26 marzo 2018 ore: 15:42
Non profit

"Yemen senza tregua: dopo il colera, la carestia". L’appello di Oxfam

A tre anni dall’inizio di un conflitto brutale, i prezzi dei beni alimentari sono alle stelle: 4 persone su 5, senza acqua e cibo, dipendono dagli aiuti umanitari. Oxfam ha già raggiunto 2,8 milioni di yemeniti
Weam Moghales/Oxfam Yemen Community elder asking questions during a meeting in Amran governor L'intervento di Oxfam per garantire acqua pulita in Yemen

© Weam Moghales/Oxfam Yemen Community elder asking questions during a meeting in Amran governor

ROMA - “A tre anni dall’inizio di uno dei più atroci conflitti della storia recente, la popolazione dello Yemen sta lottando per la propria sopravvivenza e non ha accesso a cibo e acqua pulita: 22 milioni di persone dipendono dagli aiuti umanitari in un paese devastato”. E’ l’allarme lanciato oggi da Oxfam, l’organizzazione che è in prima linea per fornire acqua pulita e cibo alla popolazione di Amran e in altri otto governatorati del Paese. 

© Weam Moghales/Oxfam Yemen Community elder asking questions during a meeting in Amran governor
L'intervento di Oxfam per garantire acqua pulita in Yemen

Acqua sporca, mezzo sacco di grano al mese. Una realtà nella quale, racconta Oxfam, “moltissime famiglie sono costrette ad andare avanti con mezzo sacco di grano al mese e a percorrere 2-3 chilometri più volte al giorno per rifornirsi di acqua non trattata dai pozzi più vicini. Qui le famiglie sono state lacerate dalla guerra, e le donne sono rimaste sole, senza avere niente per sfamare i propri figli”.

Aumento vertiginoso dei prezzi beni alimentari e lo spettro della carestia. Secondo l’organizzazione, dall’inizio del conflitto il costo di molti alimenti primari per la sopravvivenza della popolazione è diventato insostenibile. “Basti pensare che il prezzo del riso è salito del 131%, dei fagioli del 92%, dell'olio vegetale dell'86%, della farina per il pane del 54%. Una concomitanza di fattori che ha portato ad un aumento del 68% della popolazione colpita da fame, quasi 18 milioni di persone. Sullo sfondo una guerra brutale che ha causato oltre 5.500 vittime tra i civili e costretto 3 milioni di persone ad abbandonare le proprie case. Con metà delle strutture sanitarie distrutte o fuori uso, si è assistito all’esplosione della più grave epidemia di colera degli ultimi decenni, con più di 1 milione di casi e altre 2.000 vittime”.

Il processo di pace: la popolazione non può più aspettare. "A tre anni dall’esplosione del conflitto, il paese è sull'orlo della carestia.  – ha detto Paolo Pezzati, policy advisor di Oxfam Italia per le emergenze umanitarie – Uomini, donne e bambini sono costretti ad affrontare una drammatica battaglia quotidiana solo per un po' di cibo e acqua. Troppe bombe sono state lanciate, troppe granate sparate, troppe persone hanno sofferto la fame, troppe vite sono state spezzate.Se non vogliamo assistere a una catastrofe umanitaria ancora più grave, tutte le parti coinvolte devono cessare immediatamente le ostilità. In questa direzione, la nomina di un nuovo inviato Onu in Yemen e il recente appello del Consiglio di Sicurezza, affinché sia raggiunto al più presto un cessate il fuoco e siano garantiti i beni essenziali alla popolazione, deve rafforzare l’impegno della comunità internazionale per l’avvio di un vero processo di pace”. Un obiettivo primario, da cui dipende il futuro di un intero popolo.Dal luglio 2015 Oxfam ha portato aiuto a oltre 2,8 milioni di persone, anche se la chiusura dei porti e degli scali aerei ha messo a dura prova gli sforzi per garantire cibo, acqua, carburante e medicine a tutti coloro che ne hanno bisogno. “Con l’80% della popolazione del paese che ha urgente bisogno di aiuti e la più grave epidemia di colera della storia recente – conclude l’organizzazione -quella in Yemen è oggi la più grave crisi umanitaria del mondo”.

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