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11 maggio 2019 ore: 12:31
Immigrazione

Naufragio. Unhcr: 164 morti lungo la rotta dalla Libia all'Europa nel 2019

Si tratta di un dato “considerevolmente inferiore rispetto agli anni precedenti”, spiega l'organizzazione, ma “la traversata sta diventando sempre più fatale”. Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo: “Rafforzare operazioni di ricerca e soccorso”
Sbarchi. Barcone in mezzo al mare e soccorsi

ROMA - “Questo tragico incidente ci ricorda i rischi terribili a cui sono esposti coloro che tentano la traversata del Mediterraneo”. Così Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo sul naufragio costato la vita a “circa 65 persone”, spiega l’Unhcr, “annegate nelle prime ore del mattino di ieri dopo che la barca su cui viaggiavano è affondata a circa 45 miglia nautiche al largo della costa tunisina”. Secondo l’organizzazione si tratta di “uno dei peggiori incidenti verificatisi nel Mediterraneo negli ultimi mesi”.

Secondo quanto riporta la nota dell’Unhcr, 16 persone sono state recuperate in acqua e condotte verso la costa di Zarzis dalla Marina Militare tunisina. Una persona è stata trasportata in ospedale per ricevere cure mediche, mentre le restanti attendevano l’autorizzazione a sbarcare. “Secondo quanto riferito dai superstiti - spiega la nota -, il gruppo era partito da Zuara, a circa 120km a ovest di Tripoli, la sera di giovedi. L’imbarcazione ha cominciato ad andare alla deriva a causa del mare fortemente mosso”. L’incidente, spiega la nota, ha provocato “la perdita più elevata di vite umane da quando circa 117 persone erano decedute o andate disperse a metà gennaio”, si legge nel comunicato in cui si denuncia anche “l’assenza di una strategia adeguata di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale”.

Secondo l’Unhcr, inoltre, “164 persone sono morte lungo la rotta dalla Libia all’Europa nei primi quattro mesi del 2019 - continua la nota -, una quantità considerevolmente inferiore rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, la traversata sta diventando sempre più fatale per coloro che si assumono il rischio di intraprenderla. Nei primi quattro mesi di quest’anno, una persona ha perso la vita nel Mediterraneo centrale per ogni tre che hanno raggiunto le coste dell’Europa dopo essere partite dalla Libia”. Secondo Cochetel, è “necessario rafforzare la capacità delle operazioni di ricerca e soccorso nella regione. Se non si interviene immediatamente, è quasi certo che si assisterà a nuovi tragici eventi nelle settimane e nei mesi a venire”.

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