3 marzo 2015 ore: 11:32
Non profit

Kavitha, vittima dello tsunami. Oggi aiuta i bambini in difficoltà

8 marzo: storie di donne che diventano un simbolo di forza e solidarietà. A 10 anni dall'evento che sconvolse la sua terra oggi è la responsabile di una delle Case del Sorriso in Tamil Nadu del Cesvi; è riuscita a ripagare i debiti della madre e a far sposare le sue sorelle
Kavitha

Kavitha

ROMA - Il 26 dicembre del 2004 Kavitha era a casa a prendersi cura delle sorelle, sua madre era in spiaggia a vendere il pesce. La grande onda generata da uno dei più forti terremoti della storia,  che ha devastato le coste e cancellato Intere comunità, si è abbattuta sulla sua casa, spazzandola via. "Kavitha non riusciva a capire cosa fosse, ma istintivamente è corsa in spiaggia, alla disperata ricerca della mamma. - raccontano gli operatori del Cesvi - Non riuscendo a trovarla, ha continuato a vagare con l'acqua che le arrivava fino alla gola, piangendo e urlando invano il nome della madre. La donna era stata travolta dalla violenza dell'onda e gettata vicino ad un cespuglio dove è rimasta, sott'acqua e priva di sensi, finché non è stata salvata da alcuni volontari che l'hanno portata d'urgenza all'ospedale statale di Cuddalore". Kavitha, che  aveva già perso il padre a 5 anni, l'ha cercata senza sosta e, venuta a sapere per caso dell'accaduto, ha raggiunto con il bus l'ospedale, dove è riuscita a identificarla.

Kavitha
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Proprio In queste ore di terrore Kavitha ha incontrato gli operatori di Ekta, associazione locale, partner del Cesvi in India, che considerata la grave situazione familiare  ha deciso di offrirle un lavoro. “A Ekta e Cesvi - spiega oggi la ragazza - devo tutti i miei successi perché mi hanno dato la possibilità di studiare e di affinare le mie capacità”. Ha iniziato a lavorare con un ruolo logistico e organizzativo per due anni, e oggi, 10 anni dopo l'accaduto, è la responsabile di una delle Case del Sorriso  in Tamil Nadu. Quando è stata assunta da Ekta, aveva appena ottenuto il diploma in Biotecnologie ma oggi ha anche concluso un corso di laurea a distanza presso l'Università di Annamalai di lingua inglese e ottenuto anche la laurea magistrale in inglese; ora sta frequentando un master di secondo livello.

"E' una collaboratrice motivata e affidabile, che si impegna al massimo nel lavoro. - raccontano gli operatori - Grazie all'opportunità offerta dall'associazione, ha sviluppato le sue capacità professionali e personali: ha imparato a guidare, a usare il computer, a cucire, a danzare e anche a gestire le pubbliche relazioni". Oggi Kavitha ha 30 anni ed è riuscita a ripagare i debiti della madre e a far sposare le sue sorelle, diventando il punto di riferimento di tutta la sua famiglia.

Nella regione indiana del Tamil Nadu, sottoliena il Cesvi, moltissime famiglie povere lavorano, in condizioni di semischiavitù, nei mulini di riso o nelle fabbriche di mattoni. Costrette a vivere in casette temporanee, situate all'interno dei luoghi di lavoro, senza luce né servizi sanitari, spesso non hanno nemmeno la possibilità di uscire e di entrare in contatto con elementi esterni al posto di lavoro. I bambini non vengono mandati a scuola e accompagnano i genitori al lavoro, mentre i piú piccoli rimangono incustoditi e girano per le strutture, rischiando di ammalarsi per le condizioni insalubri dell'ambiente che li circonda. Nelle Case del Sorriso bambini e ragazzi che, provengono tutti da situazioni familiari disagiate, hanno trovato un punto di riferimento importante, ma anche cure, sostegno psicosociale, strumenti per poter studiare e assistenza legale.

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