità è che di queste morti non importa niente a nessuno, non sono una priorità, fanno, ormai, parte del panorama e continueranno", conclude il Naga. (lb)