24 settembre 2021 ore: 11:30
Società

Famiglia, per un ragazzo su 3 il lockdown ha migliorato le relazioni coi genitori

Ricerca dell’Istituto degli Innocenti e della Regione Toscana: per il 30 per cento dei ragazzi è peggiorato il rapporto con i compagni di classe

FIRENZE - Per un ragazzo su 3 il lockdown ha migliorato le relazioni con i propri genitori, mentre un 30% di ragazzi pensa che sia peggiorato il rapporto con i propri compagni di classe. Alla distanza fisica i ragazzi e le ragazze toscane hanno risposto attraverso l’utilizzo di altri mezzi per comunicare: è aumentato considerevolmente l’utilizzo di chat e social media per comunicare con gli amici (il 66% dichiara di averne aumentato l’utilizzo) come l'uso di chiamate e video-chiamate (aumentate nel 69% dei casi). La necessità di comunicare con i pari emerge ancor più se confrontiamo il dato con quello delle altre attività realizzate online: la comunicazione con gli altri è senz’altro l’attività che ha subito un maggiore incremento rispetto allo shopping online (36%), il giocare ai videogame (35%) e il cercare informazioni sul web (35%). La scuola in Toscana è riuscita a garantire al 97% delle ragazze e dei ragazzi la continuità didattica online; ben il 35% dei ragazzi intervistati percepisce un peggioramento economico all’interno del proprio nucleo familiare.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dall’indagine ‘Essere ragazze e ragazzi in Toscana al tempo del Covid’, coordinata dal Centro regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, su mandato della Regione Toscana, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale. L’indagine è stata presentata stamani, giovedì 23 settembre, durante un webinar on line alla presenza dell’assessora regionale alle Politiche Sociali, Serena Spinelli, del direttore dell’Ufficio Scolastico Regione Toscana Ernesto Pellecchia, e di tanti altri dirigenti regionali e tecnici. Ha portato il proprio contributo anche la presidente dell’Istituto degli Innocenti Maria Grazia Giuffrida.

I risultati di questa ricerca consentono di evidenziare i cambiamenti provocati dalla pandemia, per cercare di comprendere, direttamente dai soggetti chiamati in causa, com’è stato vissuto il lockdown dai più giovani, le loro percezioni sul periodo di isolamento, le loro paure e le loro opinioni in merito al futuro post Covid-19. Sono stati coinvolti nell’indagine oltre 4mila preadolescenti e adolescenti dagli 11 ai 17 anni che hanno potuto far sentire la loro voce attraverso il metodo diretto del questionario on line dove si chiedeva loro con chi avessero condiviso il periodo di diffusione della pandemia e relativo lockdown e quali problematiche avessero riscontrato nelle relazioni con la famiglia, quelle mancanti con gli amici, di riportare i loro singoli vissuti sull’esperienza scolastica a distanza che avevano sperimentato. In quest’ultimo caso il questionario è stato costruito per provare ad analizzare, dal punto di vista delle ragazze e dei ragazzi, punti di forza e criticità della risposta della scuola a questa emergenza. Nell’indagine si testava inoltre il grado di consapevolezza delle ragazze e dei ragazzi di fronte a questo evento, nonché la capacità ed il desiderio di informazione/aggiornamento rispetto agli eventi che per oltre un anno hanno costretto a cambiare totalmente le nostre abitudini, approfondendo problematiche trasversali quali le paure e i timori verso il futuro, i vissuti emotivi e psicologici, la fragilità di alcune certezze, la relazione con le regole.

“Come rappresentante dell’Istituto degli Innocenti, che da oltre seicento anni si occupa della tutela e promozione dei diritti di bambini ed adolescenti – sottolinea la presidente Giuffrida - in questo delicato momento, abbiamo sentito il bisogno di ascoltare la voce dei giovani per poter riprogettare nuove politiche inclusive in accordo con Regione Toscana e Ufficio scolastico regionale. Questa indagine ci offre una fotografia su come le nostre ragazze ed i nostri ragazzi abbiano vissuto, anche a livello personale, questo periodo che ha visto limitare le loro esperienze e relazioni sociali, ma ci offre anche ottimi spunti e consigli da cui ripartire, ci fa capire la necessità di un’educazione di qualità in presenza e l'importanza di mantenere le relazioni sociali tra pari attraverso qualsiasi strumento. Questo lavoro, svolto dall’Istituto degli Innocenti nel quadro delle attività del Centro regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza per conto della Regione Toscana, mette inoltre in luce la capacità di resilienza dei giovani davanti al momento storico che abbiamo vissuto ed il loro desiderio di fare sentire il proprio punto di vista e di essere ascoltati. Ora più che mai, emerge chiara la necessità di dare loro la parola e di ascoltarli per renderli parte attiva del loro futuro” conclude la presidente Giuffrida.

 

“Questa ricerca ci mostra come i nostri ragazzi siano stati capaci di affrontate la pandemia, sopportando periodi di noia e incertezza, grazie alla forza del sistema di relazioni familiari e alla vivacità dei contatti mantenuti con gli amici con le tecnologie. Le relazioni umane sono state quindi, per loro, il primario antidoto all’emergenza”. Così l’assessore regionale alle politiche sociali Serena Spinelli sintetizza uno degli aspetti più significativi della ricerca

 

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