5 febbraio 2015 ore: 11:23
Disabilità

L’hotel e il ristorante gestiti dagli insegnanti e dai loro alunni disabili

A Loreto un albergo a quattro stelle e una sala da 200 coperti diventano teatro di una singolare sperimentazione sociale favorita dai docenti del locale istituto alberghiero. Che attualmente sostengono da volontari il lavoro di 8 persone, di cui tre svantaggiate
Il ristorante Zi Nené di Loreto

Il ristorante Zi Nené di Loreto

Il ristorante Zi Nené di Loreto
Il ristorante Zi Nené di Loreto

Al ristorante Zi Nené di Loreto vale davvero la pena di fare una sosta. E non solo per godersi la splendida vista sulla costa marchigiana, per l’ampio parcheggio all’ombra dei pini e per l’eleganza della struttura risalente al 1873. E neppure esclusivamente per provare i piatti di mare e di terra preparati dal giovane chef, che da qualche mese ha preso il controllo della cucina. Ma anche e soprattutto perché da Zì Nenè e nell’albergo a quattro stelle Villa Tetlameya, che condivide la struttura con il ristorante, è in corso una nuova avventura fatta di solidarietà, intraprendenza e spirito imprenditoriale.

- Tutto comincia da una coraggiosa idea di alcuni insegnanti di sostegno e un insegnante di cucina del locale Istituto alberghiero dove gli alunni con disabilità sono 100 su un totale di 1.200 studenti. “Veniamo da anni di progetti di alternanza scuola lavoro”, racconta Patrizia Massa, un’insegnante di sostegno, che ha fatto del lavoro con i ragazzi disabili fuori e dentro la scuola una vera e propria missione di vita. “Negli scorsi anni abbiamo portato i nostri alunni con disabilità all’interno delle aziende, riuscendo in molti a casi a modificare la diffidenza iniziale con cui venivano accolti. E dimostrando che se una persona disabile viene ben guidata e ben stimolata può diventare una risorsa effettiva per l’azienda“.

Il ristorante Zi Nené di Loreto
Il ristorante Zi Nené di Loreto 2

Così dopo anni di progetti con le imprese del territorio, i prof hanno deciso di mettersi “in proprio”. Nel 2010, ascoltando le preoccupazioni dei genitori, hanno creato la cooperativa sociale di tipo B “Lavoriamo insieme”. E poi, quando la precedente gestione ha lasciato il ristorante Zi Nenè e l’albergo annesso, non si sono fatti sfuggire l’occasione: hanno incontrato il proprietario della struttura, hanno trovato un accordo e si sono lanciati a capofitto nell’impresa, investendo non solo una parte dei propri risparmi, ma anche il proprio tempo libero come soci volontari della cooperativa. “Attualmente – prosegue Patrizia – nella struttura ci sono 6 persone assunte: quattro ex alunni dell’Istituto alberghiero e due persone svantaggiate, di cui una con disabilità. A cui si aggiungono due tirocinanti anche loro in condizione di svantaggio, tra cui un ex studente disabile dell’Istituto”. E naturalmente non manca il contributo volontario dei soci della cooperativa, che si occupano di inserimento lavorativo e contabilità, ma all’occasione fanno di tutto per mandare avanti la struttura.

E le cose sembrano andare più che bene, perché con la sola pubblicità fondata sul passa parola la struttura funziona bene. “Il ristorante ha 200 coperti, offre un menù di terra e uno di mare, rispettivamente a 20 e a 25 euro – precisa Patrizia –. Siamo a un passo dall’autostrada e spesso si fermano i gruppi di pellegrini che vengono a visitare il santuario di Loreto”. Ma i progetti dei professori e studenti dell’Istituto alberghiero non si fermano qui. E l’obiettivo è quello di crescere, dando la possibilità ad altri studenti disabili e non di potersi formare e poi trovare un lavoro. A partire dai due ettari di terreno che circondano la struttura e che, in un prossimo futuro, potrebbero diventare un orto da coltivare in proprio per rifornire il ristorante di prodotti coltivati a chilometro zero. Coniugando l’utopia di un lavoro basato sul rispetto delle persone e dell’ambiente con la riscoperta del valore sociale del cibo e dell’agricoltura. (ap)

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