16 agosto 2014 ore: 09:07
Società

Kenya, un progetto per garantire acqua pulita e servizi igienici adeguati

Parlano le referenti del progetto nato in partenariato tra il Comitato collaborazione medica e l’associazione Lvia per garantire nella contea di Isiolo acqua pulita e servizi sanitari di base. “Malaria, colera e infezioni gastro-intestinali tra le più comuni cause di mortalità della popolazione”
Acqua africa, cooperazione, bambini bevono

ROMA - La contea di Isiolo, a nord del monte Kenya, è un’area desertica, storicamente crocevia di etnie, poco propensa all’agricoltura, e abitata prevalentemente da pastori. Il 71% della popolazione, che in totale conta circa 143 mila abitanti, vive al di sotto della soglia di povertà, poco più della metà, il 55,7%, ha accesso ai servizi igienici mentre solo il 18% può usufruire dell’acqua potabile. Le scarse condizioni igieniche in cui si trovano a vivere sono causa di malattie, molto spesso mortali, che colpiscono soprattutto le fasce più deboli della popolazione, donne e bambini in primis.

Una situazione di emergenza, per far fronte alla quale il Comitato collaborazione medica (Cmm) e l’organizzazione non governativa Lvia (associazione internazionale volontari laici) stanno intervenendo, in collaborazione con le autorità locali, per aumentare l’accesso a fonti d’acqua pulita e potenziare i servizi sanitari di base sul territorio. Il progetto “Acqua pulita e servizi di salute primaria”, finanziato dal ministero degli Affari esteri italiano, è nato a maggio con la costituzione di un primo comitato direttivo di valutazione e sarà operativo dal mese di ottobre. 

BOX L’associazione Lvia è presente in Kenya dal 1967. Maurizia Sandrini, capo progetto nella contea di Isiolo, ci spiega meglio le finalità del progetto.
Si tratta di un programma integrato e sviluppato in partenariato con il Ccm, che prevede una serie di interventi su due fronti diversi ma inevitabilmente connessi tra loro: copertura sanitaria e accesso all’acqua potabile. L’associazione internazionale volontari laici si occupa delle attività riguardanti la costruzione e la riabilitazione delle sorgenti d’acqua, principalmente pozzi, sia quelli utilizzati dall’uomo, sia pozzi superficiali a uso delle mandrie. Anche gli animali hanno diritto all’acqua potabile, soprattutto in considerazione del loro apporto all’economia del luogo. Un doppio intervento dunque, pensato sia per l’uomo che per l’animale, teso a preservare tutte le attività generatrici di reddito per i pastori. 

Garantire la fornitura di acqua, anzitutto…
Sì, ci occuperemo infatti di costruire 28 sistemi di raccolta d’acqua piovana nella stagione delle piogge, che serviranno anche a recuperare gli sprechi, e 40 latrine sia nelle scuole che nei dispensari, dove ancora non c’è un accesso appropriato ai servizi igienici.

Quante sono le persone che beneficeranno del progetto?
Contiamo di raggiungere direttamente 55.309 beneficiari ma le nostre attività non potranno che ricadere, indirettamente, su tutta la popolazione della contea. 

Il Comitato collaborazione medica è presente in Kenya dagli anni ’80 e questo è il primo progetto nella contea di Isiolo. Francesca Pieralli, rappresentate paese del Ccm in Kenya e Somalia, ci parla dell’aspetto relativo all’assistenza sanitaria.
Voglio innanzitutto ricordare che la contea di Isiolo è estremamente marginalizzata, le infrastrutture sanitarie sono molte limitate, se ne contano appena 54 su un’area che si estende per 25.700 chilometri quadrati a nord di Nairobi. Non solo, gli indicatori di salute sono molto al di sotto della media nazionale e i centri sanitari sono dislocati in aree remote, che distano dai 40 ai 100 chilometri dal centro abitato più vicino. 

Quali dunque gli obiettivi del progetto per il Ccm?
Vogliamo prima di tutto supportare il servizio sanitario governativo con assistenza tecnica ai centri di salute primaria sanitaria già presenti, anche attraverso la fornitura di medicinali, in modo tale da garantire continuità assistenziale. In secondo luogo, il nostro intento è quello di sensibilizzare la popolazione fornendo alle donne e alle comunità pastorali tutte le informazioni necessarie per la salvaguardia della propria salute e di quella di tutta la famiglia. 

Anche la prevenzione gioca un ruolo importante…
Esattamente. Per questo lavoreremo anche nelle scuole dove abbiamo pensato di attivare gli “school club”, attività pensate per insegnare ai bambini e alle famiglie a utilizzare i servizi. Purtroppo è ancora comune e praticata la defecazione all’aperto con tutti i problemi che ne conseguono, come contaminazione delle acque, diarrea e colera, che sono tra le più comuni cause di mortalità della popolazione. Tra gli adulti, in particolare, le malattie più comuni sono malaria, infezioni respiratorie e del tratto urinario, mentre il 10,3% della mortalità infantile sotto i 5 anni è causata prevalentemente da dissenteria. 

L’associazione Lvia nasce nel 1966 on l'obiettivo di operare per lo sviluppo umano e contro le disuguaglianze mondiali. È presente in 11 paesi africani ed est-europei con 24 volontari espatriati e 180 operatori locali. Nel 1967, l’associazione inizia ad inviare volontari in Africa, precisamente nel distretto di Meru (Kenya), dove ha realizzato fino ad oggi circa 580 chilometri di tubature d’acqua, garantendo l’accesso a fonti potabili a circa 240 mila persone. Il Comitato collaborazione medica nasce nel 1968 per garantire anche ai paesi più poveri il diritto alla salute e l’accesso alle cure di base. Ad oggi, medici ed esperti del comitato sono presenti, oltre che in Kenya, anche in Burundi, Etiopia, Somali, Sud Sudan e Uganda, anche attraverso la formazione del personale locale e la promozione di strumenti di sensibilizzazione e prevenzione. (Federica Onori)

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