11 maggio 2001 ore: 17:25
Non profit

Intervista a padre Kizito: ''L’Africa è in ginocchio. Cancelliamo immediatamente il debito estero''

BOLOGNA - “Ho l’impressione che, purtroppo, passato il giubileo le varie campagne per la cancellazione del debito estero si siano spente. Se non si trovano i modi per rimettere in moto e insieme la gente non so come si possa fare. Aids, debito estero, guerre, povertà: l’Africa è veramente in ginocchio”.
Kizito Sesana non si stanca di gridare all’Occidente il tormento dell’Africa. Il debito estero rimane il problema più importante. Quale via d’uscita?
“L’unica soluzione è cancellarlo tutto e immediatamente. Gli sforzi encomiabili del Giubileo e delle campagne non hanno funzionato, i Paesi non possono riprendersi se non con una cancellazione totale del debito. Da lì bisogna ripartire stabilendo successivamente nuovi rapporti. Non è possibile pensare che paesi come il Mozambico o la Zambia possano risollevarsi, anche i Paesi più stabili dal punto di vista politico sono in ginocchio. Un esempio? Uno zambiano medio ha un reddito di 250 dollari all’anno e un debito di mille dollari: non ce la farà mai. A me sembra una questione elementare di giustizia. Non sono un economista, ma mi sembra abbastanza meschino e stupido continuare così; anche dal punto di vista del mercato questi paesi non potranno mai risollevarsi economicamente”.
Il 16 aprile scorso il suo aereo, poco prima di partire, è stato bombardato. Era in missione per il popolo Nuba, nel Sudan. Può ricordare quel giorno?
“Ero a Kauda, c’era un aereo sulla pista pronto a ripartire e un altro subito dopo. Che arrivino due aerei nello stesso giorno sui monti Nuba è un fatto straordinario, semmai ne arrivano due in un mese. In quel momento è arrivato un bombardiere, ha sganciato sei bombe cadute a 150 metri dalla pista. Ero a terra, dopo il primo passaggio del bombardiere il primo aereo è riuscito a partire. In venti minuti ci sono stati tre passaggi, ero lì sotto le bombe. Mi sono alzato, ero preparato ad aprire gli occhi davanti a una strage. Per fortuna non è stato così. La bomba più distante è caduta a quattrocento metri. Ci sono stati due morti, ma c’era da aspettarsi una strage come l’anno scorso, quando una bomba colpì una scuola e morirono quindici bambini”.
Il popolo Nuba è accerchiato dal regime integralista islamico di Khartoum. Le missioni umanitarie non sono autorizzate dal Governo, come fare?
“La situazione è difficile e delicata.Il bombardamento è stato ripreso dalla stampa, invece le Nazioni Unite, che hanno un’operazione umanitaria in Sudan, non hanno detto niente, nessuno protesta, nessun Governo si è mosso. Nel ’99, dopo una prima visita della missione delle Nazioni Unite, fu riconosciuto il diritto alle agenzie internazionali a portare aiuti, ma di fatto questi vengono ostacolati. La prima missione è stata bombardata dalla guarnigione più vicina. Il governo sudanese si è difeso dicendo che non aveva fatto in tempo ad avvertire la guarnigione che era stata concessa l’autorizzazione. Un episodio che non è mai uscito sulla stampa”.(lb)
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