11 ottobre 2016 ore: 10:58
Economia

Fame nel mondo, quattro mosse strategiche per combatterla

Trasformarlo un obiettivo di tutti, cambiare gli stili alimentari, non dimenticare nessuno, fare pressione sui governi perché agiscano: le "Raccomandazioni strategiche" dell'Indice globale della fame
Fame nel mondo, mani piene di grano - SITO NUOVO

- MILANO - Quattro mosse per combattere la fame: farlo diventare un obiettivo di tutti, cambiare i nostri stili alimentari, non dimenticare nessuno, fare pressione sui governi perché agiscano. Sono queste, in sintesi, le "Raccomandazioni strategiche" contenute nell'Indice globale della fame 2016, il rapporto presentato questa mattina a Milano dal Cesvi. Con l'Agenda 2030, la comunità internazionale mira a "Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un'agricoltura sostenibile". Ma non è solo un problema di governi e ong. Riguarda tutti, sostengono i curatori del rapporto.

In particolare, il capitolo finale del Rapporto sull'Indice globale della fame è dedicato alle raccomandazioni strategiche, divise in quattro punti. E così al primo, "è un obiettivo di tutti", si legge, tra l'altro, che occorre "lavorare con iministeri delle finanze e della pianificazione per valutare i requisiti di bilancio nazionale che permettano di investire nella lotta alla fame, e creare canali di finanziamento a lungo termine per garantire che i piani di investimento possano essere portati a termine in modo sostenibile". Un impegno che riguarda anche l'Italia, possiamo aggiungere.

Cambiare i nostri stili alimentari vuol dire innanzitutto ridurre gli sprechi. Per questo è necessario "migliorare le infrastrutture, le tecnologie, il trasporto e i sistemi di distribuzione in modo da ridurre al minimo le perdite di cibo lungo le filiere" e bisogna "sviluppare politiche efficaci per limitare gli sprechi alimentari e conservare le risorse naturali". Inoltre bisogna dare priorità ad un'agricoltura sostenibile e che serva a nutrire (quindi meno biomasse). E nei Paesi più ricchi le politiche agricole non devono danneggiare quelle del Paesi più in difficoltà.

Indice globale della fame 2016

Non dimenticare nessuno significa, in particolare, "affrontare le diseguaglianze strutturali esistenti all’interno dei sistemi commerciali e finanziari" e "rafforzare la partecipazione politica, economica e sociale delle donne e di altri gruppi emarginati".

Infine, affinché gli impegni e i fondi stanziati siano veramente utili alla lotta alla fame, "le organizzazioni internazionali e la società civile devono chiedere conto ai governi del loro operato, introducendo processi di monitoraggio e controllo partecipativi e trasparenti. Questo richiede che la società civile disponga di un contesto libero e favorevole, promosso da tutti i governi". (dp)

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