12 ottobre 2017 ore: 17:13
Immigrazione

Ius soli, manifestazione a Bologna: "ma senza bandiere"

I giovani italiani "senza cittadinanza" sono pronti a scendere in piazza anche a Bologna per sospingere la legge sullo Ius soli in Parlamento. Il presidio e' in programma domani, venerdi' 13 ottobre, alle 17 in piazza del Nettuno...

Bologna - I giovani italiani "senza cittadinanza" sono pronti a scendere in piazza anche a Bologna per sospingere la legge sullo Ius soli in Parlamento. Il presidio e' in programma domani, venerdi' 13 ottobre, alle 17 in piazza del Nettuno, in concomitanza con la manifestazione prevista a Roma. A organizzarlo e' il comitato "Italiani senza cittadinanza" di Bologna, che alle persone e ai gruppi interessati ad aderire fa "un'unica richiesta: no colori politici, partitici o di associazioni, quindi niente bandiere e loghi. Il nostro obiettivo e' quello di vedere in piazza solo cittadini, che in quanto tali manifestano per la parita' di diritti anche per le seconde e terze generazioni di immigrati". L'intenzione e' dunque "scendere in piazza per sostenere la causa e dimostrare la sensibilita' dei cittadini" sul tema dello ius soli temperato e dello ius culturae.

"Non e' vero che si regala la cittadinanza a tutti", spiega Insaf Dimassi, 20enne studentessa di Giurisprudenza, di origini tunisine, attivista del comitato "Italiani senza cittadinanza" di Bologna, questa mattina al convegno organizzato sul tema dei migranti dalla Cgil. Per ottenere la cittadinanza, a un bambino o giovane nato in Italia da genitori stranieri "sono richieste garanzie precise, come il permesso di soggiorno illimitato- sottolinea Dimassi- il che significa avere un lavoro stabile, una casa, essere residenti da almeno cinque anni e aver superato un esame di lingua italiana di livello A2". Per avere la cittadinanza tramite lo ius culturae, invece, un giovane deve aver completato almeno un ciclo di studi. "Io sono in Italia da quando avevo nove mesi- racconta Dimassi- mio padre ha ottenuto la cittadinanza italiana due anni fa, io ero maggiorenne da appena 20 giorni e quindi non e' stato possibile trasmetterla".

Intanto, alla manifestazione di domani "Cittadinanza day" in piazza del Nettuno arriva l'adesione di Legacoop Bologna, "per la sua coerenza con i valori democratici e inclusivi, che stanno alla base dell'idea cooperativa- spiega la presidente Rita Ghedini su Facebook- l'approvazione della riforma e' un atto doveroso di civilta', che non puo' sottostare a calcoli elettoralistici. Un Paese che voglia dirsi civile e democratico, non puo' permettersi di lasciare in un limbo giuridico un milione di persone, di cui 815.000 sono studenti che frequentano le nostre scuole".

Al presidio sara' presente anche una delegazione della cooperativa sociale Cadiai. "Attraverso le nostre strutture- spiega in una nota la presidente, Franca Guglielmetti- abbiamo il polso della situazione, ossia che tantissimi bambini e ragazzi sono italiani per tutti tranne che per la legge. Riconoscere la cittadinanza a queste persone e' un atto di civilta' che non dovrebbe incontrare l'opposizione di nessuno, tanto meno della politica. Al contrario proprio la politica dovrebbe comprendere i cambiamenti sociali e agire di conseguenza per garantire i diritti e i doveri delle persone che sono poi la base su cui poggia l'integrazione". (DIRE)

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