13 giugno 2015 ore: 11:42
Salute

Tso e anoressia, pareri discordanti in Parlamento, più favorevoli gli esperti

Trabace, direttrice Centro per i Dca di Chiaromonte (Pz): “Sono d’accordo con il Tso come previsto dal testo, ma non si faccia nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, sarebbe devastante: vanno individuati altri reparti, per esempio quelli di cura intensiva”
Ragazza anoressica allo specchio

Ragazza anoressica allo specchio

ROMA – E’ stata assegnata alla Commissione Affari Sociali della Camera la proposta di legge, di cui è firmataria la deputata Pd Sara Moretto, che estende il trattamento sanitario obbligatorio, già previsto dalla legge 833 del 1978, ai casi gravi di anoressia e patologie affini. Nessuna “calendarizzazione” della discussione a breve. Intanto, dopo la presentazione alla stampa del 19 maggio scorso, si è avviato “un lavoro politico e di comunicazione per sensibilizzare i colleghi parlamentari sul problema”, come ci riferisce Moretto. Le posizioni sono discordanti in Parlamento, anche all’interno degli stessi schieramenti, a volte vengono espresse “perplessità che paiono più ideologiche che sostanziali”, da parte di chi “è genericamente contrario al Tso”.

BOX Invece dal mondo scientifico e degli esperti arrivano “quasi tutti pareri positivi”, mentre le contrarietà la deputata le registra maggiormente “da parte di chi gestisce ambulatori privati”. Aperto il confronto sul testo a 360 gradi: ad esempio se ne discuterà a Lecce nell’ambito del congresso che il centro specialistico pubblico leccese per la cura e la ricerca sui Dca diretto da Caterina Renna organizza venerdì prossimo, al quale interverranno Sara Moretto e la giornalista del Corriere della Sera Alessandra Arachi.

Tra gli specialisti di Dca del servizio sanitario pubblico, Redattore Sociale ha raccolto la voce della dottoressa Rosa Trabace, che a Chiaromonte (Potenza) dirige la struttura di riabilitazione del centro per il trattamento dei Dca. “Credo che il testo di legge ha un suo significato e va letta nel modo giusto: cioè, nell’intento di dare il meglio di ciò che già esiste. In questa ottica – spiega la dottoressa Trabace -, con ambiti specializzati, equipe multidisciplinari e letti dedicati, sono d’accordo con il trattamento sanitario obbligatorio che porti al giusto ripristino organico, psicologico e nutrizionale. Guardiamo a quello che accade oggi: spesso dalla fase di acuzie della malattia si va in reparti di medicina o di psichiatria, dove la presa in carico può essere solo parziale e l’impatto devastante”. Ma c’è un aspetto del testo di legge che secondo Trabace va modificato e riguarda il luogo deputato ad accogliere le ragazze con sintomi gravi di anoressia e affini: “No se le ricoveriamo presso i servizi psichiatrici di diagnosi e cura, come si legge nella proposta; sì se individuiamo ambiti dedicati, ad esempio nei reparti di cura intensiva”. Questo, secondo Trabace, anche per favorire “un crescendo di fasi motivazionali” nelle pazienti e “scongiurare, dopo il Tso, il ritorno all’autolesionismo”. (ep)

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